11 set 2011

10 settembre 2005, Bologna - Modena 1-2

10 settembre 2005
Modena, è per la storia
BOLOGNA-MODENA: 1-2 Reti: 38° Bucchi (rigore), 56° Colacone, 91° Bellucci. BOLOGNA: Pagliuca, Daino (57° Terzi), Torrisi, Mezzano, Antonazzo, Amoroso, Colucci, Capuano (24° Vignaroli), Pecchia (63° Della Rocca), Smit, Bellucci. A disposizione: Manitta, Loviso, Pedrelli, Ferrari. Allenatore: Ulivieri. MODENA: Frezzolini, Pivotto, Centurioni, Perna, Tamburini, Campedelli (69° Fusani), Amerini (82° Giampieretti), Troiano, Tisci, Colacone (79° Giampaolo), Bucchi. A disposizione: Narciso, Argilli, Gyan, Gemiti. Allenatore: Pioli. Arbitro: De Santis di Roma (assistenti Foschetti-Lanciano, quarto uomo Marrocco). Note – Spettatori: 9000 circa di cui 2mila provenienti da Modena. Calci d’angolo: 11-5 per il Bologna. Recupero: pt 1’ e st 5’. Ammoniti: Tisci, Bucchi e Giampieretti (Modena) e Mezzano (Bologna) per gioco scorretto; Pagliuca (Bologna) per proteste.
dall'inviato Paolo Vecchi
BOLOGNA. Nel derby a sorpresa ha vinto chi aveva più certezze: il Modena che ha potuto contare su due killer di professione come Bucchi e Colacone, su un grande portiere come Frezzolini e su una squadra non ancora al meglio della condizione ma sicuramente più compatta del Bologna di Ulivieri. Il Modena e la sua gente fanno festa per un successo storico: mai il Dall’Ara era stato violato. Bucchi, al 38°, su rigore e Colacone, al 56°, firmano la magia salutata dall’urlo della Montagnani: “Grazie ragazzi”. Il calcio insegna che per andare lontano occorrono due qualità: subire poco e trovare il gol con facilità. Se questa legge viene applicata anche nei momenti in cui le gambe non girano al meglio con conseguenze su tutto il resto, gioco compreso, significa che una squadra ha qualcosa di importante nel proprio dna. Amadei è un capitano d’industria capace e appena Tosi gli ha offerto sul piatto Colacone e Bucchi, non ha esitato a spendere: grande investimento. Guizzo di Colacone e rigore di Bucchi nel pari di Rimini in una giornata poco felice; al Dall’Ara il centravanti ottiene e trasforma il penalty dell’1-0, il collega firma il raddoppio con un gol da artista. Sono loro i signori del derby, ma tutto il Modena è stato all’altezza della situazione contenendo il Bologna nella fase iniziale del match per poi uscire alla distanza e tramortire i cugini. Ed è con un piacere enorme che consegnamo alla storia la cronaca di una partita che ha visto il Modena conquistare il suo primo successo al Dall’Ara, uno stadio da sempre proibito. “Avete sempre subito”, gridava la curva rossoblu prima del match: coro incauto, la lezione è servita. Bologna e Modena sono tirate giù dal letto – la chiamata di Galliani è arrivata solo nella serata di venerdì – e costrette a giocare un derby che non doveva essere disputato per l’ordinanza del sindaco Cofferati. Pioli e Ulivieri debbono richiamare le rispettive truppe alla massima concentrazione: compito non facile. Il tecnico gialloblu ha un dubbio nella zona centrale del campo e, infatti, rispetto a Rimini, nell’undici iniziale c’è Troiano al posto di Fusani. Per il resto Frezzolini in porta, Centurioni e Perna tra Pivotto e Tamburini nella linea arretrata, poi il solito rombo a centrocampo con Amerini vertice basso, Campedelli e Troiano interni e Tisci alle spalle di Bucchi e Colacone. Ulivieri non ha punte da schierare e si affida un 3-4-2-1 che prevede Pagliuca tra i pali e il trio Daino-Torrisi-Mezzano dietro. Colucci e Amoroso gestiscono i tempi della squadra, Capuano e Antonazzo lavorano sugli esterni con Pecchia e Smit a supporto di Bellucci. Il Bologna parte forte: il confronto dei moduli favorisce i rossoblu che in mezzo hanno il sopravvento anche perché le gambe di Amerini, Troiano e Campedelli non sono al massimo. Match in salita per i gialli che, al 7°, su una girata di Pecchia sono salvati da Frezzolini. Pronto intervento di Pioli che allinea Tisci e Amerini passando al più classico dei 4-4-2. Il Modena cresce, stoppa il Bologna nella zona centrale ma Pecchia ci crede e solo un intervento in recupero di Tamburini evita il peggio, al 26°. Gara comunque più equilibrata e Modena che prova i riflessi di Pagliuca con Colacone. Il Bologna comincia a spegnersi e, al 35°, rischia grosso su un colpo di testa di Pivotto neutralizzato da Pagliuca in due tempi. Al 37°, però, il portiere rossoblu commette un’ingenuità: Tisci per Bucchi lasciato solo in area; l’attaccante controlla e si allarga sulla destra provocando l’intervento dell’estremo difensore di Ulivieri che lo sgambetta con un braccio. Penalty netto che lo stesso Bucchi trasforma con freddezza. In campo c’è Vignaroli, entrato per Capuano, e l’ex canarino tenta lo sgarro, al 41°, con una girata su cui Frezzolini si supera. Al 56°, il Modena chiude il match: Bucchi lancia Colacone, Daino è sul pallone ma si infortuna e spiana la strada all’attaccante canarino che entra in area inseguito da Torrisi e chiama fuori Pagliuca infilandolo sul secondo palo con un diagonale di straordinaria precisione. Il Bologna ha una reazione nervosa, ma la squadra di Ulivieri è sulle ginocchia. Pioli inserisce Giampaolo per Colacone e Giampieretti per Campedelli: il successo è già scritto, ma nel finale bisogna soffrire; all’87°, Perna salva su Della Rocca, al 91°, Bellucci fulmina Frezzolini con un bolide imparabile su punizione. Troppo tardi, è il giorno del Modena. Involontariamente Galliani ha regalato un pomeriggio storico al calcio gialloblu, speriamo abbia esultato anche il sindaco Pighi e che adesso si possa giocare con regolarità: questo Modena ci stuzzica. Frezzolini, parata decisiva – Bucchi-Colacone micidiali – Bene Pivotto, Perna e Tisci.
dall'inviato Stefano Aravecchia
BOLOGNA. La premiata ditta Bucchi-Colacone infrange il tabù del Dall’Ara regalando al Modena una storica vittoria. Decisivo anche il portiere Frezzolini. Frezzolini. Strepitosa parata su Vignaroli che vale quanto un gol fatto. Meritano menzione anche i suoi riflessi su un paio di stoccate di Bellucci: il bomber del Bologna fa breccia solo nel recupero mai ormai è tardi... 7. Pivotto. Prestazione degna di un crescendo rossiniano. Nei momenti più caldi del derby bada al sodo e non ci pensa due volte a scaraventare la palla in tribuna. Nell’arroventato finale è dappertutto. 6,5. Centurioni. Guida con autorità la difesa. Dopo l’ingresso di Della Rocca è chiamato agli straordinari sul gioco aereo. 6,5. Perna. Sempre sicuro e determinato. Decisiva una sua chiusura nel finale su Della Rocca. 6,5. Tamburini. Nella prima mezzora soffre la verve di Antonazzo. Poi gli prende le misure e cancella dal campo l’esterno rossoblu. 6. Campedelli. Ci mette il cuore ma le gambe ancora non girano come vorrebbe. Soffre Capuano, va meglio con Smit. Anche stavolta deve lasciare il campo anzitempo per crampi. 6. (69° Fusani). Infonde dinamismo al centrocampo. 6. Amerini. Gli manca brillantezza. Spesso arriva in ritardo, patisce la velocità dei guizzanti centrocampisti rossoblu. Ma l’anima la mette tutta. 6. (82° Giampieretti). Quando c’è da far legna in mezzo al campo lui non si tira indietro. ng. Tisci. Sfodera una partita di grande personalità. Si sacrifica arretrando il raggio d’azione per dare man forte ad Amerini nel momento di maggior pressione bolognese; suo il lancio per Bucchi nell’occasione del rigore. 6,5. Troiano. Mossa a sorpresa di Pioli che lo preferisce a Fusani. Ci mette un pò a carburare, anche per colpa di Antonazzo. Nella ripresa va decisamente meglio. 6. Bucchi. Dopo Rimini conquista e trasforma un altro rigore “bollente”. Implacabile nel gioco aereo (sua l’imbeccata a Colacone per il 2-0), in più conquista una miriade di falli. E non è ancora al massimo... 7. Colacone. Si conferma un attaccante coi fiocchi e controfiocchi. Firma un gol che rimarrà nella storia: il Modena, al Dall’Ara, nei 24 precedenti non aveva mai vinto. Ma c’è anche molto altro nella sua prestazione. 7. (79’ Giampaolo). Trova il modo di mettersi in evidenza con le sue ubriacanti giocate. Tornerà molto utile al Modena. ng. Pioli: “Emozione unica”.
nostro servizio di Claudio Romiti
BOLOGNA. Stefano Pioli nella storia. È lui il primo allenatore del Modena a uscire vincitore dallo stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Ed è giustamente orgoglioso di questo il giovane tecnico gialloblu, che riconosce le difficoltà della squadra nel primo tempo, ma che sottolinea il carattere di un Modena capace di soffrire. Vittorie così sofferte fanno crescere, afferma. – Pioli, che effetto fa essere il primo che vince a Bologna sulla panchina gialloblu? “Un bellissimo effetto. È sicuramente un risultato storico, ci tenevano tutti e averlo finalmente centrato è motivo di orgoglio per tutti noi”. – Eppure la prima mezz’ora non lasciava presagire nulla di buono... “Effettivamente siamo partiti piuttosto lenti, abbiamo rischiato alcune volte di capitolare, il Bologna dal canto suo era bravo nel fraseggio, ma alla fine il gol lo abbiamo segnato noi”. – Come mai queste difficoltà? “Non riuscivamo a prendere le contromisure a centrocampo. Il Bologna aveva due esterni molto larghi, quindi siamo stati costretti ad arretrare Tisci per dare maggiore equilibrio e aiutare Amerini”. – Nella prima mezz’ora vi ha tenuti in partita Frezzolini con le sue parate. “Ho rivisto il Frezzolini dei tempi migliori, non solo per le belle parate, ma anche per come ha guidato la difesa”. – Non le sembra che il Modena abbia sofferto un poco anche sulle fasce laterali? “È chiaro che Campedelli è ancora indietro come condizione, ma è difficile rinunciare al suo temperamento. Dall’altra parte Troiano ha lottato contro Antonazzo e ce l’ha messa tutta”. – Come ha detto lei, nel primo tempo il Modena ha sofferto ma con quei due attaccanti il gol lo ha trovato. “Quest’anno sappiamo benissimo che anche la partita più sofferta, in cui siamo poco brillanti, possiamo sempre risolverla perché abbiamo questi due attaccanti. Una consapevolezza che dà molta forza e sicurezza a tutta la squadra”. – Quattro punti in due trasferte, un bilancio eccellente. Potevate sperare di più? “Va benissimo così, anche perché sono state appunto gare molto sofferte. Però risultati così sofferti aiutano una squadra a crescere moltissimo. Dobbiamo migliorare come ritmo e manovra, ma abbiamo iniziato come volevamo, cioè con risultati ottimi”. – E adesso il Mantova. “Dobbiamo sfruttare questo buono avvio e capitalizzarlo proprio al debutto casalingo”. Tifosi, una giornata indimenticabile BOLOGNA. La giornata del derby è iniziata prestissimo per i tifosi modenesi. Non per colpa della tensione o della lunghezza della trasferta, bensì per la decisione della Lega di imporre di giocare il derby unitamente alle nuove normative del decreto Pisanu che pretendono la vendita dei biglietti solo dietro la consegna di un documento d’identità. E così, ieri mattina, davanti ai botteghini del Braglia oltre 2mila modenesi si sono dati un tacito appuntamento, tutti in fila per acquistare un tagliando che resterà nella storia. Ma i giocatori in campo hanno saputo ripagare con gli interessi la levataccia e i disagi. E come al solito la curva Montagani non ha fatto mancare il proprio incitamento ai gialli. Scongiurato lo sciopero del tifo, anche se gli Hniti hanno disertato la trasferta in segno di protesta contro il sabato, i supporter modenesi hanno regalato un colpo d’occhio entusiasmante. Lo spicchio della San Luca era stracolmo, la tensione per il derby era palese, ma l’attesa si è presto trasformata in una lezione di tifo. Uniti, compatti, incisivi, trovare una definizione per i geminiani accorsi a Bologna non è semplice, fatto sta che a tratti sembrava di giocare al Braglia. Dall’altra parte un Andrea Costa più concentrata a protestare contro Carraro, il Tar e la Lega piuttosto che a sostenere i felsinei. Sfottò dall’una e dall’altra parte con i modenesi ancora memori delle frasi pronunciate da Guidolin, allenatore del Bologna, in diretta tv e fantasiosi nel recuperare un’autoironica canzone coniata nell’anno della retrocessione e ad indirizzarla verso i cugini. E così Modena batte Bologna anche sugli spalti, successo suggellato dai giocatori sotto la curva a prendersi il meritato applauso e a ringraziare per i sacrifici di una giornata che resterà. Per sempre. (f.d.) Ulivieri: “Sconfitta immeritata”
nostro servizio di Alberto Bombarda
BOLOGNA. Renzo Ulivieri ha avuto la possibilità di vincere lo storico derby al dall’Ara quando siedeva sulla panchina gialloblu, ma non ci è mai riuscito. Ora invece diventerà il primo tecnico felsineo ad avere perso il confronto. Ma Renzaccio della prestazione dei suoi si dice contento: “Abbiamo dominato noi, soprattutto nel primo tempo quando sono state costruite diverse palle gol. Ma il Modena ha vinto e nulla si può dire. Però sui due gol subiti siamo stati un po’ ingenui”. Quando urlava dalla panchina gialloblù, Renzaccio avrebbe fatto carte false per vincere un derby a Bologna. Lui come tutti gli altri prima di Pioli non ci è mai riuscito. E ieri ironia della sorte Ulivieri era dall’altra parte della sponda e passerà alla storia come il primo tecnico rossoblu sconfitto al Dall’Ara dai canarini. Ma in questo momento sicuramente nella mente dell’allenatore di San Miniato ci saranno altri pensieri. Il suo Bologna, nonostante quanto lui sostenga, ha un po’ arrancato. Ma sentiamo che cosa ne pensa Ulivieri. “Che la vittoria del Modena non faccia una piega è incontestabile. Infatti i gol gialloblu sono stati regolari e il punteggio finale è stato di 2 a 1 a loro favore – bisbiglia con la solita pungente ironia il mister dei felsinei – Posso anche aggiungere che nelle due segnature canarine c’è stata qualche nostra ingenuità: sul primo gol un nostro esterno ha tenuto in gioco Bucchi, sul secondo Daino prima di rimanere a terra infortunato, poteva anche stendere Colacone. Ma non mi dite che il Modena ha meritato di vincere, perché questo proprio non può sostenerlo nessuno. Abbiamo dominato noi la gara, soprattutto nel primo tempo. Il pallino del gioco l’abbiamo sempre mantenuto in mano noi. Se guardiamo le palle gol, le abbiamo avute solo noi e oltre ad averne sbagliate per nostra imprecisione, è stato pure bravo Frezzolini. Poi nella ripresa sotto di due gol ci siamo fatti prendere un po’ troppo dalla fretta e siamo ricorsi troppo ai lanci lunghi. In ogni caso sono contento, la squadra sviluppa gioco, attacca bene ma fatichiamo a concretizzare. L’unico appunto che posso fare ai miei è che siano poco cattivi, sportivamente parlando. Ma io questo non lo so insegnare”. Durante il primo tempo sembrava che a un certo punto Ulivieri e Pioli si beccassero di brutto, ma Renzo chiarisce. “Non ce l’avevo col tecnico canarino, ma con qualcuno che si alzava dalla panchina del Modena senza permesso. Solo gli allenatori possono stare in piedi. Poi con Stefano ci siamo chiariti in un attimo”. Amadei: “Che orgoglio”.
nostro servizio di Riccardo Panini
BOLOGNA. Romano Amadei fa il suo ingresso trionfale nella storia gialloblu. È lui il primo presidente in novantadue anni che sul petto si può appuntare la medaglia per il primo successo al Dall’Ara. – Presidente, lei è il primo della storia a vincere a Bologna. “È vero, e un po’ confesso che ci speravo. È bello cominciare una stagione togliendosi soddisfazioni così grandi. Dopo novantadue anni prima o poi doveva succedere. È toccato a me e di questo sono felicissimo oltre che orgoglioso”. – La squadra ha dimostrato grande personalità. Cosa ne pensa? “Abbiamo fatto il massimo. Non siamo ancora nelle migliori condizioni ma abbiamo saputo gestire la partita. Davanti abbiamo due attaccanti che in qualsiasi momento possono fare male ma che sanno anche fare giocare la squadra. Bisogna però dare anche merito al nostro portiere che è stato eccezionale. Cosa devo dire di più? Che mi dispiace per gli amici bolognesi...”. – E dire che questo derby non si sarebbe nemmeno dovuto giocare... “Quando ieri (venerdì n.d.r.) mi hanno detto che la gara si sarebbe disputata sono rimasto molto soddisfatto. Il calcio è fatto per essere giocato e non parlato e credo che fosse venuto davvero il momento di cominciare seriamente questa stagione. Il Tar ha sospeso le ordinanze dei sindaci e ha permesso alle squadre di scendere in campo, la partita è ancora aperta ma io mi auguro che a questo punto si prosegua sulla strada del sabato mettendo la parola fine ad un muro contro muro che non può portare a nulla di buono”. – La squadra in poche ore ha saputo ritrovare concentrazione e schemi. “Di questo è giusto dare merito a Pioli e ai suoi giocatori che hanno saputo gestire una situazione non facile nel migliore dei modi. La stessa partita era cominciata in salita. Nella prima parte il Bologna è sembrato decisamente più fresco e spigliato, noi però abbiamo sempre tenuto bene il campo e abbiamo saputo sfruttare le doti davvero eccellenti di Bucchi e Colacone”. – Mercoledì c’è già il Mantova... “Finalmente si gioca con continuità e soprattutto possiamo debuttare davanti ai nostri tifosi. La vittoria di oggi ci dà il morale per cercare un altro risultato importante”. “Perfetti per la serie B”.
nostro servizio di Francesco Dondi
BOLOGNA. Ancora una grande prestazione questa volta coronata anche da uno splendido gol, una marcatura da autentico bomber di professione che proietta Roberto Colacone e il suo Modena nella storia della società gialloblu. Il Modena come il Perugia. Vederlo scattare al Dall'Ara è uno spettacolo. Roberto Colacone anche ieri ha dimostrato di essere al momento un giocatore indispensabile nello scacchiere di Pioli. “Sono contento – ha ammesso l’attaccante – anche con il Bologna ho visto un grande Modena. Quando arriveremo al massimo della condizione penso proprio che i tifosi si divertiranno ancora di più. Il Modena adesso fa di necessità virtù, è una squadra perfetta per la serie B: sorniona e tosta. Sembra di vedere il Perugia di Colantuono, gli umbri non erano spettacolari ma portavano sempre a casa il risultato”. Poi Colacone si sofferma sul successo storico contro i cugini bolognesi. “È una sensazione unica, arrivare in una nuova società e riuscire subito a lasciare un segno indelebile. Spero che con il gol rifilato al Bologna i nostri tifosi mi perdoneranno la rete che misi a segno l’anno scorso con l’Ascoli. Sono orgoglioso di giocare con questa maglia addosso”. Un gol straordinario, da attaccante di razza, perfetto nella scelta del tempo e fantastico nello sfoggiare il colpo da biliardo che ha freddato Pagliuca, questo è il capolavoro di Colacone. “È un gol bellissimo, quando sono arrivato davanti a Pagliuca pensavo di avere perso il tempo ed invece ho visto lo spiraglio sul secondo palo e ho sperato con tutto il cuore che la palla si infilasse proprio lì. Se avessi cercato una soluzione diversa non avrei segnato”. Ed infine l’attaccante canarino fa una dedica speciale per il suo primo gol con la casacca geminiana. “Questa rete è tutta per mia moglie. Si era già organizzata per venire a Bologna poi qualche linea di febbre glielo ha impedito. Sarà per la prossima volta, perché lei è il mio portafortuna”. Campedelli: “Bravissimi – Perna carico: “Fantastico”
BOLOGNA. Capitano indomabile Nicola Campedelli è uscito ancora per crampi. “Sfido a non avere i crampi dopo l’allenamento sostenuto venerdì, ma firmerei per averli sempre per far vincere il Modena. Abbiamo giocato una gara perfetta, cinica al punto giusto e vogliosi di soffrire”. Campedelli si sofferma sui fischi riservati dai tifosi modenesi al suo amico Vignaroli. “Ognuno può pensarla come vuole ma quei fischi mi sono molto dispiaciuti. Fabio ha giocato con noi anche quando aveva una gamba sola, non accetto un trattamento di questo tipo”. Armando Perna è felicissimo per la storica vittoria e per il comportamento del pacchetto arretrato. “Nel primo tempo abbiamo sofferto poi però ci siamo sistemati e con i giusti equilibri il Bologna è andato in difficoltà. È una vittoria fantastica ma non ci deve illudere, ora sotto col Mantova”. (f.d.) E Bucchi fa un regalo ai tifosi.
BOLOGNA. Due partite, due rigori, due gol. Ma tanto altro ancora: presenza costante in attacco, colpi di testa, falli guadagnati, sponde... Christian Bucchi è partito lanciato: “Vincere così è ancora più bello. I vecchi del gruppo – ha spiegato il centravanti – ci avevano detto quanto i tifosi tenessero a questa partita che il Modena non aveva mai vinto. Noi ci siamo riusciti e credo possiamo essere orgogliosi di aver scritto una pagina così importante della storia di questo club. Abbiamo giocato una gara intelligente, gestendo le difficoltà iniziali e riuscendo poi a imporci al momento giusto”. Il bomber ha raccontato così l’episodio del rigore da lui guadagnato e segnato: “Pivotto è stato molto bravo a mettere dentro un bel cross prendendo sul tempo d’uscita la difesa del Bologna. Io ho trovato lo spazio, ho evitato Pagliuca e mi sono allargato; a quel punto il portiere del Bologna mi ha steso. Un rigore netto che, quando ho visto Pagliuca restare immobile sulla linea di porta, ho calciato sicuro nell’angolo. Una vittoria dedicata ai tifosi. Ora, sotto col Mantova”. Centurioni: “Bravi tutti. La squadra si è dimostrata cinica, non concedendo nulla al Bologna e colpendo non appena i nostri avversari hanno commesso la prima sbavatura. Questa è un’enorme soddisfazione, ancora più grande se pensiamo al fatto che abbiamo dovuto trovare la concentrazione in una nottata. Ci manca solo la condizione ideale”. (riccardo panini) Crolla il tabù del Dall'Ara.
nostro servizio di Alberto Bombarda
BOLOGNA. Il tabù Dall’Ara è stato sfatato. Per la prima volta nella storia il Modena espugna Bologna dopo 51 derby ufficiali. Ecco la storiografia delle sfide incrociate. L’attesa è finita. Dopo 92 anni il Modena espugna il Dall’Ara. L’edizione numero 51 dei derby della Secchia disputati tra campionato e Coppa Italia è stato fatale ai rossoblu. In totale si contano 28 successi del Bologna, 12 pareggi e 11 vittorie gialloblu con quella di ieri. Il Modena al Dall’Ara dal 1929 in avanti, aveva perso 18 volte e pareggiato in sei occasioni. Solo nel 1915-1916 (Coppa Federale) c’è da segnalare l’unica vittoria della storia gialloblu a Bologna: una doppietta di Fresia permise di ritornare sotto la Ghirlandina col bottino pieno. Ma proprio contro il Bologna giunse la prima, storica vittoria della neonata società canarina. 1912-1913, girone veneto-emiliano. Dopo diverse sconfitte, il Modena allenato da Secchi sconfisse i cugini il 2 febbraio 1913 al Braglia, grazie a un gol da antologia di Brazzi. Negli anni ’30 ci furono varie sfide in A (il Modena non riuscì a vincerne una nemmeno al Braglia), mentre negli anni 40, sempre in A, la tradizione arrise più ai canarini. Da ricordare il derby vinto al Braglia per 1 a 0 nel 1946-47, stagione dell’indimenticabile del terzo posto dei canarini dietro Torino e Juventus. Si passa così agli anni 60, quando il Modena ritornò in serie A. In quattro sfide dal 1962 al 1964, i gialloblu raccolsero un misero pareggio e tre batoste, tra le quali il 7 a 1 passato alla storia subito al Dall’Ara. Ci si ritrova nel 1983, serie C: al Braglia finì 0 a 0. 1986-87, serie B. Dopo la debacle dell’andata (sconfitta per 4 a 1 al Dall’Ara), il Modena affrontò il Bologna al Braglia all’ultima di campionato. La spuntarono i canarini per 1 a 0 con gol di Frutti e grazie a quella vittoria i gialloblu si salvarono e ritornarono a prevalere sui rossoblu dopo un’astinenza di quarant’anni. Negli anni 90, bella vittoria gialloblu al Braglia nel 1991, serie B: 1 a 0, Provitali. L’anno dopo, risultato fotocopia, con Prova-gol ancora a segno. Nel 1994-95, la sfida è in C1: doppio 1 a 0 dei felsinei, Bologna promosso e retrocessione del Modena in C2 (poi ripescato). Passano sette anni, stagione 2002-2003, e batosta gialloblu per 3 a 0 al Dall’Ara. Poi l’indimenticabile match del Braglia alla vigilia di Pasqua del 2003 quando una doppietta di Sculli permise ai gialli di rimontare e vincere 3 a 2 e incamminarsi verso la meritata salvezza. Nella stagione 2003-2004, ancora vittoria dei gialloblu al Braglia per 2 a 0 (Amoruso e Kamara) e pareggio a Bologna 1 a 1. Lunghe file per i biglietti e tanta rabbia C’era gente in fila dalle 7, ma essere presenti al Dall’Ara è un obbligo morale. Così ieri mattina i tifosi del Modena si sono messi civilmente in coda davanti al “Braglia“ per acquistare il biglietto. Un’attesa media di circa un’ora, tutto per colpa del nuovo decreto Pisanu che impone biglietti nominativi. Ma la prima volta dei tifosi canarini tutto sommato non è andata male, il merito è tutto loro che per l’ennesima volta hanno dimostrato un’educazione ed una civiltà ammirevole. Non ci sono state scene censurabili, chi si attendeva assalti ai botteghini sarà rimasto deluso e si è dovuto accontentare di ascoltare solo qualche invettiva in dialetto contro la lentezza degli addetti alla consegna dei tagliandi. Ma non si creda che tutto passerà in silenzio, che i tifosi abbiano già digerito la scelta della Lega di far disputare il derby di sabato pomeriggio e con un preavviso che definire minimo pare una barzelletta. “Non si possono fare queste cose – ammette un signore di mezza età – ha ragione Ulivieri quando dice che ci hanno preso per dei giocattoli. Ma vi sembra possibile organizzare la partita dell’anno in 24 ore. Stiamo rasentando la follia. Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire”. Bologna-Modena è definita dalle questure partita a rischio, ma nessuno ha fatto nulla per evitare che il Dall’Ara possa diventare una polveriera. “Sono schifato – attacca Giancarlo di Modena – Noi andremo in 2500 a Bologna, ognuno si muoverà come meglio crede, chi in macchina, chi in treno. E là che accoglienza riceveremo? Ci saranno poliziotti in numero sufficente per garantire l’ordine o la zona intorno allo stadio sarà zona franca? Ho tanti dubbi sull’organizzazione della partita. Speravo che il prefetto di Bologna avesse più polso. Aveva l’autorità di sospendere la gara e penso che nessuno, tifosi e squadre, si sarebbe lamentato”. Andrea di Finale punta il dito contro i disagi che la vendita dei biglietti nominali provoca a chi abita lontano da Modena. “Mi sono svegliato alle 7 per essere qui alle 9. Ma si può? La partita non la dovevano giocare punto e basta, questa situazione è ridicola, quasi viene voglia di starsene a casa. Informi la gente solo il giorno prima di una partita del genere? Poi ti trovi qui allo stadio e se ti va bene fai un’ora di fila altrimenti aspetti!”. Ultima battuta con Daniele di Modena. “Giocare il derby è una farsa che non va nemmeno commentata. La gente è inferocita. Sono arrivato alle 7.30. È uscita una signora e ci ha detto “davanti a quel botteghino non stateci perché non apre”. Allora ti sposti, aspetti le 9, la gente è in coda e poi scopri che la biglietteria che avevi scelto è aperta, che chi è arrivato due ore dopo di te ha già il biglietto. Allucinante”. (francesco dondi)

8 set 2011

9 settembre 1951, Vicenza - Modena 2-0

9 settembre 1951
Giovani sostituti al posto dei titolari – Con una squadra di fortuna il Modena cede a Vicenza per 0–2

Vicenza, 9 Settembre.
Marcatori – Primo tempo: al 9° e al 14° Lerici del Vicenza.
VICENZA: Sartori; Caciagli, Formica; Gozzi, Compiani, Dal Pos, Renzulli, Lerici, Marchetto, Gratton, Onorato.
MODENA: Pozzolo; Bottecchi, Spezzani; Chiappin, Seghedoni, Gardona; Calveri, Gaggiotti, Ponzoni, Lodi, Gozzi.
Arbitro: Coppa di Como.

Presentatasi in campo mancante di sette aventiniani, e precisamente di Braglia, Diotallevi, De Giovanni, Sentimenti VI, Manenti, Brighenti I e Barbieri, la squadra del Modena ha posto in evidenza la grande volontà e l'ammirevole generosità dei giocatori messi in campo per comporre una formazione di fortuna.
Lodi è stato l'animatore e il coordinatore nei momenti più salienti della partita e nelle azioni di rilievo. Con lui va citato Seghedoni. Non meno preziosi sono apparsi il continuo Chiappin, il terzino Spezzani e il mediano Gardona.
Il portiere Pozzolo è apparso evidentemente emozionato e ha subito le due reti che hanno permesso al Vicenza di vincere l'incontro. Infatti, nel secondo tempo, il dominio territoriale del Modena non ha avuto pratico effetto per l'incertezza dimostrata da alcuni attaccanti.
La partita trova il suo inizio in una veloce puntata del Vicenza, che sa destreggiarsi fra Bottecchi e Spezzani: il tiro che ne deriva (Marchetto) trova tuttavia Pozzolo pronto a bloccare.
E qui, per qualche minuto, vediamo il Modena che cerca la via del successo, troppo presto essendo ancora la riscossa. Ma, al 9°, Lerici, certamente uno dei migliori uomini del Vicenza, sfugge al suo guardiano e con un tiro secco e pieno di effetto batte nettamente Pozzolo.
Cinque minuti soltanto trascorrono, e poi ancora Lerici bissa cogliendo per la seconda volta in fallo la difesa canarina; parte da metà campo, giuoca la difesa e con un altro tiro potente, assicura definitivamente il successo ai propri colori. Il resto della partita non ha storia anche se rimangono 76 minuti di gioco.
Infatti, il Vicenza con due reti di vantaggio non ha nulla da temere ed il Modena, pur prodigandosi, non può cogliere la rete della bandiera.

8 settembre 1991, Modena - Pisa 3-1

8 settembre 1991
CONVINCENTE E MERITATA VITTORIA DEI CANARINI – Modena butta il Pisa dalla torre – Passano in vantaggio i toscani con Scarafoni, ma i gialloblù recuperano nella ripresa e sul finire dilagano – Il pareggio arriva per un'autorete di Cristallini – Poi Provitali, che in precedenza aveva fallito almeno un paio di ghiotte occasioni, segna su rigore – Infine completa Monza con un bolide da fuori area
3-1
MODENA: Lazzarini; Voltattorni, Cardarelli (dal 59° Marsan); Monza, Moz, Ansaldi; Bosi, Bergamo, Provitali (dal 78° Dionigi), Pellegrini, Brogi. A disposizione: Meani, Circati, Cucciari. All. Bersellini.
PISA: Sardini; Chamot, Cristallini; Fimognari, Gallaccio, Bosco; Rotella (dal 78° Polidori), Simeone (dal 65° Fiorentini), Scarafoni, Zago, Ferrante. A disposizione: Polzella, Dondo, Picci. All. Giannini.
Arbitro: Lo Bello di Siracusa.
Reti: Scarafoni su rigore al 45°, autorete di Cristallini al 60°, Provitali su rigore al 77°, Monza all'87°.
Note – Spettatori: 6000 circa, di cui 3453 paganti per un incasso di 72.304.000, più quota abbonati di 40.649.000 (1415). Ammoniti: per gioco scorretto Zago, Chamot, Fiorentini, per comportamento non regolamentare Pellegrini, Simeone. Angoli: 4-1 per il Modena.
Servizio di Paolo Reggianini
MODENA — Le lezioni servono e alla fine il Modena raccoglie pure gli interessi, dopo i ripetuti errori commessi sotto porta. Sembrava, limitando l'analisi al primo tempo, che i canarini fossero ancora attanagliati da una sindrome da gol. Sette giorni prima, a Pescara, infatti, dopo aver fallito tutto ciò che era possibile sbagliare, gli abruzzesi avevano punito severamente i gialloblu. E dopo la marcatura su rigore di Scarafoni, il pericolo di una seconda e, tutto sommato, ingiusta sconfitta ha cominciato a prendere consistenza. Un'impressione evidentemente solo apparente, perché sul campo il Modena non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità, non si è dato per vinto e, nella ripresa, anche con quella fortuna che spesso premia gli audaci, ha prima raggiunto il pari, poi ha dilagato legittimando cosi una vittoria che non ammette discussioni. Nemmeno Anconetani potrà ridire su questo risultato; la sua squadra, che tutti vedevano alla vigilia del torneo con un piede in serie A, dovrà cambiare i propri programmi, non tanto per le due sconfitte consecutive, quanto perché in fatto di gioco, il Pisa proprio non ne produce. Servirà, come si annuncia da più parti, un avvicendamento sulla panchina? Giannini ha forse qualche responsabilità, come nella marcatura di Brogi, autentico mattatore del pomeriggio, sul quale Bosco ha dovuto usare le maniere forti per cercare di fermarlo. E proprio Brogi dà il “la” alle iniziali manovre dei canarini. Spesso si fa trovare smarcato e anche quando la morsa difensiva pisana si stringe attorno a lui, con rapidi cambi di direzione, va via che è un piacere. Bergamo a centrocampo illumina il gioco come non mai e a dare ritmo ci pensa un Pellegrini desideroso di mostrare a Bersellini che la panchina non fa per lui. Il tecnico, canarino porta qualche variante ad una difesa che ancora nel complesso non convince troppo. Voltattorni, preferito a Marsan, fatica su Ferrante, mentre Cardarelli, che dovrebbe variare la manovra sulla fascia, più di una volta si fa trovare impreparato.
La partita assume subito un volto ben preciso. Il Modena è meglio disposto sul campo, marcature a uomo e appena c'è un minimo spazio la squadra si allunga, costruendo contropiedi micidiali. Al 3° e, subito dopo, al 4°, i primi pericoli per Sardini, che vede arrivare dalla sue parti Brogi e Provitali. Al 25°, la prima vera palla gol di questo primo tempo da suicidio dei gialloblu. Provitali scambia con Pellegrini, che gli ritorna la sfera, ma, al momento di chiudere, il centravanti viene anticipato da Fimognari. Al 27°, manovra sulla destra dello scatenato Pellegrini, che mette in movimento Brogi. Cross al centro, ma Bergamo calcia fuori. Al 38°, le palle-gol sbagliate diventano tre: Bosi vede Pellegrini, la difesa pisana non interviene, ma il fantasista fallisce la mira. E, come al solito, al gol sbagliato, anzi ai gol sbagliati, segue la rete avversaria. Il Pisa, impegnato solo nel gioco di rimessa, senza sciupare le mani di Lazzarini, trova il gol su rigore, trasformato da Scarafoni, decretato per un'inutile spinta di Voltattorni su Ferrante.
Nella ripresa il Modena entra in campo un po' contratto, ma dimostra di avere la situazione in pungo. Entra Marsan e proprio il terzino, al 15°, lancia Pellegrini, Cristallini, nel tentativo di anticipare l'avversario, colpisce la palla di collo pieno e fa secco Sardini. Giustizia è fatta, ma il Modena naturalmente non si accontenta, sente che il Pisa è in ginocchio anche se Scarafoni, in precedenza, al 6°, aveva fallito il bis colpendo il palo. Passa la mezz'ora e i canarini completano la loro rincorsa: Bergamo con grande intelligenza lancia in profondità Brogi che parte come un missile. Arriva in area, cambia passo ma Fimognari lo stende. Lo Bello indica il dischetto. Bersellini dalla panchina indica Provitali, che, fino a quel momento, aveva sbagliato troppo. L'attaccante è però concentrato e con una botta centrale insacca. Il Modena è ormai padrone del campo, il Pisa si lascia andare, non avendo le idee per imbastire una replica efficace. Il tris è opera di Monza, giocatore utile in fase difensiva e costruttiva, che conferma anche le sue qualità balistiche. A tre minuti dal termine, raccoglie uno spiovente, aggiusta il tiro e inventa una bomba che manda la palla prima sotto la traversa e poi in rete.
Marsan, quando suona la carica un terzino
Servizio di Roberto Grimaldi
MODENA — Quando una squadra rimonta uno svantaggio e va a vincere tre a uno significa che durante la gara c'è stata una svolta, un fattore in più che ha fatto sì che qualcosa in campo cambiasse. Con il primo gol i gialloblu hanno preso coraggio e hanno capito che il colpo del ko era a portata di mano: da quel momento in poi, insomma, si è cominciato a concretizzare ciò che di buono era stato fatto vedere nei minuti precedenti. E l'ispiratore di questa fondamentale segnatura è stato Daniele Marsan, che pochi minuti dopo il suo ingresso ha messo al centro il pallone che Cristallini è stato costretto a deviare nella sua porta. Nelle azioni susseguenti, il terzino gialloblu ha continuato a pungere la difesa pisana con rabbia e determinazione. Voleva forse dimostrare qualcosa? “Niente di particolare — ha detto Marsan a fine gara — fino a quel momento ero seduto in panchina, consapevole di esserci per un motivo ben preciso: negli ultimi tempi non ero al massimo della forma e giustamente il mister aveva deciso di tenermi fuori. Naturalmente sedersi in panchina non fa piacere a nessuno e quando Bersellini mi ha fatto cenno di entrare sono entrato in campo deciso a dare il massimo. Che poi il gol che ci ha sbloccato sia scaturito da un mio cross è puro caso, semplice questione di fortuna. A me interessava solo dimostrare a tutti quale deve essere lo spirito di chi subentra a partita già iniziata”.
Capitan Bergamo, a questo proposito, non può fare a meno di elogiare la “vecchia guardia” di cui anche lui fa parte: “Daniele è entrato in campo con la carica giusta di chi vuol dimostrare che non è fatto per stare in panchina. Tutti quelli che non sono titolari dovrebbero entrare in campo con questo spirito, solo così la squadra può trarre vantaggio dalla sostituzione”.
Se Marsan ha contribuito ad aprire la strada a compagni, Provitali ha sferrato il colpo decisivo del ko. Ma quelle occasioni sbagliate gridano vendetta: “Nel rigore — dice il centravanti canarino — ho sfogato tutta la mia rabbia dovuta a quelle tre occasioni fallite precedentemente. Purtroppo anche a Pescara ho sbagliato diverse palle gol. Devo ammettere di essere in un periodo no. Spero di venirne fuori presto, magari già da domenica prossima a Lecce”.
MODENA-PISA / PARLA BERSELLINI – “Cancellata Pescara” – Il tecnico: “Stavolta abbiamo disputato anche una grande ripresa” – I ragazzi hanno giocato con il cervello” – “Provitali si è meritato di calciare il rigore” – “Marsan e Pellegrini mi hanno convinto”
Servizio di Stefano Gozzi
MODENA — Bersellini non lo saprà e probabilmente non gli interesserà neppure. Ma nemmeno il tanto amato Renzo Ulivieri aveva avuto il merito di coinvolgere il pubblico modenese come è accaduto ieri. Le motivazioni sono facili da decifrale. Lo spettacolo che ha offerto la sua squadra è di quelli che il popolo canarino apprezza incondizionatamente, ma soprattutto il suo atteggiamento in panchina, passionale, coronato dall'abbraccio con i suoi giocatori in occasione delle reti, ha entusiasmato la gente sugli spalti. Bersellini piace. Il suo Modena ancora di più. Un'equazione resa possibile da novanta minuti giocati in modo travolgente. “Il risultato finale ci sta tutto — ha esordito il tecnico — la squadra mi doveva delle risposte importanti dopo Pescara e sono stato ampiamente accontentato. Abbiamo disputato una buona partita nel complesso, manifestando una grande voglia di riscatto. Domenica scorsa, dopo un buon primo tempo, siamo stati condizionati dalla paura. Ieri, ad una grande prima frazione di gioco, abbiamo replicato con una grande ripresa. I ragazzi sono stati più che bravi”.
Il concetto vincente della domenica è uno dei comandamenti di Bersellini. “Il muscolo principale del giocatore è il cervello — ha spiegato l'allenatore — solo usando la testa, oltre alle gambe, vuol dire essere squadra. Il Modena ha dimostrato contro il Pisa di essere una squadra vera sotto questo aspetto cancellando in tutto e per tutto la ripresa di Pescara. Ora però viene il difficile. Dovremo continuare su questa lunghezza d'onda”.
La parola paura non fa parte del vocabolario di Bersellini. “Paura non ce l'ho mai avuta — ha continuato — sono sempre molto tranquillo, io ho il dovere di organizzare il lavoro sul campo durante la settimana, poi esigo che i ragazzi lo applichino sul campo. Ieri ho visto alcune giocate studiate negli allenamenti degne di nota, anche se non sono andate sempre a profitto. Sono contento”.
Provitali, Marsan, Pellegrini. Ora Bersellini parla a ruota libera: “Io non designo mai prima della gara il rigorista. Provitali si è meritato il diritto dì calciare il rigore, procurandosi alcune ghiotte palle-gol ed io avevo il dovere di concedergli fiducia. La sua sostituzione era decisa indipendentemente dalle sorti del penalty. Marsan è entrato in campo perché avevo bisogno di un uomo che spingesse sulla fascia sinistra e lui ha risposto alla chiamata nel migliore dei modi. Sono fiero di avere a disposizione giocatori di questa tempra. Pellegrini sta acquistando pian piano la migliore condizione fisica. Il giocatore non si discute. Ci mancherebbe altro”.
MODENA-PISA / IL VULCANICO PRESIDENTE NERAZZURRO COMMENTA LA BATTUTA D'ARRESTO – “Avevo fiutato l'odore di sconfitta”
Servizio di Guglielmo Borelli
Pare che, scendendo verso gli spogliatoi, a fine primo tempo, con il suo Pisa in vantaggio per 1-0, abbia detto a voce alta: “È una rapina”. La ripresa l'ha seguita scuotendo spesso la testa, mostrando la disapprovazione per il “non gioco” della squadra toscana. Poi, dopo la concessione del rigore per il fallo su Brogi, se n'è andato, senza neppure attendere la trasformazione di Provitali. Romeo Anconetani naturalmente non smentisce la sua fama di personaggio caratteristico: fa attendere i cronisti una mezzoretta, confabulando con i suoi collaboratori nel recinto antistante gli spogliatoi, poi, come una star televisiva (non lo è, forse, almeno nelle trasmissioni sportive?) si concede in sala stampa. Tutti sull'attenti, si accendono le luci, si siede. L'imprevedibilità è la sua caratteristica, tutti si attendono chissà quali dichiarazioni; il focoso presidente appare invece tranquillissimo. Arrabbiato, sì, ma tranquillissimo.
“Sentite — attacca — non so cosa posso dirvi al di là di quello che avete visto tutti. Anche a fine primo tempo avevo la sensazione della sconfitta e puntualmente è arrivata”.
Poi anticipa i più curiosi sulle sorti del tecnico Giannini, la cui posizione, anche in settimana, non è apparsa sicurissima. “La squadra ha giocato male, nessuna critica al tecnico, sono i giocatori ad andare in campo. Mercoledì col Foggia avevamo giocato magistralmente, oggi siamo tornati ai livelli di domenica scorsa” (2-3 in casa contro la Casertana, n.d.r.).
— Insomma, presidente, come se lo spiega?
“Non riesco a capirci nulla, perché altrimenti cercherei di provvedere a qualcosa, ho chiesto a Giannini, e nemmeno lui sa cosa dire, insomma io non riesco proprio a salvare nessuno dall'insufficienza globale”.
— Ambizioni ridimensionate, dunque, per questo Pisa ancora al palo?
“Le ambizioni le ho ancora, i giocatori li ritengo buoni, non possono diventare dei brocchi in poco tempo. E poi giocassimo sempre male... Piuttosto, io dopo due giornate vorrei avere sette punti, e averne zero mi fa una certa impressione”.
C'è anche una annotazione per il Modena: “Bene, direi che il discorso da fare per loro è inversamente proporzionale a quello da fare per noi. Nel calcio è sempre così”.
Qualcuno... si fa coraggio e timidamente chiede: da domani tutti in ritiro? “Per ora lasciateci andare a casa. 24 ore di tranquillità poi si deciderà. Altrimenti qualche cronista pisano potrebbe già criticarmi...”.
FARINA CANCELLA LE VECCHIE POLEMICHE – “Lo Bello? Un arbitraggio ideale” – Il Presidente canarino guarda al futuro con tranquillità
Servizio di Marco Tognella
Anconetani è un toscano verace: loquace, ha le battute sempre pronte. Per chi le subisce anche troppo pronte. Francesco Farina è diverso, è un altro tipo: dei veneti conserva la scorza dura, la propensione a nascondere i propri sentimenti. Sempre così, mentre uno ti dice anche più della verità, per capire l'altro bisogna diventare interpreti di segnali: il muso lungo è sintomo che tira aria cattiva per la sua squadra. Un sorriso ha il significato esattamente opposto. Ed era smagliante quello che il presidente canarino ha sfoggiato ieri, subito dopo il netto (oltre che per vari motivi clamoroso) 3-1 inflitto al Pisa di Anconetani: “Sono soddisfatto sia per la vittoria, sia per il modo in cui è maturata”.
Si pensa subito allo sfortunato esordio di Pescara, quando i canarini giocarono altrettanto bene, ma uscirono sconfitti e delusi: “Quasi quasi è stato meglio che il Pisa sia andato in vantaggio alla fine del primo tempo, perché era in quella circostanza che volevamo saggiare la capacità di reazione dei nostri giocatori. E questa volta la dimostrazione di carattere è stata convincente”.
Complimenti a tutti, dunque, anche e soprattutto in prospettiva futura: “Dopo una vittoria del genere, guardiamo alla prossima trasferta di Lecce con maggiore tranquillità”.
Una domenica da incorniciare, per conservare una pennellata di orgoglio: lo stesso che a giugno permise al Modena di conquistare una salvezza a ragione considerata miracolosa. Ma anche una domenica da ricordare per la pace fatta con Rosario Lo Bello. Fino a ieri mattina quel vecchio episodio di Vicenza scottava ancora: “Lo Bello si è confermato un grande arbitro — dichiara Farina — ha fischiato senza commettere errori. Chi credeva che il passato potesse condizionarlo contro di noi o a nostro favore si è sbagliato”.
Invece delle offese, dunque, da oggi Lo Bello ricorderà ai canarini una grande giornata.
MODENA-PISA / LE PAGELLE DEI CANARINI – Brogi, una partita da incorniciare – L'attaccante è stato incontenibile, dai suoi piedi sono partite le migliori azioni della squadra – Brillano i centrocampisti con Bosi motorino inesauribile – In difesa Moz e Ansaldi hanno diretto con perizia le operazioni
Servizio di Stefano Gozzi
Una domenica da incorniciare. Di quelle indimenticabili. Non solo per i tifosi gialloblu, ma anche per i giocatori che meritano sicuramente nelle pagelle segnalazioni importanti.
Lazzarini voto 6: ha partecipato alla partita più da spettatore che da protagonista. In ritardo su una conclusione di Scarafoni che ha scheggiato il palo, è stato battuto su rigore. Alla fine era il più contento. Da ex non poteva togliersi migliore soddisfazione.
Voltattorni voto 6: schierato a sorpresa nel ruolo di marcatore, ha disputato una gara tutta di temperamento su Ferrante, macchiata solo dall'ingenuità in occasione del rigore. D'altra parte, da un giocatore inventato nel ruolo di difensore, bisognava mettere in preventivo una marachella di giornata.
Cardarelli voto 6: ha funzionato a corrente alternata su una fascia sinistra che non aveva un padrone definito. Doveva sicuramente incidere di più, ma non sempre ne è stato capace, soprattutto quando Giannini ha spostato Rotella sulla sua corsia. La sua sostituzione è parsa giustificata. Da rivedere.
Monza; voto 7: mediano di gran classe, ha coronato una grande prestazione con un gol da antologia. Prezioso anche in copertura, insieme ai compagni del reparto centrale, ha creato le basi per una vittoria importante. Peccato che rimanga a Modena una sola stagione, ma merita la A.
Moz voto 6,5: ha messo il bavaglio a Scarafoni giocando sempre in anticipo. Spietato come ai vecchi tempi, ha cancellato l'onta della doppietta di Bivi subita a Pescara. Quando guadagnerà anche una condizione atletica ottimale, tornerà ad essere lo spauracchio degli attaccanti.
Ansaldi voto 6,5: concentrato, preciso, elegante, ha chiuso con tempismo ogni avanzata pisana. Pregevole anche qualche sua sortita in avanti palla al piede che ha aperto spiragli nella statica rettangolare avversaria. Non ci sorprenderemmo se arrivasse presto anche in zona tiro.
Bosi voto 7,5: il migliore insieme a Brogi. Ha giocato mille palloni rilanciando sempre l'azione con perizia e precisione. Presente ovunque, in aiuto spesso anche al compagno in difficoltà, si sta proponendo come l'elemento insostituibile nello scacchiere di Bersellini. Il tecnico lo ha già capito.
Bergamo voto 7: impareggiabile capitano. Difficile trovare aggettivi all'ennesima prova maiuscola del regista, che recita a copione con maestria impagabile. Ha fornito numerosi assist agli attaccanti, forzando soprattutto sulla zona di Brogi, in giornata di grazia. Per primo ha avuto il merito di credere nella rimonta.
Provitali voto 6: ha sbagliato sotto porta tutto quello che era possibile sbagliare. Ma non deve essere crocefisso e il pubblico lo ha capito osannandolo. Chiamato da Bersellini a trasformare un rigore decisivo, ha scaricato su quel pallone tutta la rabbia di una sfortunata. Per il momento può bastare.
Pellegrini voto 6,5: riproposto dal primo minuto, a tratti è sembrato il giocatore ammirato la passata stagione. Non è però ancora al 100% della condizione, ma solo giocando può riacquistarla. Ha sbagliato un gol da mangiarsi le dita, ma si è poi riabilitato calandosi nel ruolo con grande acume tattico.
Brogi voto 7,5: straripante per tutti i novanta minuti, da sue giocate sono nate le migliori azioni del Modena. Bosco non lo ha mai visto, ma il suo allenatore ha capito troppo tardi di cambiargli marcatore. Bravissimo in occasione del rigore che si è procurato con grande testardaggine.
Marsan voto 6: relegato in panchina, è entrato in campo profondendo nuova linfa alla manovra gialloblu. Da un suo cross è nato il pareggio. Poi ha spadroneggiato sulla fascia. Bravo.
MASSIMO PELLEGRINI ANALIZZA LA PRIMA VITTORIA DEL CAMPIONATO – Andare al sodo per contare
Servizio di Marco Tognella
D'accordo: come sempre in occasioni del genere, in cui si verificano fatti che paiono addirittura illogici, qualcuno comincerà a dire di restare con i piedi per terra perché la realtà è ben diversa. Ma rinunciare all'entusiasmo è difficile, se non impossibile anche di fronte alla semplice eccezione che conferma la regola. Forse il Modena non batterà tutte le grandi; forse l'impresa compiuta ieri a cospetto del Pisa resterà isolata. Uscendo dallo stadio, però, quanti erano i profeti pronti a predicare la certezza di un futuro meno ricco di soddisfazioni? Pochi o nessuno. Perché vedere un gol come quello di Monza, la voglia canarina di vincere una gara conta al ruolo di primo esame stagionale, non può non creare una atmosfera di euforia, di sicurezza.
Dai tifosi ai giocatori: “Non voglio dire cose troppo grandi, ma se riusciremo a concretizzare di più il lavoro svolto in attacco potremo recitare un campionato da protagonisti”. Parla Pellegrini, che aggiunge: “A mio parere abbiamo costruito azioni notevoli, peccato che fino ad ora molte occasioni vengano sciupate. È in questo senso che dobbiamo lavorare”. Il trequartista è stato impiegato per 90', si è proposto in attacco più di una volta, ma gli è mancata la zampata decisiva. “Ho disputato una partita discreta; non sono ancora al massimo della condizione, posso soltanto migliorare”. Chi sembra aver già raggiunto un alto livello di rendimento è Monza, mediano dotato di intelligenza tattica oltre che di una bordata da far paura; Sardini ne sa qualcosa: “Bosi ha crossato da destra ed ho pensato che la loro difesa avrebbe respinto al limite dell'area. Così è stato: la palla è arrivata proprio appena fuori la lunetta: ho preso le misure ed ho sparato. Il primo gol del genere? No, no: mi è successo due anni fa col Parma e proprio contro il Pisa. Segnai il 2-1: stessa posizione, stesso incrocio; cambia piede: allora tirai di sinistro”. L'azzurro commenta con calma, come se cose del genere gli capitassero tutti i giorni!
Stesso atteggiamento di Moz: dalle parole del difensore trapela che qualcosa ancora non va nella retroguardia canarina: “È andata abbastanza bene, questo è vero: abbiamo commesso meno errori che a Pescara, ma possiamo migliorare. Ottima la grinta e la volontà. Voltattorni? Il suo inserimento è stato deciso dal mister e non si discute. La sua prestazione è stata macchiata da quell'episodio del rigore. Per il resto ha giocato bene”.

7 set 2011

7 settembre 1962, Modena - Zenith Leningrado 3-3

7 settembre 1962


7 settembre 1962

La notturna di ieri – Il Modena pareggia con lo Zenith di Leningrado – Il primo tempo si era concluso sul risultato di 3-2 in favore dei canarini
Il Modena in vantaggio sullo Zenith Leningrado per 3 reti a 2. dopo un primo tempo entusiasmante, è stato raggiunto nella ripresa, quando Malagoli ha sostituito parecchi uomini con altri appartenenti alla rosa dei titolari. Il gioco è stato molto meno brillante nel secondo tempo e lo Zenith ha premuto con foga per poter raggiungere la vittoria senza riuscire nell’intento.
Prima del fischio d’inizio vengono suonati gli inni nazionali e i capitani si scambiano fiorì e gagliardetti; dirige il ravennate Babini di fronte a circa 12 mila spettatori.
Il Modena incomincia subito a portarsi in avanti, appoggiando la prima azione sul settore destro. Rovesciamento di fronte e punizione: parata a terra da Balzarini, al terzo minuto. Poi il Modena va in vantaggio, al 6°: Conti – Bruelles –Cinesinho: rete; magnifica azione e tiro perfetto. Trascorrono appena due minuti e triangolano ancora Cinesinho –Bruells – Vetrano, centro dell’ala e la palla spiove sulla traversa. Testa di Spiridonov portatosi in avanti, fu cross dalla sinistra, al 18°, e passaggio di Zavidonov a Mescrikov su punizione, ma la palla termina a lato. Dopo un contropiede del Modena, tiro improvviso di Raizanov.
Seconda rete canarina, al 16°; azione Cinesinho – Conti – Vetrano: rete. Trama da manuale nata sulla destra, proseguita al centro e conclusa alla sinistra con un tiro da pochi metri. Il gioco è piacevole e serrato a centrocampo. I terzini sistemisti dello Zenith lasciano alle loro spalle molto spazio alle manovre dei gialloblù.
Balzarini para di pugno un tiro saetta su punizione di Spiridonov. Sgroppata di Conti, al 26°, che indugia nel tiro, poi si fa anticipare da Pancein nel tentativo di passare a Bruells. Tiro di Vasiliev, al 32°, e parata di Balzarini il quale si ripete poco dopo.
Lo Zenith preme e resta prevalentemente all’attacco, tentando con azioni assai elaborate di sfondare. Infatti, al 36°, Solovian mette a segno su cross di Vasiliev, con un tiro imparabile da pochi passi.
Rovesciamento di fronte improvviso e, al 37°, il portiere dello Zenith respinge corto, raccoglie Cinesinho che da a Conti il quale mette a rete da pochi passi a porta vuota. Vetrano, poco dopo, si arrangia con un pugno la palla e viene fermato quando era già tutto solo davanti al portiere. Al 42°, punizione calciata da Razanov mentre la difesa gialloblù si sta piazzando e la palla entra in rete: 3 a 2.
Nella ripresa molti cambiamenti nelle file del Modena, il gioco scade di tono. All’11°, Conti viene fermato brutalmente in area e non può concludere. Al 16°, magnifico lancio di Merighi a Cinesinho e uscita di Vostranlov, la mezz’ala perde la palla, la recupera ancora ma viene atterrata. Azione Conti – Cinesinho - Conti e staffilata che colpisce il palo, al 23°.
Tiro di Vasiliev di poco sulla traversa, al 24°. Corner contro il Modena, al 27°, concluso di testa da Vasiliev, salva Cattani sulla linea di porta. Stangata di Dubrovski, al 29°, bloccata da Gaspari e azione di Verardi fermata per fuorigioco. Lo Zenit premi con insistenza poiché non vuole rimanere in svantaggio e, al 32°, Ramanov segna. Scende tutto solo non contrastato da nessuno e tira imparabilmente. Al 38°, punizione dal limite calciata fuori di Cinesinho quando, poco prima, Bruells, pressato da due uomini, era stato fermato in area e altra magnifica parata di Gaspari su tiro di Rosanov, al 40°, deviata in angolo; poi più nulla fino al fischio di chiusura.
MODENA: Balzarini (Gaspari), Barucco (Cattani), Garzena; Ottani (Cecchi), Aguzzoli (Chirico), Goldoni (Giorgis); Bruells, Merighi. Conti, Cinesinho, Vetrano (Verardi).
ZENITH LENINGRADO: Vostranlov; Mescrikov, Spiridinov; Panceikin, Njepomilnjev, Zavinodov; Vasiliev, Belikov, Ravanov, Dubroski, Solovjan.
Arbitro: Babini di Ravenna.
Adler Ascari

1 settembre 1991, Pescara - Modena 3-1

1 settembre 1991
DUE GOL FALLITI DA PROVITALI SULLO 0-0 FANNO DA PROLOGO AL KO EMILIANO – Modena sbaglia, Pescara punisce – Una doppietta di Bivi e un a rete di Pagano decidono la partita – Canarini a segno su rigore nel finale – Dopo un primo tempo giocato alla pari gialloblu di Bersellini sono crollati all'inizio detta ripresa, accumulando errori su errori – Una sconfitta che fa nascere molti dubbi sul carattere della squadra
3-1
PESCARA: Savorani; Camplone, Di Cara; Gelsi, Righetti, Ferretti; Pagano (dal 64° Martorella), Allegri, Bivi, Ceredi (dall'83° Nobile), Massara. A disposizione: 12° Torresin, 13° Alfieri, 15° Nunziato. All. Galeone.
MODENA: Lazzarini; Marsan, Cardarelli (dal 62° Dionigi); Monza, Moz, Ansaldi; Cucciari (dal 46° Pellegrini), Bergamo, Provitali, Bosi, Brogi. A disposizione: 12° Meani, 13° Voltattorni, 15° Caruso. All. Bersellini.
Arbitro: Arena di Ercolano.
Reti: Bivi al 42° e al 71°, Pagano al 51°, Provitali su rigore al 74°.
Note – Spettatori: 14 mila circa. Paganti: 7.010 per un incasso di 135.400.000 lire più 6.500 abbonati per una quota di 83.307.000 lire. Ammoniti: per gioco scorretto Bosi (52°), Cardarelli (61°), per comportamento non regolamentare Ceredi (66°). Nel Modena hanno debuttato in serie B Dionigi e Cardarelli. Angoli: 14-1 per il Pescara.
Dall'inviato Paolo Reggianini
PESCARA — Bersellini mette al bando la sua zona difensiva provata e riprovata in precampionato, si affida ad una rigida marcatura a uomo, ma la sua squadra becca tre gol e subisce una pesante bocciatura al primo esame. Quasi certamente, però, Queste tre scoppole non sono tanto originate dal modulo tattico sbagliato o dalle gambe ancore un po' mollicce, quanto dal cervello, che in qualche frangente non ha funzionato a dovere. Errori imperdonabili, come i due gol sbagliati da Provitali, quando il risultato era in equilibrio, le dormite in apertura di ripresa, quando il Pescara si è trovato la strada spianata verso il successo, hanno deciso questo incontro nato sotto ben altra prospettiva.
Il Modena è cosi affondato nel mare Adriatico (non gli capitava ormai da diversi anni) senza farsi nemmeno troppo onore e facendo grande un Pescara che si è confezionato una vittoria che non ammette discussioni. Una resa, quella dei canarini, che fa subito sorgere preoccupanti interrogativi, non tanto per il gioco espresso dalla squadra, quanto per il carattere mostrato dai giocatori in campo.
Dopo un primo tempo giocato quasi alla pari, con diverse azioni pericolose costruite dall'una e dall'altra parte, la svolta nella prima parte della ripresa, con il Pescara in campo e il Modena ancora negli spogliatoi. Una sbandata dietro l'altra e dalla strada che potrebbe portare alla parità, il Modena finisce in un vicolo cieco dal quale non riuscirà più a venirne fuori. Tre scoppole che fanno male e che ridimensionano una squadra, la quale, abbandonati i riflettori, sotto il caldo si è sciolta mostrando solo in parte quelle buone cose che avevano animato un precampionato in crescendo. Scorrendo la cronaca dei novanta minuti si scopre come le colpe del Modena siano evidenti. Bersellinì schiera subito due punte e un tornante, Bergamo illumina il gioco con buone trovate, Bosi fa da tamponatore con discreti risultati. L'inizio, insomma, è incoraggiante. Nelle retrovie, Ansaldi fa il libero, Moz guarda da vicino Bivi. Marsan deve dannarsi per frenare le iniziative dello scatenato Massara. Sulla destra Pagano punzecchia Cardarelli, che mai potrà proporsi sulla fascia. A centrocampo manca Pellegrini, che entrerà solo nella ripresa al posto di un evanescente Cucciari. Le due squadre si affrontano a viso aperto e ne trae beneficio lo spettacolo. Il Pescara, con il passare dei minuti, aumenta la propria pressione soprattutto sul lato sinistro, dove imperversa Massara. Ma è il Modena, con i suoi errori a dare la svolta. Al 32°, la prima occasione buttata al vento. Bosi esce palla al piede dalla difesa, appoggia in direzione di Bergamo, che lancia lungo per Provitali. Ottimo lavoro del centravanti, ma, a tu per tu, con Savorani viene anticipato. I canarini tengono bene il campo, i padroni di casa replicano, al 32°: Monza lascia la marcatura di Ceredi, il quale gira bene ma è pronto Lazzarini. Contropiede e la storia si ripete: al 37°, dopo una precedente conclusione di Provitali, veloce azione tutta in verticale Bosi-Cucciari-Bergamo, Provitali torna nuovamente davanti a Savorani, ma sbaglia mira calciando debolmente a lato. Gol sbagliato, gol subito, questa impietosa legge del calcio va subito a punire il Modena. È il 42°: Ferretti da lontano prova il tiro, a centro area Bivi allunga il piede quanto basta per mandare a farfalle tutta la difesa. È l'1-0, immeritato, per il Pescara, che nel secondo tempo legittimerà però il vantaggio.
Il Modena torna in campo quasi frastornato: al 6°, Marsan va sulla destra, sbaglia un facile appoggio, riparte il Pescara, veloce incursione di Massara, palla al centro, dove Pagano, lasciato inspiegabilmente solo, insacca di prepotenza. È la fine. A questo, salta tutto nelle file del Modena e forse anche la testa di qualcuno. Dentro Dionigi, avanti tutta con tre punte, un centrocampista avanzato e così si arriva il terzo gol, preceduto da una serie di scorribande di Allegri (palo al 20°), pure lui lasciato solo. Al 26°, ancora Massara confeziona l'assist vincente per Bivi, che gela per la terza volta l'incolpevole Lazzarini. Il Modena è ormai allo sbando, il portiere canarino deve fare gli straordinari per evitare il peggio. L'orgoglio tiene a galla la truppa di Bersellini, che cerca almeno di salvare la faccia. Provitali, al 29°, viene steso in area da Di Cara ed è lo stesso centravanti che dal dischetto, finalmente, non sbaglia. Ci prova Brogi, al 47°, a segnare, ma a quel punto tutto è ormai deciso.
PESCARA-MODENA / BERSELLINI ASSOLVE PROVITALI – “TROPPE DISTRAZIONI NELLA RIPRESA” – “Traditi dalla voglia di gol” – “L'ansia di pareggiare ci ha fatto perdere la testa. Ma non è il caso di disperare” – Farina: “La verità è che abbiamo fatto troppi regali”
PESCARA — Bersellini è l'ultimo ad uscire. Lo si scorge all'interno dello spogliatoio appoggiato al muro, senza parole, mentre osserva con lo sguardo nel vuoto, ripensando ai quei folli novanta minuti. La sua squadra aveva retto con onore il confronto nella prima parte, portando addirittura i più seri pericoli, poi, la clamorosa resa nel secondo tempo. Condizione fisica ancora precaria, il caldo, concentrazione non sempre continua, sono tutte attenuanti che si possono tirare in ballo per cercare di capire. Il tecnico, all'esordio in campionato sulla panchina gialloblu, mostra un sorriso stentato, probabilmente ha già avuto il tempo per sbollire la rabbia. “Il calcio è un gioco semplice che spesso si basa su leggi altrettanto semplici. Se non castighi, ti castigano gli altri Questo di serie B è un campionato fatto così. Squadre come le nostra, ma direi tutte, quando hanno la possibilità di segnare, non devono sbagliare, altrimenti sei rovinato”. L'allusione è chiara: sullo 0-0, Provitali ha avuto due ghiotte occasioni per mettere in crisi un Pescara che in quel momento balbettava nell'applicare il fuorigioco. Ma Bersellini non getta la croce sulle spalle del proprio attaccante, anzi lo promuove: “Provitali è stato bravissimo a crearsi quelle due opportunità. Se si è trovato a tu per tu col portiere il merito è stato suo. Poi i gol si possono anche sbagliare e così siamo qui a recriminare”.
Ma aldilà della occasioni fallite, preoccupante è stato l'atteggiamento della squadra mostrato nella ripresa. Lo sostiene anche il presidente Farina: “Due dormite così evidenti si pagano. — dice il dirigente parlando delle due azioni che hanno portato in gol prima Pagano poi Bivi — Nel primo tempo potevamo segnare quattro reti e loro nemmeno una. Poi abbiamo fatti regali. È comunque incoraggiante il gioco espresso dalla squadra soprattutto nel primo tempo. Questo ci deve far ben sperare anche per il futuro”.
Bersellìni intanto prende coraggio e si esprime in sintonia con il presidente: “Ritengo più gravi gli errori nella ripresa — spiega — non c'era motivo in quel frangente di perdere la testa. Probabilmente la frenesia di andare alla ricerca di un pari che fino al quel momento avremmo meritato, ha avuto effetti negativi. Così, in seguito a due sviste, il Pescara ne ha approfittato e noi ci siamo trovati sotto prima di due poi di tre gol. A quel punto era tutto compromesso. Deluso? Non lo sono mai. Ho visto una squadra tonica, che ha creato numerose occasioni e questo è un buon segno soprattutto quando si va a giocare in trasferta. Dovremo riflettere su certi episodi, ma che al momento non ci devono far disperare”.
Parlando dei singoli, il mister aggiunge: “Pellegrini non stava bene, è ancora giù come condizione. L'ho provato nella ripresa ma deve ancora lavorare”.
Paolo Reggianini 

PESCARA-MODENA / GALEONE – “Abbiamo rischiato grosso ma poi Bivi ha risolto tutto”
PESCARA — Giovanni Galeone parte subito in quarta. “Il secondo tempo è stato sicuramente più bello del primo, ma non si può continuare ad attaccare, a giocare così come abbiamo fatto noi quando il risultato è ormai acquisito. Non tutte le partite possono finire 3-1, anche se abbiamo promesso ai tifosi di fare calcio-spettacolo”.
Nei primi 45 minuti il Pescara ha rischiato grosso e se il Modena non è riuscito a passare in vantaggio è solo perché Provitali ha fallito due volte il bersaglio. “È vero, — ammette Galeone— nel primo tempo il Modena ci ha tenuti a guardia, ma dopo il gol di Bivi gli emiliani si sono visti davvero poco. Massara e Allegri hanno superato subito l'emozione del debutto cominciando a macinare gioco e i palloni, là davanti a Lazzarini, si sono davvero sprecati”.
Malgrado il successo il tecnico biancazzurro non nasconde che qualcosa deve ancora essere registrato. “Bisogna distribuire i palloni a destra e a sinistra con una certa regolarità, non bisogna insistere sempre da una parte sola. Nel primo tempo Massara è stato chiamato in causa pochissime volte mentre nella ripresa, quando si è giocato come si deve, si è visto sicuramente del bel calcio”.
Galeone esamina poi la prova dei singoli. “Ceredi è senz'altro quello che ha fatto più progressi, bene anche Allegri che per la sua struttura fisica ha bisogno di carburare prima di salire in cattedra. Ferretti è stato superlativo in fase difensiva: non a caso ha salvato su Provitali due palle molto pericolose”.
PESCARA-MODENA / STESSA FALSA PARTENZA DI UN ANNO FA – BERGAMO: “SIAMO DACCAPO” – E c'è già chi rivede i fantasmi
PESCARA — Dichiarazioni della vigilia in casa gtalloblu: “Cerchiamo di partire bene perché non vogliamo soffrire come l'anno scorso. Iniziare col piede giusto è fondamentale”. Settembre '90. Ascoli-Modena 3-1; settembre '91, Pescara-Modena 3-1. Cambiano i fattori, ma i risultati sono sempre gli stessi. La strada si fa subito in salita e qualcuno tra i canarini rivede già i fantasmi dello scorso anno. Il capitano Bergamo è affranto, parla sottovoce, sa cosa vuole dire iniziare con tre gol sul groppone. “L'anno scorso siamo partiti malissimo e ci siamo salvati solo all'ultima partita, pagando a caro prezzo le follie autunnali. Ci siamo un'altra volta. Sinceramente non saprei cosa dire. Eppure, nel primo tempo, le cose non erano andate male, potevamo chiudere 3-1 per noi e nessun avrebbe osato lamentarsi. Poi nella ripresa ci siamo sbilanciati in avanti lasciando troppo spazio al Pescara, che non si è fatto attendere. Qualcosa ci sarebbe anche da dire, ma è meglio che certi aspetti siano chiariti tra di noi, negli spogliatoi”.
Il clima è decisamente pesante. Pescara poteva essere una tappa pericolosa, ma per poco è stata sfiorata la disfatta, evitata in parte con la buona prova del primo tempo e con il gol su rigore di Provitali. Dalla marcatura a zona, il Modena ha proposto un controllo difensivo a uomo, con Ansaldi libero. “Non voglio parlare di tattica — dice lo stesso difensore — piuttosto penso che quando si sbagliano gol così facili, diventa poi difficile rimediare. Non voglio tuttavia colpevolizzare nessuno, comunque è una sconfitta inspiegabile”
Tutti parlano delle due occasioni capitate a Provitali. Il centravanti cerca di spiegare le due sviste. “Se avessi segnato, la partita avrebbe potuto cambiare binari, purtroppo è andata male. Comunque, come parziale consolazione, possiamo essere soddisfatti per il gioco espresso. L'inizio è stato spumeggiante, nella ripresa siamo entrati in campo convinti che un gol di svantaggio poteva essere rimediabile. Poi il pallino è passato nelle mani degli avversari e siamo stati travolti. A quel punto tutto è diventato difficile”.
Bivi, vecchio marpione delle aree di rigore, ha iniziato l'annata alla grande con una bella doppietta: “Mi dispiace che sia stato proprio il mio uomo a segnare due reti — dice Moz — comunque non mi sento responsabile di questa sconfitta. Un attento esame di coscienza farà bene a tutti”.
Infine Pellegrini. Il centrocampista doveva essere uno dei punti di forza di questa squadra, ma alla prima di campionato è finito in panchina. “Sono in ritardo di condizione — ha detto, dribblando ogni polemica per questa inattesa esclusione — dovrò lavorare più degli altri per conquistarmi il posto”.
pa.re.
PESCARA-MODENA / SPOGLIATOI Gì ALLOBLU – Lazzarini: “Crollati sul due a zero” – “Ci siamo disuniti, arrivavano palloni da tutte le parti”
PESCARA — Quello che conta sono i numeri. Negli almanacchi calcistici il debutto di Lazzarini con la maglia del Modena sarà contrassegnato con un negativo “meno tre” anche se di colpe l'ex pisano proprio non ne ha. “Poco importa se ho giocato bene — accenna piuttosto contrariato — ho una tale rabbia in corpo che per poco non scoppio. Ancora forse non me ne rendo conto, probabilmente domani, quando potrò ragionare a mente fredda, sarà più facile analizzare questa partita dai risvolti inspiegabili”.
Negli spogliatoi non vola una mosca. Silenzio assoluto. Tutti i giocatori sfilano testa bassa verso il pullman. Lazzarini guarda il soffitto e lentamente comincia a ricordare gli episodi salienti. “Nel primo gol, Ferretti aveva provato il tiro da lontano. La palla sarebbe finita fuori, ma Bivi si è trovato nel punto giusto, nessuno lo ha contrastato e così ha potuto segnare. In precedenza avevamo sbagliato due occasioni piuttosto clamorose. Non dico che avevamo la partita in pugno, ma si erano create le premesse per tentare di portare a casa almeno un pari”.
Invece il crollo nella ripresa ha compromesso tutto. Già al 6°, il Modena accusava un doppio svantaggio: “La palla era in nostro possesso — dice ancora Lazzarini — poi, all'improvviso, come un fiume in piena, loro sono piombati sulla fascia destra. Massara, mi pare, ha crossato al centro e Pagano ha anticipato tutti. Era lì a due passi dalla linea di porta. Sul 2-0 ci siamo disuniti, arrivavano palloni da tutte le parti, le marcature sono saltate e così con la squadra sbilanciata in avanti è arrivato anche il terzo gol. Sognavo un inizio di campionato differente. È il mio primo anno da titolare. incassando subito tre gol, non è certo questo il modo migliore per costruirsi una grande fama”.
PAGELLE / PRESTAZIONE NON TROPPO CONVINCENTE DEI CANARINI A PESCARA – Modena, Lazzarini paga per tutti – Ma il portiere gialloblu è parso incolpevole in occasione dei tre gol – Troppe sviste in difesa – Si salva Bergamo, deludono Brogi e Cucciavi – Clamorosi errori di Provitali – Pellegrini è ancora fuori condizione
Dall'inviato Paolo Reggianini
PESCARA — Prestazione senza particolari acuti, anche se di positivo resta il primo tempo, quando la squadra ha saputo, in più di un'occasione, mettere alle corde un Pescara che sembrava vicino al crollo.
LAZZARINI voto 6,5. Nessuna colpa sui tre gol subiti. Anzi, in più di un'occasione ha salvato il risultato con buone parate sui tiri ravvicinati. È stato anche fortunato quando, nella ripresa, la bordata di Allegri si è stampata sul palo. Sei gol in due partite sono un po' troppi e mercoledì arriva ancora la Samp. Qualcosa in difesa proprio non va. Il portiere, comunque, è assolto.
MARSAN voto 5. Impiegato a uomo sul veloce Massara, ha sofferto la presenza di questa giocatore, che, soprattutto nella ripresa, ha fatto la differenza, il modenese ha commesso un grave errore che ha propiziato poi il secondo gol.
CARDARELLI voto 5. Pressato nella propria metà campo dal tornante Pagano, non solo ha trovato semaforo rosso lungo la sua solita corsia, ma spesso ha dovuto ricorrere al fallo per frenare le incursioni dell'avversario.
MONZA voto 6. Bene nel primo tempo, discreto nella ripresa. Da questo giocatore è comunque logico aspettarsi qualcosa in più. Sotto il profilo dell'impegno nulla comunque da eccepire.
MOZ voto 5,5. All'inizio aveva preso bene le misure sul pericoloso Bivi, tenendolo sempre lontano dall'area. Ma l'attaccante non va perso di vista un attimo. Così Bivi, prima è stato più attento di tutti andando a colpire in modo vincente l'involontario assist di Ferretti, poi ha trovato via libera per incrementare il proprio bottino nella ripresa. ANSALDI voto 6. Anche in questo caso, si può parlare di prestazione positivo quando il Modena è stato in partita. Le sue chiusure sono state puntuali, ma poi sugli svarioni nella ripresa è stato colto impreparato.
CUCCIARI voto 5. Qualche tocco intelligente fin quando è rimasto in campo, anche se raramente ha fatto sentire il proprio peso in proiezione offensiva. Inevitabile il cambio dopo il 45°.
BERGAMO voto 6,5. Il più continuo. Spesso ha illuminato il gioco con lunghi e precisi traversoni. Splendidi gli assist per Provitali. In particolare, all'inizio, il Pescara ha faticato parecchio per frenare le sue iniziative.
PROVITALI voto 5.5. Come sostiene Borsellini, è stato abile nel procurarsi due occasioni da gol. Ma quando un attaccante arriva davanti al portiere non c'è santo che tenga: bisogna fare gol a tutti i costi, il resto non conta. Si è rifatto in parte alla fine, ma quel gol su rigore nessuno lo ricorderà.
BOSI voto 6. Ormai ha conquistato un posto fisso nell'undici titolare. Ha chiuso con grande tempismo ogni varco facendosi apprezzare, nelle fasi iniziali, per spirito di iniziativa. Nella ripresa è finito nel pallone accusando pause abbastanza preoccupanti.
BROGI voto 5. Partenza sciolta, poi all'improvviso sembrava avesse del piombo nei piedi. Con il passare dei minuti si è assentato dal gioco, facendo dimenticare il buon precampionato.
PELLEGRINI voto 5,5. È entrato nella ripresa per giocare a ridosso dei due attaccanti, con l'obbligo di andare a chiudere su Ceredi. Non e mai entrato in partita. Questo non può' essere il vero Pellegrini.
DIONIGI ng. tempi duri per la giovane speranza canarina, inghiottita da una difesa, che, nel secondo tempo, ha saputo chiudere ogni varco con maggiore tempismo. 

31 Agosto 1997, Cesena - Modena 1-0

1 settembre 1997 – 31 agosto 1997
IN UN VIBRANTE DERBY I ROMAGNOLI BATTONO I CANARINI DOPO AVERE SOFFERTO MOLTO NEL PRIMO TEMPO – Il Modena si illude ma è il Cesena che esulta – I gialloblu sbagliano troppo, Comandimi li castiga – I bianconeri falliscono il raddoppio – Nel finale sospetto rigore su Pellegrini
Cesena 1 - Modena 0
CESENA: Scalabrelli; Mantelli, Tamburini; Parlato, Rivalta, Del Bianco (8° st Salvetti); Longhi (27° st Serra), Gadda, Agostini, Superbi, Comandini (17° st Bianchi). A disp.: Calderoni, Teodorani, Albonetti, Chiaretti. All. Benedetti.
MODENA: Bigliazzi; Lancini, Di Bin; Gaudenzi, Pellegrini S., Bucchioni; Scazzola (36° st Solari), Brescia, Grabbi, Caputi (31° st Pellegrini M.), Mandelli. A disp.: Ferrari, Barison, Di Cintio. All. Fedele.
Arbitro: Bertini di Arezzo.
Marcatore: Comandini 12° st.
Note – Spettatori: 5.500. Ammoniti: Bucchioni, Lancini, Bianchi, Grabbi, Parlato e Brescia. Angoli: 9-2 per il Modena.
LA CRONACA — Ai romagnoli va il successo. Quasi tutto il resto tocca al Modena. Il giudizio positivo per aver espresso complessivamente un gioco migliore e naturalmente la rabbia per la sconfitta.
*
1-0
Marcatore: Comandini al 12° st.
Servizio di Luca Serafini.
CESENA — Prenda pura sale e pepe, condisca bene e il Modena può mangiarsi le mani e anche il fegato per avere lasciato via libera a un Cesena, che ha visto le streghe nel primo tempo, ma, dopo il prepotente guizzo del baby Comandini, ha collezionato (e vanificato) in contropiede ghiotte opportunità per chiudere in cassaforte il successo. Certo, i canarini possono pure indirizzare il mirino sull'arbitro, che, dopo una gara senza macchie, è caduto in pieno recupero (48° st), quando ha sorvolato su un fallo in area di Serra ai danni di Massimo Pellegrini, un fallo che aveva tutti i connotati giusti per portare la palla sul dischetto. Ma i gialloblu devono battersi forte il petto, per 45' minuti hanno dettato il gioco ma sotto porta solo nebbia. Così, in almeno quattro occasioni la mira è da calcio-balilla... E il Cesena? Per un tempo ha sofferto, affidandosi a traversoni più scontati del pienone a ferragosto in Riviera, poi (grazie anche agli innesti di Salvetti e Bianchi) ha preso fiato e suonato le trombe infilando Bigliazzi con una prodezza ravvicinata di Comandini e ponendo per almeno due volte palle da urlo sui piedi di un Agostini scarabocchione. E a tempo scaduto (48° st), l'evento che ha fatto drizzare i capelli agli ospiti. Lungo lancio nel cuore della affannata difesa bianconera, Massimo Pellegrini (sull'estrema destra) arpiona la sfera, rientra, viene a contatto con Serra e finisce a terra. Il sospetto del rigore è forte, ma l'arbitro ha solo certezze e ignora il dischetto.
In un match tra due squadre che hanno la promozione nel mirino, Benedetti dà via libera a metà campo a Del Bianco mentre Fedele mette una maglia sulle spalle del neo-acquisto Lancini e deve rinunciare al bomber Putelli (squalificato) proponendo il vivace Mandelli. È il Modena che fa la partita, il centrocampo è autoritario e sospinto da Caputi, Brescia è puntuale, Grabbi pare avere il colpo in canna, invece sparerà solo a salve. Il Cesena non vede la meta avversaria affidandosi a lanci inutili; il ritmo del match comunque è frenetico.
La prima perla è gialloblu: ma è un flash senza foto. Grabbi inventa un invito da urlo per Gaudenzi, arrembaggio (12°) e Scalabrelli rimedia con il piedone alla disperata. Il Modena cincischia in difesa, qualche folata bianconera, infatti, gli mette prurito anche se non è incisiva. La legge è comunque canarina: Scalabrelli rimedia con faccia tosta su Caputi (20°), Rivalta innesta il turbo per frenare Grabbi lanciato a rete (32°). Ma il Modena commette un peccato che nel calcio è mortale: crea ma non segna. Così è il Cesena che mette il naso fuori dalla porta (43°) e per gli emiliani è fortuna grande che Gadda (ispirato da Agostini) indugi troppo e Bucchioni possa salvare la pelle emiliana.
Nella ripresa il Modena sembra subito a dama, il Cesena in una botte con i chiodi dentro. La bischerata di Del Bianco (2°) è immensa, l'insipido mediano perde palla, Mandelli è un' aquila e lancia Scazzola, veemente nello scatto, ma deleterio nello sparacchiare addosso a Scalabrelli. I sussulti non mancano, il Cesena accarezza il gol con una capocciata di Longhi (3°), poi uno svarione di Tamburini regala a Grabbi l'attimo-felicità, ma Scalabrelli non si piega. Benedetti inserisce Salvetti (fuori Del Bianco), il Modena ora sbuffa e la Romagna bianconera esulta. Salvetti (12°) ispira Longhi sulla destra, invito preciso per la testa di Agostini che allunga per Comandini, che in acrobazia (da due passi) fulmina Bigliazzi. Ora il Cesena può pedalare in contropiede e con Serra, Salvetti e due volte Agostini vede il raddoppio in faccia, ma si fa sbattere sempre la porta sul muso. Ultimo sussulto il rigore visto solo sugli spalti e non dall'arbitro; poi è la fine. Il Cesena inizia il suo viaggio (mancava dalla C da 30 anni) con il cuore gonfio di speranza e non si illude d'essere diventato cigno, il Modena deve recriminare soprattutto con se stesso e guai a pensare che sia stata solo sfortuna.
Le difese ballano, quella canarina stenta di più
Dall'inviato Paolo Reggianini
CESENA — È destino che da queste parti il Modena debba sempre uscire accompagnato da tante pacche sulle spalle ma con zero punti in saccoccia. Capitò circa quattro anni fa in serie B, anche allora la truppa gialloblu risultò particolarmente brillante, ma sotto i riflettori del Manuzzi i canarini di Francesco Oddo uscirono battuti tra gli applausi. Da lì iniziarono i guai per un Modena che si sentiva forse troppo bello. A fine stagione fu C1 e da allora i gialloblu non si sono più affacciati sul palcoscenico del calcio che conta.
Ieri a Cesena è iniziata una nuova avventura, una stagione che nelle strategie della nuova proprietà dovrà cercare di cancellare quella retrocessione di quattro campionati fa. Il risultato ha premiato un Cesena pratico, che ha affondato le lame in una difesa che non può far dormire sonni tranquilli al mister Fedele. E visto che il calcio è fatto soprattutto di episodi, quel rigore non concesso nei minuti di recupero, apparso a molti evidente, avrebbe riequilibrato, forse, una partita in cui nessuna delle due ha manifestato una netta supremazia territoriale.
Mastica amaro il Modena, perdere così fa male, ma non è tutto da buttare. Il primo tempo può rassicurare la tifoseria (7-800 erano i modenesi presenti sugli spalti del Manuzzi, che alla fine hanno pure applaudito ma anche contestato l'arbitro), nel senso che si nota l'impronta di una buona squadra costruita con giudizio. Certe individualità, parliamo ad esempio di Caputi, una spanna superiore a tutti, almeno nel primo tempo, non si discutono, anche se quelle piccole sbavature difensive suonano già come un campanello d allarme.
Non è un caso che il Modena, nelle gare più importanti del precampionato, abbia sempre preso gol. E il trend negativo ha trovato puntuale conferma a Cesena, dove una svista collettiva ha rovinato tutto. La mancanza di intesa nel reparto più arretrato espone troppo spesso la squadra ad inutili rischi. Un handicap che una formazione che vuole navigare col vento in poppa non può permettersi Dal gol in poi il Modena si è perso, mentre quando ha avuto il pallino in mano non ha saputo concretizzare in modo adeguato. È inutile giocare bene quando non si riesce a sognare. Qui c'è l'attenuante, l'assenza dello squalificato Putelli, ma se i canarini fossero stati più lucidi (almeno un paio di occasioni-gol buttate al vento) quando era il momento di premere sull'acceleratore, forse saremmo qui a raccontare una partita diversa.
Sul piano del gioco meglio comunque il Modena del Cesena. I romagnoli sono usciti alla distanza (gli ingressi di Bianchi e Salvetti hanno poi dato maggiore brio alla manovra) dimostrando comunque un ottimo collettivo, capace prima di imbavagliare quel Modena vivace della prima parte e poi di colpire al momento giusto. E non è un caso che a mettere lo zampino nel gol di Comandini sia stato Agostini, giocatore che a questi livelli può fare davvero la differenza. Come il Modena, anche il Cesena non ha brillato sul piano della sicurezza difensiva. Ma certi lisci di Parlato, che hanno fatto tremare Benedetti, hanno al tempo stesso evidenziato le ottime qualità di Scarabelli e tutti sanno quanto è importante a questi livelli un portiere che dispensa sicurezza.
Il Cesena vince, dunque, questo primo round lontano anni-luce dalla resa dei conti, contro una diretta rivale per la promozione. Ma se le premesse di ieri possono avere un valore in proiezione futura, c'è da credere che il duello tra canarini e romagnoli non si sia esaurito nell'arco di appena novanta minuti. Il Cesena per ora saluta e va, al Modena non resta che aspettare domenica prossima quando dovrà sostenere un altro difficile esame contro un Como che promette scintille. E questa volta sarà vietato sbagliare. Soprattutto in difesa. 

PAGELLE di Paolo Reggianini
BIGLIAZZI 6. Non si registrano interventi degni di nota in tutto l'arco dei novanta minuti. Una leggera sbavatura, al 3°, della ripresa quando tentenna sulla linea di porta favorendo il colpo dì testa ravvicinato di Longhi.
LANCINI 6. Primo tempo impeccabile, sempre in posizione, deciso e preciso negli anticipi. Peccato che l'unica stecca arrivi proprio in occasione del gol, quando un suo errore di posizione manda in tilt la difesa che salta come un tappo di bottiglia.
DI BIN 5,5. Non riesce quasi mai a dare una spinta decisa sulla fascia e quando supera la metà campo raramente offre palloni giocabili ai compagni. Nel finale, calcia male un retropassaggio e favorisce l'intervento di Agostini, che manca il raddoppio a due passi da Bigliazzi.
GAUDENZI 6. Nel primo tempo gioca molto avanzato e spesso va a sgomitare nell'area avversario in cerca di gloria. Addirittura, al 11°, su ottimo assist di Grabbi, viene anticipato di un soffio in zona gol da Scalabrelli. Svolge con diligenza il proprio compito nella mediana gialloblu.
BUCCHIONI 5. Al pronti-via si becca un'ammonizione. In ritardo su Agostini lo travolge sulla tre quarti. Tarda a carburare e, al 12°, favorisce ancora Agostini, che conclude senza precisione. Bilancia l'avvio scadente sul finire del tempo, salvando in extremis su Gadda. Sufficiente nella ripresa, anche se non sembra molto sicuro.
S. PELLEGRINI 5,5. È apparso un giocatore normale, partecipa alla mezza dormita nell'azione del gol romagnolo e ricopre senza particolari acuti la posizione sulla fascia destra.
SCAZZOLA 5, Ecco il primo problema di stagione. Non è in condizione e questo già si sapeva, ma insiste nel suo gioco da solista e combina davvero poco per la squadra. Al 1°, della ripresa manca la conclusione vincente a tu per tu con Scalabrelli, poi piano piano scompare.
BRESCIA 6. Prestazione sottotono per il regista gialloblu, che gioca una gara gagliarda per tutto il primo tempo, poi cala con il passare del tempo senza offrire un prezioso contributo in proiezione offensiva.
GRABBI 5,5. Siamo qui a fare i soliti discorsi. Le qualità non si discutono e anche a Cesena dimostra di saperci fare con il pallone con deliziosi assist che scaldano l'attacco canarino. Ma, come sempre, si fa tradire dalla sua lingua lunga, le proteste si sprecano e, naturalmente, si porta a casa la prima inutile ammonizione della stagione.
CAPUTI 6,5. Primo tempo praticamente perfetto. Con il suo sinistro disegna perfette traiettorie e con la sua spinta sulla sinistra mette alle corde la retroguardia di casa. Tenta la via del gol dalla distanza ma non ha fortuna. Cala nella ripresa MANDELLI 6. Lavora una infinità di palloni, ma a volte insiste troppo nell'uno contro uno favorendo il gioco di rimessa cesenate. Solo nella primo tempo vede la porta avversaria.
PELLEGRINI M. sv Gioca una manciata di minuti, ma è lui il protagonista nell'episodio più contestato quando nei minuti di recupero viene steso in area dal bianconero Serra.
SOLARI sv.
MODENA / IL MISTER GIALLOBLU INFURIATO PER IL RIGORE NEGATO ALLA FINE: HO LASCIATO IL CAMPO PER PRENDERE IL TRENO – Fedele: “Dovranno ridarci quello che ci hanno tolto”
Servizio di Roberto Grimaldi

CESENA — Siamo alla prima di campionato, e una partita come Cesena-Modena si pretta a diverse chiavi di lettura.
In positivo quella del direttore sportivo canarino Botteghi: “La squadra ha dominato la gara, ma è stata sfortunata perché punita in occasione dell'unica disattenzione. Se continuiamo a giocare così ci toglieremo tante soddisfazioni”.
Poi c'è l'analisi del tecnico Fedele, molto sincera e disincantata, forse influenzata dall'amarezza della sconfitta; in sostanza l'allenatore gialloblu oggi ha intravisto due difetti: l'ennesima disattenzione difensiva e la difficoltà a finalizzare. Giornataccia o manifestazioni congenite difficili da rimediare? Fedele stesso non sa dare una risposta,
“Ogni partita che abbiamo giocato — ha detto Fedele — abbiamo sempre preso gol, e c'è sempre stata quella disattenzione che alla fine ci ha punito. Quando le distrazioni cominciano a diventare una costante significa che qualcosa da rivedere c'è. Davanti abbiamo concluso poco rispetto alla mole di gioco. È un problema che avremo sempre: Non so rispondere, lo scopriremo solo giocando. Questi giocatori li sto conoscendo solo ora...”.
La diffidenza di Fedele non finisce qui. C'è chi gli parla di squadra che non ha ancora raggiunto il pieno potenziale, di giocatori che, rispetto all'anno scorso, non sono ancora al cento per cento. Il tecnico crede a quello che vede. “Cosa ne so io del potenziale dei giocatori? Io so solo che quelli c'erano l'anno scorso hanno rischiato di retrocedere. Quindi questo gran potenziale evidentemente non c'è”.
Sono altri i motivi che rendono Fedele amareggiato, a partire dal rigore negato a Pellegrini in pieno recupero. Tutti l'hanno visto allontanarsi dal campo dopo un colloquio con l'arbitro. Si pensava ad un'espulsione del tecnico per proteste, invece non è andata così: “Non sono stato cacciato fuori. — spiega il mister — Sono semplicemente uscito dal campo qualche minuto prima. Ho detto all'arbitro che avevo il treno e che dovevo andare via... Ho parlato con i miei giocatori, pare che il rigore fosse netto. Spero solo che quello che ci hanno tolto oggi ce lo ridiano indietro presto”.
Ma non è stata una giornata totalmente negativa: “Sono contento del fatto che la mia squadra abbia esercitato un dominio quasi completo: direi ottanta minuti, se escludiamo i dieci minuti dopo aver preso il gol. Ma non riesco ad essere soddisfatto, mi sento piuttosto deluso per la sconfitta. Sono ancora convinto che questa squadra, per fare bene, abbia bisogno ancora di qualche piccolo ritocco. I fatti sono fatti, quello che è successo l'anno scorso non lo guardo. Il Cesena? Mi aspettavo di più, l'ho visto timoroso. Però i tre punti se li sono presi loro...”.

MODENA / NEL DOPO PARTITA SI È DISCUSSO A LUNGO DELL'EPISODIO CHE POTEVA CAMBIARE IL RISULTATO – “Uno scandalo non concedere quel rigore” – Pellegrini: “In due mi hanno agganciato in area, poi ho visto Agostini arrabbiarsi con Serra che aveva commesso il fallo” – Gaudenzi: “Il Modena ha dominato la partita. Mi dispiace per i tifosi” – Grabbi: “Siamo stati presi in giro” – Brescia: “Ottima gara la nostra”
Servizio di Alberto Bombarda
CESENA — Gira e rigira, l'argomento che tiene banco nel dopo-partita è solo uno: il rigore non concesso nei minuti di recupero su Massimo Pellegrini. E allora, parola al protagonista che ci da il responso definitivo: “Penso ci sia poco da dire quando non uno ma due avversari ti agganciano in piena area... Quello che mi sorprende è che l'arbitro era lì a due metri, non può non aver visto un fallo così plateale. Pensate che, dopo quell'episodio, ho visto Agostini andare da Serra (uno dei due giocatori cesenati intervenuti da tergo su Pellegrini, ndr) e arrabbiarsi di brutto nei suoi confronti, dicendogli che avrebbe potuto rovinare la vittoria con un fallo evitabilissimo... Iniziamo come abbiamo finito l'anno scorso — commenta amaramente il centrocampista — speriamo che da adesso in avanti i rigori quando ci sono inizino a darceli”.
Eh sì, il rammarico nelle fila canarine è davvero tanto. È il filo comune di ogni dichiarazione. “Non so cosa abbiate visto voi dalla tribuna, — chiede ai cronisti Luca Gaudenzi — da parte mia ho potuto constatare che in campo c'è stata una sola squadra e quella si chiama Modena. Abbiamo giocato solo noi, il primo tempo poi è stato esemplare. Così purtroppo è il calcio e dobbiamo prenderne atto, anche se devo ribadire che sia su di me che, specialmente su Pellegrini, alla fine l'arbitro doveva fischiare il rigore. Sono dispiaciutissimo pure per tutta la nostra splendida tifoseria che ci ha seguito in massa fino qui, vorrà dire che domenica prossima daremo ancora di più per accontentarla”.
Passa poi Ciccio Grabbi, che fa intendere di non aver assolutamente digerito i torti subiti: “È un vero scandalo essere presi in giro in questa maniera. Una squadra si allena duramente per tutta la settimana poi in campo non ottiene quello che sarebbe giusto gli fosse dato. Non dico altro, sono troppo alterato...”.
Ma sentiamo anche il parere da chi la prende più con filosofia: “Io dico che recriminare per un rigore o più rigori non dati non è piacevole — afferma controcorrente Beppe Brescia — anche se è vero che avrebbero potuto essere fischiati. Piuttosto bisogna leggere una partita del genere con un'altra ottica: io dico che abbiamo disputato un'ottima gara e mi sono reso conto ancora di più che siamo una buona squadra, che può sicuramente centrare l'obiettivo minimo dei play-off. Certo, non siamo ancora al top della condizione, ma quando ci arriveremo per i nostri avversari non sarà molto facile batterci”.
Montagnani: “Fatale l'unica svista in difesa – Lancini: “Bravo il Cesena nell'azione del gol”
CESENA — Era al suo esordio in trasferta Gigi Montagnani, che, come ha sempre dichiarato, è restio a seguire la squadra fuori casa. Visto il risultato, c'è quindi da star sicuri che il Modena lo vedrà solo al Braglia. È comunque limitatamente soddisfatto, il patron giallo-blu, dopo la partita: “La squadra si è espressa abbastanza bene, soprattutto nel primo tempo. Peccato per i rigori non dati, l'ultimo clamoroso, e sono anche molto dispiaciuto perché alla prima svista difensiva siamo stati condannati a perdere una gara che potevamo sicuramente pareggiare”.
Breve ma incisivo, come sempre. E allora diamo la parola alla difesa, in tutti i sensi, ovvero chiamiamo in causa i protagonisti del pacchetto arretrato, che spiegano a modo loro l'episodio del gol subito.
Sergio Lancini, alla sua prima gara ufficiale è forse stato il migliore dei reparto e relativamente all'azione incriminata dice: “Io sono andato a raddoppiare sulla fascia dove c'era Di Bin, poi purtroppo dietro di me gli attaccanti bianconeri sono stati bravi a smarcarsi e c'è scappato il gol. Colpe mi sembra che alla difesa non ne vadano attribuite, bisogna riconoscere anche la bravura degli avversari, che in quell'occasione hanno saputo fare i movimenti giusti. Da parte mia devo riconoscere che mi sono subito inserito bene, ci rifaremo”.
Sentiamo anche Stefano Pellegrini, che ci dà altri particolari: “Secondo me è stata decisiva la loro mossa di inserire Salvetti. Lui è un trequartista che svaria molto e noi ci abbiamo messo un po' di tempo per prendergli le misure. In occasione del gol, infatti, io sono andato a chiudere su di lui e purtroppo, facendo così, ne abbiamo lasciato libero un altro che poi ha segnato. Penso, comunque, di poter dire che dare colpe alla difesa è sbagliato, quando si sbaglia è tutta la squadra da chiamare in causa, anche se sicuramente dietro dobbiamo ancora registrarci a dovere. Aggiungo anche che l'inserimento di Lancini e stato molto positivo. Ora dobbiamo proseguire su questa strada e se rimarremo umili miglioreremo senz'altro”.
Alberto Bombarda