13 set 2011

13 settembre 1931, Roma - Modena 4-2

13 settembre 1931 Roma-Modena 4-2 Roma, Campo Testaccio, 13 settembre 1931

ROMA: Masetti; De Micheli, Bodini; Ferraris, Bernardini, D'Aquino; Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo, Chini.

MODENA: Policaro; Sabbadini, Aimi; Manzotti, Dugoni, Engel; Moretti, Lombatti, Subinaghi, Scaramelli, Piccaluga.

Arbitro: Rovida di Milano

Marcatori: Roma: Volk (10’), Lombardo(16’), Chini (43’), Costantino (57’).   Modena: Piccaluga (20’), Lombatti (26)

Divisione Nazionale A Dopo una strenua difeso i canarini cedono alla Roma per 4-2 La prima partita di Campionato ha mobilitato il «Modena.» per uno dei combattimenti più aspri e difficili, combattimento che la squadra canarina ha sostenuto con grande cuore, limitando l’inevitabile sconfitta ad uri punteggio più che onorevole e tale da confortare gli sportivi modenesi per quelle che saranno le sorti avvenire della squadra del loro cuore. Quando pi pensa che i giallo rossi sono scesi sul terreno nella stessa formazione che li ha portati, nell’ultimo campionato, a conseguire delle brillanti affermazioni, tali da porli fra le primissime squadre del calcio italiano, e che la sconfitta subita dal «Modena» fu allora ben superiore e più grave a quella odierna, bisogna trarne favorevoli auspici per il grado di forma e per l'intelaiatura della compagine di Dugoni, apparsa forte a sufficienza per continuare degnamente la tradizione sportiva canarina. Novanta minuti di gioco ardentissimi, combattuti di fronte a un pubblico, imponente ed entusiasta, hanno messo in evidenza non solo le doti individuali dei ventidue atleti in campo, ma 1’esatta efficienza e le possibilità di ogni reparto e di ogni linea di entrambe le squadre. Il «Modena» non ha accettato passiva mente la superiorità avversaria ma dopo aver subito il gioco predominante degli uomini di Ferraris partiti a grande andatura, tanto da segnare nei primi venti minuti due goals imparabili, riusciva a sua volta ad imporsi, ottenendo un clamoroso pareggio. Soltanto all’ultimo minuto del primo tempo i giallo rossi potevano ottenere, col terzo punto, il vantaggio che portavano a due goals nella ripresa. Verso la fine Scaramelli, in una delle tante azioni che i canarini animavano col loro encomiabile ardore, sparava una potentissima cannonata che il portiere romano. riusciva miracolosamente a deviare in corner. Gli attaccanti modenesi, mai domi e sempre animati da una passione e da uno zelo inesauribili, hanno dovuto cozzare contro una seconda linea che ha giganteggiato, contro tre atleti dal rendimento costante e dalla attività instancabile. Ferraris, Bernardini e D'Aquino sono stati i primi artefici dell'affermazione romana. Contro di loro i forwards canarini, hanno visto infrangersi più di una bella azione, hanno visto frustati gli sforzi generosi che con tanta tenacia hanno prodigato fino alla fine. Del «Modena» ha bene impressionato Policaro; che si è difeso ottimamente. Aimi ha sostenuto una bella partita e Dugoni, seppur spostato al centro, è stato il miglior uomo della seconda linea, apparsa forse la più debole della squadra. Engel, non ancora del tutto a posto, promette bene per l'avvenire, Scaramelli e Piccaluga sono stati fra i più precisi degli attaccanti, mentre Subinaghi e Lombatti non. hanno deluso.. Delia «Roma», Volk, Costantino, Lombardo, Chini e Bodini si sono imposti, nei rispettivi ruoli, all'attenzione del pubblico. I goal sono stati segnati al 10° da Volk, al 16° da Lombardo, al 20° da Piccaluga, al 26° da Lombatti, al 43° da Chini e al 12° della ripresa da Costantino. Ottimo l'arbitraggio  dell’ing. Rovida. Le squadre sono scese nella seguente formazione: «Roma»: Masetti; De Micheli, Bodini; Ferraris, Bernardini, D'Aquino; Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo, Chini. «Modena»: Policaro; Sabbadini, Aimi; Manzotti, Dugoni, Engel; Moretti, Lombatti, Subinaghi, Scaramelli, Piccaluga.

12 set 2011

12 settembre 1965, Modena - Palermo 2-1

12 settembre 1965 Modena 2 – Palermo 1
MODENA: Colombo; Cattani, Barucco; Aguzzoli, Borsari, Venturelli; Iseppi, Ferrari, Balsimeili, Merighi, Jaconissi. (All.: Neri). PALERMO: Ferretti; De Bellis, Giorgi; Costantini, Giubertoni, Moschen; Fogar, Tinazzi, Troia, Cipollato, Crippa. (All.: Facchini). Arbitro: Frullini di Firenze. Marcatori: I tempo: Troia all'11°, Costantini (autorete) al 40°, Balsimelli al 45°.

Ad un discreto primo tempo è seguita una ripresa scadente, che ha visto la stanca e poco convinta reazione palermitana. Giallo-blu da rivedere – La squadra di Neri è piaciuta nella mezzora finale del primo tempo – Nella ripresa ha subito la pressione rosa-nero denunciando grossi scompensi

NOSTRO SERVIZIO Modena, 12 settembre. Un bel Modena per mezz'ora, quella finale del primo tempo. Poi uno spettacolo da dimenticare, o quasi. Il problema, allora, è di tenuta? C'è da crederlo e, magari, da non allarmarsi (sempre che Neri trovi in tempo il rimedio giusto...). Il Modena partì abbastanza bene, l'anno scorso, trovando la condizione atletica per la strada, ma l'obbiettivo della promozione è stato clamorosamente fallito. L'avvio malsicuro di quest'anno (anche a causa della lunga ed inspiegabile catena di incidenti) potrebbe dunque essere addirittura di buon auspicio. Per chi non crede alla... cabala, è tuttavia augurabile che il Modena si irrobustisca alla svelta e trovi anche quell'intesa in prima linea che sinora gli è mancata, tranne l'estemporanea parentesi del derby di Coppa Italia con il Bologna. Contro il Palermo il Modena ha corso oggi il grosso rischio di restare sconfitto al suo debutto in campionato davanti al pubblico del Braglia. Un errore (il solito) di Colombo aveva pregiudicato il risultato sin dalle prime battute: corner di Fogar, uscita volante fuori tempo del portierone... moroteo (per via di quella ciocca bianca che gli imbrina i capelli) che stringe l'aria e capocciata in elevazione di Troia, che, con perfetta scelta di tempo, anticipa l'avversario girando la palla in rete. La reazione della squadra giallo-blu, tuttavia, è stata subito vivace ed efficace. Il Palermo, infatti, ha dovuto tirare i remi in barca e badare a difendere con i denti il vantaggio fortunoso. Il forcing del Modena, orchestrato a centrocampo da Merighi e sporadicamente da Venturelli, quasi sempre impegnato a controllare strettamente a uomo quel marpione di Tinazzi, ha tardato a dare i suoi frutti solamente a causa della mira imprecisa e dell'eccessiva precipitazione dei frombolieri. Al 40°, però, su un calcio di punizione dal limite dell'area accordato per un fallaccio su Venturelli, Merighi riusciva a infilare la barriera e la palla diabolica subiva una leggera deviazione sulle gambe di Costantini, che ingannava Ferretti. Cinque minuti dopo, invece, era Balsimelli che coglieva la vittoria sfruttando un passaggio laterale di Ferrari su calcio d'angolo di Iseppi. La pressione modenese aveva dato i suoi frutti. Il Modena, in poco più di mezz'ora, aveva capovolto una situazione che i più pessimisti tra il pubblico avevano giudicato irrimediabile, senza aspettare che la lenta macchina del Modena potesse mettersi in moto e carburarsi a dovere. In questa bella mezzora di gioco, la squadra di Neri ha offerto, a tratti, uno spettacolo piacevole. Sospinta a centrocampo da un Merighi stranamente sostanzioso e privo di fronzoli inutili, il terzetto dei frombolieri si è spinto più una volta pericolosamente verso la porta di Ferretti. Il giovane Iseppi, che sta compiendo notevoli progressi con gli stivali delle cento leghe, ha ancora bisogno di irrobustirsi, ma ha già acquistato quel po' di grinta che condizionava l'anno scorso le sue prestazioni. Balsimelli è anche lui in netto miglioramento: manovra piacevolmente con i compagni e cerca l'affondo con decisione, ma è ancora carente di una condizione atletica in grado di sostenerlo nel corso dei 90'. Iaconissi, tenace e puntiglioso in ogni duello con De Bellis, è stato forse il migliore della prima linea gialloblu; nel primo tempo, ha posto lo scompiglio nel settore destro della difesa isolana, fallendo il gol per una dannata paura di sbagliare che lo fa credere più... generoso con i compagni di linea di quanto sia in realtà. Di Merighi abbiamo già detto: l'argentino ha dovuto sgobbare da solo ed ha giocato solo mezzora; in quella mezzora, però (e non a caso), il Modena ha ottenuto prima il pareggio e poi la vittoria. A Merighi è mancato il sostanzioso apporto di un altro uomo a centrocampo, di quel Venturelli, che, a nostro avviso, è stato sprecato nella marcatura di Tinazzi, uomo pericoloso ma più che altro abile a menare inutilmente per il campo il suo avversario di turno. L'ex canarino, che può, che può vantare un'esperienza notevole di queste situazioni, ha capito subito che avrebbe dovuto stornare Venturelli dal centrocampo togliendo così a Merighi l'aiuto che avrebbe permesso all'argentino di giocare (al suo utile trotto) tutta le partita. Neri, che alla vigilia aveva annunciato la marcature di Tinazzi da parte di Ferrari, non ha intuito subito che avrebbe dovuto ritornare sui propri passi. Il giovane Ferrari, infatti, sprecato a francobollare un Cipollato, che se ne restava prudentemente da solo quasi sempre nella sua metà campo, avrebbe degnamente potuto prendere le veci di Venturelli. Tinazzi, che non è mai stato uomo-gol nonostante le cinque o sei reti dello scorso campionato, avrebbe cercato subito di levarsi delle costole il pivello ma avrebbe trovato pane per i suoi denti. Ferrari è un duro, di quelli che non scherzano: e a Tinazzi le pesanti... carezze dei difensori non sono mai piaciute. Con un semplice spostamento di pedine il Modena avrebbe, quindi, risolto i problemi del suo centrocampo. Venturelli, che avrebbe richiamato Cipollato ancora più indietro della sua posizione primitiva, avrebbe così potuto spingersi in avanti e funzionare da mezzala secondo lo schema originale studiato da Neri e poi, incomprensibilmente, mutato prima dell'incontro. È successo, infatti, che Ferrari ha dovuto adattarsi a funzionare anche da mediano d'appoggio, palesando (nella prima parte della gara) la sua idiosincrasia per la trama elaborata nella zona più cruciale del campo. Nella ripresa, invece, il suo apporto è stato determinante in quanto le sue brillanti doti di difensore sono egregiamente servite a non far affondare la traballante navicella giallo-blu, squassata dal forcing dei rosa-nero che volevano acciuffare di nuovo il pareggio a tutti i costi. Negli spogliatoi, dopo la partita, Neri ha difeso il suo operato con argomentazioni che non ci hanno convinto del tutto. Ferrari è stato utile perché il Modena ha dovuto difendersi alla disperata, ma se Venturelli avesse potuto dare il suo notevole apporto a Merighi, nel primo tempo, probabilmente il Modena sarebbe andato al riposo con ben altro vantaggio e non avrebbe avuto, quindi, nella ripresa, la necessità di salvare l'esiguo vantaggio con i denti. Ci sembra ovvio, del resto, che a rinunciare ad un uomo debba essere la squadra ospite e non quella che gioca sul terreno amico. Ebbene, il Modena ha giocato oggi praticamente con tre punte, Merighi a centrocampo, Venturelli su Tinazzi (e quindi inutilizzabile per la spola: l'ex giallo-blu, infatti, gli ha fatto fare la mille miglia alle sue costole...) ed una mediana di tre difensori. Una precauzione, questa, che Neri ha preso, forse, per cause di forza maggiore (l'assenza di Toro gli ha squinternato ogni piano), ma che non c'era bisogno di camuffare, dopo, affannandosi a dimostrare dialetticamente la validità di una tesi scaduta. Domenica, infatti, (almeno così ha annunciato Neri), Zani dovrebbe già essere in grado di riprendere il suo posto. Sarà interessante, allora, rivedere impegnata questa prima linea al completo di cinque elementi, tutti capaci di giocare la palla. La difesa merita una prova d'appello. Oggi, nella ripresa, era andata in barca col suo capitano. Tutto sommato, un Modena che merita ancora credito e che sarà piacevole veder all'opera quando anche Toro (ma quando?) potrà inserirsi nella manovra. Un Modena che dimostra di possedere potenzialmente una grossa carica esplosiva e che attende ancora l'uomo in grado di accendere le miccia. Forse il cileno? Sandro Bellei Un pizzico di fortuna - Come già domenica a Trani la squadra gialloblu è stata un po' aiutata dalla sorte – La cronaca raccontata.

NOSTRO SERVIZIO Modena, 12 settembre. Anche oggi il Modena, pur giocando una generosa partita, è stato salutato da un po' di fortuna. Il Palermo era riuscito ad andare, in vantaggio per primo, su di una papera di Colombo, uscito alla disperata su calcio d'angolo, e anche per merito di Troia che aveva anticipato tutti, mettendo nel sacco di precisione a porta vuota. Fortunatamente il “giovane” Modena ha saputo reagire immediatamente al gol di svantaggio e ha ingranato una marcia veloce diventando padrone della situazione. Non sono mancate, in questo periodo, le belle triangolazioni che hanno strappato gli applausi e i fischi rivolti agli ospiti che troppo spesso si aiutavano con le mani per trattenere gli scatenati gialloblu. Fra le tre punte, il più efficace ci è parso Jaconissi, che, nei confronti di De Bellis, ha quasi sempre avuto la meglio. I due gol, quello del pareggio e della vittoria, sono venuti nel giro di cinque minuti: al 40°, su calcio di punizione per un atterramento di Venturelli, era lo stesso mediano gialloblu che appoggiava a Merighi, il quale indirizzava a rete; Costantini, però, nel tentativo di allontanare la minaccia, deviava la traiettoria della palla che si insaccava alle spalle di Ferretti, completamente spiazzato. Pochi secondi prima dello scadere del tempo, su calcio d'angolo calciato da Jseppi, nasceva il secondo gol modenese: Giorgi riceveva dalla bandierina, ma rinviava corto; riprendeva Jseppi, che crossava al centro, dove era appostato Balsimelli. Il tiro del centravanti non era molto forte, però, Ferretti, coperto da un gran numero di uomini, non ha visto la palla che rasoterra si infilava alla sua destra e si gettava con troppo ritardo. Sarebbe bastato un piccolo errore dei padroni di casa per compromettere il risultato, ma fortunatamente, verso la fine, anche gli isolani hanno rallentato il ritmo e quando, al 43°, Fogar, indirizzando a rete, avrebbe potuto pareggiare l'incontro, l'incrocio dei pali si è sostituito a Colombo e in quell'attimo sono crollate le ultime speranze degli uomini di Facchini. Adler Ascari NEGLI SPOGLIATOI – Maino Neri soddisfatto del risultato NOSTRO SERVIZIO Modena. 12 settembre. Tinazzi e Ferretti, prima di lasciare il campo, salutano i vecchi amici. Entrambi hanno avuto una buona impressione del Modena. Dice Tinazzi: “Penso che non avremmo dovuto perdere questa partita, almeno un pareggio ce lo meritavamo. Il Modena mi è parso molto buono, soprattutto giovane e pieno di energie; Venturelli è un gran giocatore ed è stato l'iniziatore di tutte le manovre dei gialloblu”. Il presidente del Modena, cav. Marassi, dichiara: “Il primo tempo del Modena mi è assai piaciuto, un po' meno la ripresa. Da tenere presente, però, che di fronte avevamo degli avversari assai forti e decisi a tutto, pur di strappare almeno un pareggio. Comunque, vorrei che andasse sempre così. Il risultato, a mio avviso è giusto”. Maino Neri giustifica il calo del Modena nella ripresa identificandolo con un certo disordine riscontrato in difesa: “Non c'è stato calo di rendimento. Qualcuno ha forse accusato la fatica, ma non tutti, e per questo sarà mio compito, durante la settimana, sopperire alla lacuna. Ho preferito mettere Venturelli su Tinazzi per la sua maggiore esperienza. I numeri sulla maglia non hanno nessuna importanza e Ferrari aveva il suo da fare per tenere a freno Cipollato, che non è l'ultimo arrivato. Il compito di stare in avanti, oggi, lo aveva Merighi. Torna a tutto merito della squadra l'aver saputo reagire al gol di svantaggio. Per questo sono soddisfatto del risultato e della squadra; non è mancato nemmeno un buon football. Per quanto concerne il Palermo, posso dure che Troja è un uomo molto forte e non era facile controllarlo”. a. a.

11 set 2011

11 settembre 1977, Modena - Monza 1-0

11 settembre 1977

Alla prima occasione il Modena si scatena – Il Monza aveva preso alla leggera il suo primo impegno credendo di surclassare gli uomini di Pinardi – I gialloblu hanno sfoderato una grinta e un ritmo di gioco impensabili – Il gol lampo di Bellinazzi dopo un tiro dalla bandierina Primo tempo: 0-0. Secondo tempo: 1-0 (al 31° Bellinazzi).

MODENA: Grosso; Sanzone, Rimbano; Righi, Canestrari, Parlanti (dal 18° del p.t. Ferrante); Bonafè, Vivani, Bellinazzi, Zanon, Mariani. 12° Fantini, 14° Albanese: all. Pinardi. MONZA: Incontri; Vincenzi, Gamba; De Vecchi, Lanzi, Anquiletti; Cerilli (dal 32° del s.t. Sanseverino), Beruatto, Silva, Bracchi, Cantarutti. 12° Reali, 14° Scaini: all. Magni. Arbitro: Pieri di Genova. Note: terreno in buone condizioni, caldo afoso; spettatori: 8000 circa di cui 5995 paganti per un incasso di 18.155.000 lire; calci d'angolo: 8-2 per il Modena (primo tempo 1-0); ammoniti: Vincenzi, Mariani e Bellinazzi per gioco falloso; in uno scontro con Cantarutti Parlanti ha riportato la frattura del perone sinistro.

MODENA, 11 — C'era attesa per questo debutto e fame, soprattutto, di calcio vero, che quello (seppure ufficiale) di Coppa Italia pare a molti un tenue succedaneo. Da una parte si temeva che la burrasca della vigilia avesse depresso l’umore dei giallo-blu (qualcuno, malignando, aveva anche sparso la voce che Rimbano avesse, in vista della rottura con la società, staccato un biglietto per la Costa Smeralda per spendere in Sardegna gli ultimi spiccioli di una tardiva estate); dall'altra si paventava che il successo in Coppa avesse montato la testa ai brianzoli vogliosi di far vendette al Braglia. Vere solo in parte, le aspettative. I padroni di casa, infatti, hanno giocato alla brava, come se i problemi economici discussi sino in zona Cesarini non avessero scalfito la fiducia nella società. Gli uomini di Magni, che, oltre tutto, avrebbero voluto festeggiare il fresco “Seminatore d'oro” del loro trainer (il quale assurdamente è stato laureato pur non avendo mai ottenuto, per Coverciano, la licenza elementare...), hanno invece preso l'impegno abbastanza alla leggera, credendo di fare un boccone di questo Modena, che, forse, credevano a brandelli anche sul piano tecnico. Pinardi, ancora una volta, ha dimostrato di masticare calcio. Non ha perso la testa nemmeno quando la sfortuna si è rimessa a dare colpi di maglio alla squadra. Ha perso Parlanti, magnifico libero di complemento, e non ha stornato Rimbano, importante pedina nella zona più cruciale del campo. Bonafè si è improvvisato vice Parlanti (già vice Piaser) e ha assolto il compito con merito. L'incontro, per il resto, è stato un capolavoro tattico dei giallo-blu, che hanno dimostrato di essere sani professionisti, avendo voluto rispondere con una prova egregia ai timori — più che legittimi — del loro pubblico al quale, tuttavia, va dato atto di un encomiabile attaccamento ai colori sociali, avendo sottoscritto, proprio in questi ultimi giorni, abbonamenti come se niente fosse. Il Modena ha controllato bene l'incontro nella prima parte della gara, quando l'incidente a Parlanti (che ne avrà per circa due mesi) aveva rischiato di mettere in crisi tutto l'assetto. Superato lo choc, il Modena si è poi ripreso bene nella ripresa, e ha capito che la vittoria era a portata di mano. Le occasioni sono state numerose. Al 23°, comincia a scatenarsi “Baffo-gol”, che di testa sbaglia di poco la mira. Al 24°, Zanon ha la palla buona, ma purtroppo col destro non riesce a scavalcare il portiere. Al 30°, Incontri deve sfoggiare un gran volo per mettere in corner un tiraccio al volo di Bellinazzi. La segnatura è nell'aria. Un minuto dopo, infatti, Zanon da destra scodella un corner che il portiere monzese non trattiene in uscita bassa. Bellinazzi è pronto a girare a rete. Sembra tutto fatto, ma, al 38°, Grosso, ancora dolorante per l'incidente occorsogli contro la Roma, deve sfoderare un intervento da applauso per salvare il risultato su colpo di testa di Cantarutti (l'unica occasione per il Monza). Poi più niente sino alla fine, se non un applauditissimo pressing — con melina — del Modena, che saggiamente amministra i primi due utilissimi e importantissimi punti di un campionato che si spera ricco di soddisfazioni nonostante il tormentato avvio. Sandro Bellei Il Modena “caricato” dall'arroventata vigilia - I gialloblu, come se niente fosse...

MODENA, 11 – Non ci poteva essere esordio migliore, per il Modena. Peccato che la vittoria sia stata macchiata dal grave infortunio a Parlanti, altrimenti la soddisfazione sarebbe stata ancora più bella. Il Modena, che ad un certo punto più che una squadra sembrava un'infermeria, ha dimostrato sul campo il suo valore. Ridotto in condizioni di emergenza, per l'uscita di Parlanti, che aveva costretto Pinardi ad arretrare Bonafè nella posizione di libero, e per la forma incerta di Grosso, ancora sofferente per la contusione alle costole riportata contro la Roma, il Modena ha tirato fuori il carattere. Esattamente ciò che mancava al Monza. È sul piano della maggior grinta e della determinazione, che si spiega questa vittoria. Vittoria meritata proprio per questo, ma anche se si volesse tirare in ballo il discorso tecnico, le conclusioni sarebbero sempre le stesse. La squadra giallo-blu, dopo 40 giorni di “cura Pinardi”, sembra più bella di quella dello scorso anno. E, come si accennava, ha tecnica e classe da vendere, il suo limite, forse, sta nella mancanza di podismo, di ragguardevole spinte d'urto, ma a questa deficienza rimedia con la raffinata tecnica di quasi tutti gli uomini in campo. E diciamo questo dopo aver visto, per l'ennesima volta, quello che riescono a fare i nuovi acquisti, da Righi, a Bonafè, a Vivani: tutti, senza eccezione, sanno trattare la palla con eleganza. Magari di Righi già si sapeva e di Vivani si era intuito. Oggi, anche Bonafè ha fatto vedere di che pasta è fatto; per la verità, molti si sono frettolosamente rimangiati ciò che a mezza voce avevano detto in questi ultimi giorni. E proprio il centrocampo, così, ad occhio e croce, sembra poter diventare il “piatto forte” di questo Modena. Un centrocampo così lo possono invidiare molte squadre di serie B: mettete insieme Zanon, Bonafè, Righi e Vivani, aggiungete Rimbano, poi controllate il prodotto. Zanon addirittura, oggi ha stupito un po' tutti: lo si credeva fuori condizione, a corto di fiato e con le idee non chiare. Lo si è visto, invece, crescere alla distanza, con progressione incredibile, dal suo piede sono partite le più belle palle gol di tutta la partita. Proprio lui ha offerto a Bellinazzi, su un piatto d'argento, l'occasione di segnare uno dei più bei gol della sua vita. Perché Bellinazzi ci teneva, oggi a fare bella figura. Tutta la squadra come si diceva, ha girato e ciò che più ha sorpreso è stato l'impegno. Nonostante avessero concordato i premi di ingaggio solo da poche ore, al termine di una settimana che aveva comportato uno stress notevole, Zanon e compagni sono sembrati caricati a mille, decisi a vincere o quantomeno a non perdere. Una prova in più di quanto questi ragazzi siano responsabili e con la testa sulle spalle e non lo diciamo solo perché qualche dirigente ci ha gentilmente invitato a farlo, al termine della partita. Lo abbiamo sempre pensato e scritto, basta rileggere i nostri pezzi di questi giorni. Tornando alla partita, lasciando perdere le polemiche (avremo occasione di riparlarne, comunque) il Modena, per quello che ha fatto vedere oggi può solo crescere e far meglio. Quando, col tempo, si sarà stabilito, in seno alla squadra, un legame più forte, tra vecchi e nuovi; quando, soprattutto Pinardi potrà disporre di Piaser riportando così chiarezza e ordine, sicuramente il Modena potrà far molto di più. Poi, qualcuno, non è ancora arrivato al massimo della condizione. È un di scorso, questo, che riguarda tutti i settori dall'attacco, al centrocampo, alla difesa. C'è ad esempio, un Canestrari, ancora al di sotto di un livello accettabile. Lo stopper giallo-blu verrà fuori col tempo, non è un problema, questo. Come non è un problema il fatto che, a centrocampo, Vivani non rende ancora per quanto gli è richiesto. Ci vuol tempo, anche per lui. Purtroppo il grave infortunio di Parlanti (frattura al perone sinistro: due mesi almeno, tra ingessatura e convalescenza) rischia di mandare a carte quarantotto il programma dell'allenatore. Ora, il rientro di Piaser diventa una necessità improrogabile, ma anche con Piaser, Pinardi non avrà risolto tutti i suoi problemi: terzino, infatti, chi giocherà? L'assenza di un difensore, lamentata, con significati profetici, da Pinardi durante il precampionato, si rifà sentire. Ecco un utile tema di riflessione per i dirigenti, ma per adesso, gustiamoci questa vittoria, in attesa di riprendere il discorso. Marino Bocchi Negli spogliatoi l'incidente a Parlanti spegne la gioia dei giallo-blu – Pinardi: “Una bella prova di carattere”

MODENA, 11 — Negli spogliatoi del Modena la gioia è molto offuscata dal grave infortunio occorso a Parlanti nello scontro fortuito con Cantarutti. Pinardi si fa subito portavoce dello stato d' animo di tutti. “Sono molto soddisfatto per i primi due punti ottenuti in questo campionato e più ancora per la prova di carattere fornita dai ragazzi. Hanno dovuto superare lo shock provocato dall'infortunio a Parlanti; un infortunio che ci darà ancora preoccupazioni e problemi. Era stato tutto complesso nel corso della settimana; poi c' erano dubbi sulla presenza del bravissimo Grosso. Infine, la squadra aveva cominciato a condurre egregiamente la partita, con la difesa ben registrata attorno a Parlanti, quando è venuto l'incidente che ha sconvolto tutto. Un'altra squadra si sarebbe disunita; il Modena ha invece reagito con forza morale e se avesse segnato un altro goal nessuno avrebbe avuto da ridire”. Interpellato sul rendimento dei singoli atleti, Pinardi ha accomunato tutti in un elogio, sottolineando il coraggio di Grosso sceso in campo benché sofferente; le prove di Sanzone e Canestrari che, alla lunga, sono riusciti a bloccare due elementi pericolosi; l'intelligenza di Bonafè improvvisatosi un libero efficace; la saggezza e l'esperienza di Rimbano, che ha controllato e vanificato Cerilli senza privare il centrocampo modenese d'appoggio; l'oscuro e prezioso lavoro di Vivani. Tutti si sono mossi con determinazione ed abilità: una vittoria — dice Pinardi — “ottenuta con il cervello”. Abbiamo chiesto a Pinardi come potrà affrontare i problemi che ora si determinano per la difesa in seguito all'infortunio che terrà Parlanti lontano dai campi di gioco per circa tre mesi. “È davvero una brutta e dolorosa tegola che ci e piovuta addosso — afferma Pinardi — Purtroppo ho un numero limitato di atleti a disposizione e non so ancora come potrò rimediare. La partita di oggi ha già fornito qualche indicazione, ma le decisioni andranno meglio valutate e ponderate. Intanto abbiamo superato questa difficile partita contro un avversario molto valido e difficile. Il resto lo valuteremo poi”. Da parte monzese non si serba più memoria della drammatica conclusione dello scorso compiono. Magni accetta di parlare di buon grado con i giornalisti che si complimentano per il “Seminatore d'oro”: il prestigioso premio che gli è stato assegnato: “Sarebbe stato forse meglio che non m'avessero dato il premio — sbotta il tecnico monzese — Dicono che porti una jella tremenda”. Magni spiega, però, di non alludere alla partita con il Modena, la vittoria del quale appare incontestabile. “Il Modena ha meritato di vincere in campo, però si leggevano tutti i timori che si nutrivano, al suo interno, prima della partita. Io poi, non credo alla rassegnazione da parte di professionisti validi ed esperti. Devo dire che il Monza ha giocato con troppa sufficienza e che sarà punito ancora se non troverà la forza di stringere i denti, impegnarsi di più, fidandosi solo del centrocampo. L'aiuto di Cerilli è stato pochino, mentre Bellinazzi ha potuto fare il buono ed il cattivo tempo”. Magni ha elogiato, peraltro, Cantarutti, apparso il più pericoloso degli attaccanti in maglia rossa ed ha sottolineato la sua favorevole impressione nei riguardi del Modena. “Meglio avere perso adesso che poi. Il tempo per dare più carica alla mia squadra non manca”. Il presidente del Monza, dott. Cappelletti, sorride e sembra liberato da un incubo. Egli conclude i commenti: “Ci siamo finalmente tolti questo Modena dagli incontri in trasferta. Adesso tutto il campionato appare più facile, almeno sotto il profilo psicologico. Non dovremo più avere timori fino all'ultima giornata, come accadde nello scorso campionato”. Nazario Boschini

10 settembre 2001, Modena - Napoli 4-1

10 settembre 2001
MODENA TRAVOLGE IL NAPOLI (4-1 ) E SCATTA SOLO AL COMANDO – Modena da impazzire Una serata indimenticabile per il Modena. Ieri sera davanti ad oltre 14 mila spettatori i canarini di De Biasi hanno travolto 4-1 il Napoli. Un risultato che permette al Modena di restare solo in testa alla classifica a punteggio pieno dopo tre giornate. Pubblico impazzito di gioia per la doppietta di Fabbrìni e i gol di Fantini e Grieco, ma anche per la prestazione offerta dalla squadra. E intanto proseguono le polemiche degli operatori commerciali sulle misure di sicurezza intorno allo stadio.
I CANARINI TRAVOLGONO IL NAPOLI E SCATTANO DA SOLI AL PRIMO POSTO – Modena, tu sì 'na cosa grande – Fabbrini travolgente con una doppietta e un assist, in gol anche Fantini e Grieco 4-1 MODENA (3-4-1-2): Ballotta; Mayer, Cevoli, Quaglia; Ponzo, Milanetto, Grieco, Balestri; Pasino (dal 42° st Orfei); Fabbrini (dal 15° st Tarana), Fantini (dal 28° st Rabito). In panchina: Zancopè. Ferrari, Mauri, Scoponi. All. De Biasi. NAPOLI (3-5-2): Mancini; Bonomi (dal 15° st Montezine), Troise, Villa; Saber (dal 12° st Baccin), Magoni (dal 1° st Floro Flores), Jankulovski, Husain, Bocchetti; Sesa, Rastelli. In panchina: Roccati, Luppi, Bigica, Caruso. All. De Canio. Arbitro: Collina di Viareggio (Gemignani e Lion). Marcatori: Fabbrini (M) al 25° pt, Rastelli (N) al 35° pt, Fabbrini (M) al 38° pt, Fantini (M) all'8° st. Grieco (M) al 41° st. Note – Spettatori: 14 mila circa (10254 paganti incasso 292.155.000, più 3050 abbinati, quota 77.907.000). Ammoniti: Troise, Magoni, Fabbrini, Husain, Cevoli. Angoli: 6-3.
 di Paolo Reggianini
Diteci che è tutto vero, diteci che non stiamo vivendo un sogno. Il Modena demolisce il Napoli con una gara praticamente perfetta e scatta da solo al primo posto della classifica. Roba da non credere. Come è da non credere la prestazione dei gialli, capaci di umiliare un avversario costretto ad abbassare gli occhi davanti a tanta esuberanza. Il Modena ha il diavolo in corpo e parte a mille. Fantini porta i primi pericoli alla difesa nel Napoli già nei primi minuti. Nel primo quarto d'ora di gioco si contano quattro angoli per i canarini, a conferma di una supremazia territoriale indiscutibile. Il ritmo imposto dai ragazzi di De Biasi sembra quasi insostenibile dai bianco-azzurri che si limitano a subire una manovra tambureggiante. Il pressing a tutto campo operato dal Modena chiude in gabbia un Napoli sorpreso da tanta forza. La partita si accende a metà tempo e il gol di Fabbrini non fa altro che rispecchiare l'andamento della gara. Al 25°, micidiale contropiede del Modena che sfrutta la superiorità numerica. Pasino apre per Fantini, che calcia a colpo sicuro, Mancini respinge. Ancora Fantini, il palo devia il suo tiro. La palla resta in area e di rapina Fabbrini corregge in rete. Il Braglia esplode. Il Modena prende fiato, ma continua a tenere il pallino del gioco. Al 35°, però, arriva il pareggio nell'unica sbavatura della difesa gialloblu. Rastelli raccoglie al limite e fredda Ballotta con un diagonale. Come se nulla fosse accaduto, i canarini si rimboccano le maniche e ribaltano subito la situazione. Ponzo se ne va sulla destra e inventa un cross di incredibile precisione. Fabbrini va in cielo e di testa supera l'incredulo Mancini. La gente impazzisce di gioia anche se lo show è solo all'inizio. Passano due minuti e c'è l'ennesima occasione. È Pasino che sale in cattedra. Il fantasista riceve qualche metro fuori dall'area e fa partire un bolide a mezza altezza, Mancini si supera e riesce a malapena a deviare sul palo. Fantini è in agguato, calcia a colpo sicuro, ma al momento di esultare, il numero uno del Napoli con la punta delle dita salva sulla linea. Si va all'intervallo con un dubbio: il Modena riuscirà a tenere per altri 45 minuti un ritmo del genere? La risposta arriva al pronti-via. Dopo l'ammonizione per simulazione a Fabbrini, Fantini, già al 2°, ci prova al volo ma non è preciso. Replica il Napoli con Jankulosvki e questa volta Ballotta è decisivo. Il terzo gol è nell'aria e i canarini non si fanno pregare. È Fabbrini, autentico trascinatore e protagonista della sua migliore prestazione in gialloblu, che schizza via sulla fascia destra con una progressione impressionante. Il suo assist è un capolavoro di precisione per la testa di Fantini. 3-1 e il Napoli è in ginocchio. De Biasi prende qualche precauzione e toglie Fabbrini, salutato da un'autentica ovazione. Entra Tarana e Pasino va a fare la seconda punta. Il poker quasi allo scadere. Grieco, su punizione, aggiusta la mira e infila il pallone nel sette. 4-1 e tutti a casa.
Le pagelle di Davide Setti – Fabbrini e Fantini, che grande coppia – Pasino incanta con dribbling e assist BALLOTTA 6,5. Sesa lo sorprende sul gol. Tira fuori gli artigli sulla bomba di Jankulovski. MAYER 7,5. Ha nel cuore il Dna del capitano quando si prende a cuore l'esperienza di un Rastelli che fa male da fuori ma si nasconde per tutto il resto della partita. CEVOLI 7,5. Quando lo vedi dribblare Saber sull'out d'attacco, capisci che il centrale ha la sicurezza che risplende negli occhi di questo Modena. QUAGLIA 7,5. Il fantasma di Sesa finisce presto nel libro degli orrori di una gara che il mastino bergamasco interpreta alla sua maniera: anticipo e nessuna pietà. Si concede anche una cavalcata alla Maldini. PONZO 7,5. Dal suo destro nasce la pennellata che Fabbrini toglie dal cielo e trasforma in gol, rimandando il Napoli nell'inferno della rincorsa. MILANETTO 8,5. Il Cannibale si mangia il nazionale Husain costringendolo a rimanere sui suoi passi. Imponente quando ruba palla e fa ripartire la squadra, lasciando la squadra di De Canio in perenne inferiorità sui cambi di ritmo. GRIECO 8,5. È il faro che splende a pieno voltaggio sulla testa del Napoli, accecando ogni intenzione offensiva di Magoni e compagni. È il punto di partenza di tutti i giochi verticali. Nel finale regala anche la sua perla su punizione, sverniciando il sette di Mancini. BALESTRI 8,5. Quando corre fianco a fianco di Saber sembra di vedere una Ferrari e uno scooter. Il napoletano non lo vede nemmeno quando le squadre sfilano per il fischio d'inizio. PASINO 9. Un mancino con quel numero sulle spalle il Napoli lo aveva qualche stagione fa... Anche senza scomodare paragoni da brivido, 'Rubinho' fa impressione. Quando sul finire del primo tempo raccoglie dal limite e fa esplodere il sinistro sul palo qualcuno ha già gridato al gol. Inventa il 3-1 innescando un contropiede al tritolo. FABBRINI 10. Così non si gioca nemmeno in Paradiso. La racconterà ai suoi nipotini questa gara: scaraventa in rete la palla dell'1-0, dopo l'azione di Fantini; buca la sfera d'ozono quando sale di testa per inzuccare in gol il cross di Ponzo; poi chiude la sua notte da Oscar servendo sul piatto di Fantini la palla del 3-1. Assolutamente strepitoso. FANTINI 8,5. Anche da lassù si ricordano che merita il suo primo sacrosanto gol in campionato. Il palo glielo nega due volte, poi ci pensa il gemello Fabbrini ad incoronarlo. Quando parte in progressione il Napoli si sgretola come un sacchetto di Swarowski.
IL TECNICO BIANCAZZURRO ELOGIA LA SQUADRA GIALLOBLU: “È STATA PERFETTA” – De Canio: “Se il Modena continua così va in A” “La sconfitta del Napoli è netta, c'è poco da dire. Il Modena? Se continua così va tranquillamente in serie A”. Non ha mezzi termini il tecnico biancazzurro Gigi De Canio. Del resto dopo aver subito un 4-1 non c'è grande spazio per le recriminazioni. “Noi abbiamo giocato una pessima gara — ha aggiunto De Canio — ma i gialloblu sono stati perfetti. Da parte nostra non ho problemi ad ammettere che la colpa principale è stata mia: ho portato la squadra troppo stanca a questo appuntamento, forse dovevo alleggerire i carichi di lavoro in settimana. Dal punto di vista tattico ho da rimproverare ai miei solo una cosa: sapevamo che il Modena è una squadra veloce, dovevamo stare più attenti sulle ripartenze. Invece abbiamo subito il primo gol addirittura in contropiede giocando fuori casa. Non doveva succedere”.
Roberto Grimaldi
DE BIASI RAGGIANTE: “ABBIAMO RISCHIATO SOLO PER TROPPO ENTUSIASMO” – “Volevamo questa vittoria” di Doriano Rabotti Gli sfugge solo in zona Cesarini la parola salvezza, stavolta. Gianni De Biasi non esagera, non si scompone, ma almeno dopo un'impresa così ci risparmia la filastrocca sui tre punti in meno verso la permanenza in B. “Abbiamo fatto un'ottima partita, contro un avversario che ci ha stimolato oltre ogni misura. Siamo riusciti a giocare in velocità con triangolazioni rapide — spiega il tecnico gialloblu — e ad attaccare gli spazi che loro ci hanno lasciato”. Anche se il gol del pareggio qualche brivido lungo la schiena l'ha procurato. Ma è stato fondamentale segnare subito di nuovo: “Sicuramente è stato un momento decisivo, quello del nostro secondo gol. Avevamo subito il pareggio in modo ingenuo e per troppa generosità, stavamo continuando ad attaccare invece che chiuderci un po' di più. L'entusiasmo a volte ci porta a voler strafare. La rete ci ha permesso di ritrovare subito il morale; poi, nell'intervallo, ho dato alcuni suggerimenti tattici e i ragazzi hanno rispettato le consegne”. Qualcuno azzarda un paragone al Chievo capolista in serie A: “I colori sono gli stessi in effetti. Scherzi a parte, l'entusiasmo fa sicuramente bene, ma dobbiamo essere anche bravi a riportare le cose ai loro giusti valori”. Come quello immenso degli attaccanti, bravissimi a sacrificarsi per tutta la gara: “Fantini e Fabbrini sono giocatori poco reclamizzati, ma sono giovani e per la prima volta hanno incarichi di una certa responsabilità. Sta a loro rispondere bene, finora lo stanno facendo e hanno le qualità per continuare”. Le ha anche Pasino, che è una sorpresa solo per i giornalisti napoletani piovuti dalla serie A: “Abbiamo rischiato un po' sul piano tattico nel primo tempo, ma volevamo provare a vincere questa partita — dice il mister — con Pasino alle spalle del loro centrocampo siamo riusciti a metterli in difficoltà”. E poi c'è la grande prestazione sul piano fisico: “Il fresco ci ha aiutato, però abbiamo giocato bene anche quando c'era caldo”. Sì, ma stavolta c'era il Napoli di fronte, una delle presunte favorite: “Ma erano senza Stellone, il loro giocatore più importante”. Intanto il suo rivale di turno De Canio ha detto che, se continua così, il Modena andrà in serie A: “La cosa mi lascia del tutto indifferente perché il nostro obiettivo è la salvezza”, dice prima di salutare. Vabbé, gli sarà scappato.
NOTTE MAGICA – Presto faremo compagnia alla Juventus... di LeoTurrini Quando l'immaginazione va al potere, accadono cose memorabili. Come ieri sera al Braglia, dove il Modena ha rifilato quattro gol (a uno) al Napoli. E più ancora del risultato, vale la sensazione di aver assistito a un evento persino storico. Perché la grande notte gialla non è stata solo una partita: finalmente, invece, sì è saldata una frattura generazionale. Tra i nonni e i genitori che hanno vissuto il Modena di serie A e i figli e i nipoti, che solo ora capiscono cosa sia stato loro negato per alcuni decenni. Io non so se la squadra di De Biasi sia consapevole di quanto sta combinando, se il gruppo sia conscio di aver intrapreso una missione che va oltre la dimensione del rettangolo verde: ma al limite questo non è importante, perché sono le emozioni collettive a trasformare una goleada in una travolgente mozione degli affetti. E insomma ieri notte c'erano i caroselli d'auto per le città e allora anche chi, come l'autore di queste righe sciagurate, disertava lo stadio da quattordici anni, beh, anche un osservatore distratto non può non provare quel pizzico di sano, onesto, meglio ancora, modenese magone. Dare quattro gol al Napoli non significa soltanto essere primi in classifica in serie B, in beata solitudine. E non significa semplicemente aver portato a trentasette (34 di C1 più le tre tra i cadetti) i lunedì al comando di una classifica, impresa questa che (mi sono informato...) sfuggì persino al mitico Real Madrid di Puskas e Kopa. Nossignore: la magica notte gialla restituisce a tutti una certezza. Modena è una città che finisce per A: dopo di che, siete liberi di valutare tale bella scoperta alla stregua di una conseguenza da ubriacatura di lambrusco, ma ci siamo capiti. E ci capiremo meglio, suppongo, se questa squadra da primato dovesse continuare ad esprimersi su così sontuosi livelli. Mi dispiace per chi non c'era, perché non sa cosa si è perso. Il Napoli vive sempre nel ricordo di Maradona, ma il Modena Pasino ce l'ha sul serio: guardate che ieri sera il giallo canarino faceva molto Brazil, ma il Brasile di una volta, spettacolare e delizioso, non quello moderno. Certo, un po' dispiace per gli amici pizzaioli, per il loro dolore: se ne faranno una ragione i tanti napoletani che vivono dalle nostre parti. Non è colpa loro se hanno una squadra ridotta tanto male: sebbene sia doveroso aggiungere che il Modena della notte magica avrebbe presumibilmente bastonato chiunque e comunque. Prima di dimenticare ciò che non potremo dimenticare, solo una cosa: fra qualche mese sarà dura per la Juventus, per l'Inter e per il Milan. Perché Modena finisce per A.
FANTINI LO RINGRAZIA PER IL GOL, MA L'EROE DELLA SERATA È FABBRINI – “Una serata indimenticabile” di Davide Setti Quando Legrottaglie gli si avvicina, Vito Grieco sorride. “Quel tuo gol mi ha rovinato il 3-1 che avevo pronosticato”, gli avrà detto sorridendo l'ex centrale gialloblu. Nessuno mai saprà però la verità, perché l'antidoping non concede ai cronisti uno dei grandi protagonisti della serata del Braglia. In compenso i flash e i microfoni sono tutti per Andrea Fabbrini, alla sua prima doppietta in serie B. “È stata una serata indimenticabile, perché fare due gol al Napoli non capita tutti i giorni. Poi ci ha permesso di vincere e di mettere in cassaforte altri tre punti. Per ora pensiamo solo a questo, a fare fieno, senza guardare la classifica, perché l'unico obiettivo fino ai 45 punti resta la salvezza. Abbiamo giocato alla grande, sfruttando gli enormi spazi che il Napoli ci ha lasciato specie nella ripresa. I miei gol? Sicuramente il secondo è stato il più importante, perché ha annullato il loro pareggio”. La stessa gioia si legge anche negli occhi di Enrico Fantini, che il gol lo ha cercato con insistenza dal primo minuto. “Calma, non parliamo di serie A — anticipa i cronisti — anche se questo Modena sta facendo cose egregie. Col Napoli non c'è mai stata storia. In avanti abbiamo cercato di fare molto movimento perché sapevamo che era l'unico modo per sorprenderli. Sono poi molto felice per il mio gol perché ormai, dopo i pali del primo tempo ormai non ci speravo più. devo ringraziare Andrea per quella palla”. Il pensiero di Omar Milanetto è per il pubblico. “Ci tenevamo a fare un grande regalo ai nostri tifosi in una serata del genere. Abbiamo reagito da grande squadra al loro pareggio, che in pratica è stato l'unico tiro verso il nostro specchio. Sono davvero felice”. Non crede ai propri occhi nemmeno Rubens Pasino. “È un effetto bellissimo, quasi non ci crediamo ancora. Eppure stiamo prendendo coscienza delle nostre forze e quando giochiamo così tutto riesce davvero con estrema facilità. Ora però dobbiamo già pensare a Terni, perché è la gara più dura di questo nostro avvio”. Il Modena ha stregato anche un ospite d'eccezione, l'ex canarino e già tecnico di Cagliari, Venezia e Treviso, Gianfranco Bellotto. “Non avevo mai visto la squadra di De Biasi ma vi giuro che non mi ero mai divertito così. Giocano a memoria, ad una velocità folle e poi l'organizzazione è da serie A. Credo che farà strada”.

10 settembre 2005, Bologna - Modena 1-2

10 settembre 2005
Modena, è per la storia
BOLOGNA-MODENA: 1-2 Reti: 38° Bucchi (rigore), 56° Colacone, 91° Bellucci. BOLOGNA: Pagliuca, Daino (57° Terzi), Torrisi, Mezzano, Antonazzo, Amoroso, Colucci, Capuano (24° Vignaroli), Pecchia (63° Della Rocca), Smit, Bellucci. A disposizione: Manitta, Loviso, Pedrelli, Ferrari. Allenatore: Ulivieri. MODENA: Frezzolini, Pivotto, Centurioni, Perna, Tamburini, Campedelli (69° Fusani), Amerini (82° Giampieretti), Troiano, Tisci, Colacone (79° Giampaolo), Bucchi. A disposizione: Narciso, Argilli, Gyan, Gemiti. Allenatore: Pioli. Arbitro: De Santis di Roma (assistenti Foschetti-Lanciano, quarto uomo Marrocco). Note – Spettatori: 9000 circa di cui 2mila provenienti da Modena. Calci d’angolo: 11-5 per il Bologna. Recupero: pt 1’ e st 5’. Ammoniti: Tisci, Bucchi e Giampieretti (Modena) e Mezzano (Bologna) per gioco scorretto; Pagliuca (Bologna) per proteste.
dall'inviato Paolo Vecchi
BOLOGNA. Nel derby a sorpresa ha vinto chi aveva più certezze: il Modena che ha potuto contare su due killer di professione come Bucchi e Colacone, su un grande portiere come Frezzolini e su una squadra non ancora al meglio della condizione ma sicuramente più compatta del Bologna di Ulivieri. Il Modena e la sua gente fanno festa per un successo storico: mai il Dall’Ara era stato violato. Bucchi, al 38°, su rigore e Colacone, al 56°, firmano la magia salutata dall’urlo della Montagnani: “Grazie ragazzi”. Il calcio insegna che per andare lontano occorrono due qualità: subire poco e trovare il gol con facilità. Se questa legge viene applicata anche nei momenti in cui le gambe non girano al meglio con conseguenze su tutto il resto, gioco compreso, significa che una squadra ha qualcosa di importante nel proprio dna. Amadei è un capitano d’industria capace e appena Tosi gli ha offerto sul piatto Colacone e Bucchi, non ha esitato a spendere: grande investimento. Guizzo di Colacone e rigore di Bucchi nel pari di Rimini in una giornata poco felice; al Dall’Ara il centravanti ottiene e trasforma il penalty dell’1-0, il collega firma il raddoppio con un gol da artista. Sono loro i signori del derby, ma tutto il Modena è stato all’altezza della situazione contenendo il Bologna nella fase iniziale del match per poi uscire alla distanza e tramortire i cugini. Ed è con un piacere enorme che consegnamo alla storia la cronaca di una partita che ha visto il Modena conquistare il suo primo successo al Dall’Ara, uno stadio da sempre proibito. “Avete sempre subito”, gridava la curva rossoblu prima del match: coro incauto, la lezione è servita. Bologna e Modena sono tirate giù dal letto – la chiamata di Galliani è arrivata solo nella serata di venerdì – e costrette a giocare un derby che non doveva essere disputato per l’ordinanza del sindaco Cofferati. Pioli e Ulivieri debbono richiamare le rispettive truppe alla massima concentrazione: compito non facile. Il tecnico gialloblu ha un dubbio nella zona centrale del campo e, infatti, rispetto a Rimini, nell’undici iniziale c’è Troiano al posto di Fusani. Per il resto Frezzolini in porta, Centurioni e Perna tra Pivotto e Tamburini nella linea arretrata, poi il solito rombo a centrocampo con Amerini vertice basso, Campedelli e Troiano interni e Tisci alle spalle di Bucchi e Colacone. Ulivieri non ha punte da schierare e si affida un 3-4-2-1 che prevede Pagliuca tra i pali e il trio Daino-Torrisi-Mezzano dietro. Colucci e Amoroso gestiscono i tempi della squadra, Capuano e Antonazzo lavorano sugli esterni con Pecchia e Smit a supporto di Bellucci. Il Bologna parte forte: il confronto dei moduli favorisce i rossoblu che in mezzo hanno il sopravvento anche perché le gambe di Amerini, Troiano e Campedelli non sono al massimo. Match in salita per i gialli che, al 7°, su una girata di Pecchia sono salvati da Frezzolini. Pronto intervento di Pioli che allinea Tisci e Amerini passando al più classico dei 4-4-2. Il Modena cresce, stoppa il Bologna nella zona centrale ma Pecchia ci crede e solo un intervento in recupero di Tamburini evita il peggio, al 26°. Gara comunque più equilibrata e Modena che prova i riflessi di Pagliuca con Colacone. Il Bologna comincia a spegnersi e, al 35°, rischia grosso su un colpo di testa di Pivotto neutralizzato da Pagliuca in due tempi. Al 37°, però, il portiere rossoblu commette un’ingenuità: Tisci per Bucchi lasciato solo in area; l’attaccante controlla e si allarga sulla destra provocando l’intervento dell’estremo difensore di Ulivieri che lo sgambetta con un braccio. Penalty netto che lo stesso Bucchi trasforma con freddezza. In campo c’è Vignaroli, entrato per Capuano, e l’ex canarino tenta lo sgarro, al 41°, con una girata su cui Frezzolini si supera. Al 56°, il Modena chiude il match: Bucchi lancia Colacone, Daino è sul pallone ma si infortuna e spiana la strada all’attaccante canarino che entra in area inseguito da Torrisi e chiama fuori Pagliuca infilandolo sul secondo palo con un diagonale di straordinaria precisione. Il Bologna ha una reazione nervosa, ma la squadra di Ulivieri è sulle ginocchia. Pioli inserisce Giampaolo per Colacone e Giampieretti per Campedelli: il successo è già scritto, ma nel finale bisogna soffrire; all’87°, Perna salva su Della Rocca, al 91°, Bellucci fulmina Frezzolini con un bolide imparabile su punizione. Troppo tardi, è il giorno del Modena. Involontariamente Galliani ha regalato un pomeriggio storico al calcio gialloblu, speriamo abbia esultato anche il sindaco Pighi e che adesso si possa giocare con regolarità: questo Modena ci stuzzica. Frezzolini, parata decisiva – Bucchi-Colacone micidiali – Bene Pivotto, Perna e Tisci.
dall'inviato Stefano Aravecchia
BOLOGNA. La premiata ditta Bucchi-Colacone infrange il tabù del Dall’Ara regalando al Modena una storica vittoria. Decisivo anche il portiere Frezzolini. Frezzolini. Strepitosa parata su Vignaroli che vale quanto un gol fatto. Meritano menzione anche i suoi riflessi su un paio di stoccate di Bellucci: il bomber del Bologna fa breccia solo nel recupero mai ormai è tardi... 7. Pivotto. Prestazione degna di un crescendo rossiniano. Nei momenti più caldi del derby bada al sodo e non ci pensa due volte a scaraventare la palla in tribuna. Nell’arroventato finale è dappertutto. 6,5. Centurioni. Guida con autorità la difesa. Dopo l’ingresso di Della Rocca è chiamato agli straordinari sul gioco aereo. 6,5. Perna. Sempre sicuro e determinato. Decisiva una sua chiusura nel finale su Della Rocca. 6,5. Tamburini. Nella prima mezzora soffre la verve di Antonazzo. Poi gli prende le misure e cancella dal campo l’esterno rossoblu. 6. Campedelli. Ci mette il cuore ma le gambe ancora non girano come vorrebbe. Soffre Capuano, va meglio con Smit. Anche stavolta deve lasciare il campo anzitempo per crampi. 6. (69° Fusani). Infonde dinamismo al centrocampo. 6. Amerini. Gli manca brillantezza. Spesso arriva in ritardo, patisce la velocità dei guizzanti centrocampisti rossoblu. Ma l’anima la mette tutta. 6. (82° Giampieretti). Quando c’è da far legna in mezzo al campo lui non si tira indietro. ng. Tisci. Sfodera una partita di grande personalità. Si sacrifica arretrando il raggio d’azione per dare man forte ad Amerini nel momento di maggior pressione bolognese; suo il lancio per Bucchi nell’occasione del rigore. 6,5. Troiano. Mossa a sorpresa di Pioli che lo preferisce a Fusani. Ci mette un pò a carburare, anche per colpa di Antonazzo. Nella ripresa va decisamente meglio. 6. Bucchi. Dopo Rimini conquista e trasforma un altro rigore “bollente”. Implacabile nel gioco aereo (sua l’imbeccata a Colacone per il 2-0), in più conquista una miriade di falli. E non è ancora al massimo... 7. Colacone. Si conferma un attaccante coi fiocchi e controfiocchi. Firma un gol che rimarrà nella storia: il Modena, al Dall’Ara, nei 24 precedenti non aveva mai vinto. Ma c’è anche molto altro nella sua prestazione. 7. (79’ Giampaolo). Trova il modo di mettersi in evidenza con le sue ubriacanti giocate. Tornerà molto utile al Modena. ng. Pioli: “Emozione unica”.
nostro servizio di Claudio Romiti
BOLOGNA. Stefano Pioli nella storia. È lui il primo allenatore del Modena a uscire vincitore dallo stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Ed è giustamente orgoglioso di questo il giovane tecnico gialloblu, che riconosce le difficoltà della squadra nel primo tempo, ma che sottolinea il carattere di un Modena capace di soffrire. Vittorie così sofferte fanno crescere, afferma. – Pioli, che effetto fa essere il primo che vince a Bologna sulla panchina gialloblu? “Un bellissimo effetto. È sicuramente un risultato storico, ci tenevano tutti e averlo finalmente centrato è motivo di orgoglio per tutti noi”. – Eppure la prima mezz’ora non lasciava presagire nulla di buono... “Effettivamente siamo partiti piuttosto lenti, abbiamo rischiato alcune volte di capitolare, il Bologna dal canto suo era bravo nel fraseggio, ma alla fine il gol lo abbiamo segnato noi”. – Come mai queste difficoltà? “Non riuscivamo a prendere le contromisure a centrocampo. Il Bologna aveva due esterni molto larghi, quindi siamo stati costretti ad arretrare Tisci per dare maggiore equilibrio e aiutare Amerini”. – Nella prima mezz’ora vi ha tenuti in partita Frezzolini con le sue parate. “Ho rivisto il Frezzolini dei tempi migliori, non solo per le belle parate, ma anche per come ha guidato la difesa”. – Non le sembra che il Modena abbia sofferto un poco anche sulle fasce laterali? “È chiaro che Campedelli è ancora indietro come condizione, ma è difficile rinunciare al suo temperamento. Dall’altra parte Troiano ha lottato contro Antonazzo e ce l’ha messa tutta”. – Come ha detto lei, nel primo tempo il Modena ha sofferto ma con quei due attaccanti il gol lo ha trovato. “Quest’anno sappiamo benissimo che anche la partita più sofferta, in cui siamo poco brillanti, possiamo sempre risolverla perché abbiamo questi due attaccanti. Una consapevolezza che dà molta forza e sicurezza a tutta la squadra”. – Quattro punti in due trasferte, un bilancio eccellente. Potevate sperare di più? “Va benissimo così, anche perché sono state appunto gare molto sofferte. Però risultati così sofferti aiutano una squadra a crescere moltissimo. Dobbiamo migliorare come ritmo e manovra, ma abbiamo iniziato come volevamo, cioè con risultati ottimi”. – E adesso il Mantova. “Dobbiamo sfruttare questo buono avvio e capitalizzarlo proprio al debutto casalingo”. Tifosi, una giornata indimenticabile BOLOGNA. La giornata del derby è iniziata prestissimo per i tifosi modenesi. Non per colpa della tensione o della lunghezza della trasferta, bensì per la decisione della Lega di imporre di giocare il derby unitamente alle nuove normative del decreto Pisanu che pretendono la vendita dei biglietti solo dietro la consegna di un documento d’identità. E così, ieri mattina, davanti ai botteghini del Braglia oltre 2mila modenesi si sono dati un tacito appuntamento, tutti in fila per acquistare un tagliando che resterà nella storia. Ma i giocatori in campo hanno saputo ripagare con gli interessi la levataccia e i disagi. E come al solito la curva Montagani non ha fatto mancare il proprio incitamento ai gialli. Scongiurato lo sciopero del tifo, anche se gli Hniti hanno disertato la trasferta in segno di protesta contro il sabato, i supporter modenesi hanno regalato un colpo d’occhio entusiasmante. Lo spicchio della San Luca era stracolmo, la tensione per il derby era palese, ma l’attesa si è presto trasformata in una lezione di tifo. Uniti, compatti, incisivi, trovare una definizione per i geminiani accorsi a Bologna non è semplice, fatto sta che a tratti sembrava di giocare al Braglia. Dall’altra parte un Andrea Costa più concentrata a protestare contro Carraro, il Tar e la Lega piuttosto che a sostenere i felsinei. Sfottò dall’una e dall’altra parte con i modenesi ancora memori delle frasi pronunciate da Guidolin, allenatore del Bologna, in diretta tv e fantasiosi nel recuperare un’autoironica canzone coniata nell’anno della retrocessione e ad indirizzarla verso i cugini. E così Modena batte Bologna anche sugli spalti, successo suggellato dai giocatori sotto la curva a prendersi il meritato applauso e a ringraziare per i sacrifici di una giornata che resterà. Per sempre. (f.d.) Ulivieri: “Sconfitta immeritata”
nostro servizio di Alberto Bombarda
BOLOGNA. Renzo Ulivieri ha avuto la possibilità di vincere lo storico derby al dall’Ara quando siedeva sulla panchina gialloblu, ma non ci è mai riuscito. Ora invece diventerà il primo tecnico felsineo ad avere perso il confronto. Ma Renzaccio della prestazione dei suoi si dice contento: “Abbiamo dominato noi, soprattutto nel primo tempo quando sono state costruite diverse palle gol. Ma il Modena ha vinto e nulla si può dire. Però sui due gol subiti siamo stati un po’ ingenui”. Quando urlava dalla panchina gialloblù, Renzaccio avrebbe fatto carte false per vincere un derby a Bologna. Lui come tutti gli altri prima di Pioli non ci è mai riuscito. E ieri ironia della sorte Ulivieri era dall’altra parte della sponda e passerà alla storia come il primo tecnico rossoblu sconfitto al Dall’Ara dai canarini. Ma in questo momento sicuramente nella mente dell’allenatore di San Miniato ci saranno altri pensieri. Il suo Bologna, nonostante quanto lui sostenga, ha un po’ arrancato. Ma sentiamo che cosa ne pensa Ulivieri. “Che la vittoria del Modena non faccia una piega è incontestabile. Infatti i gol gialloblu sono stati regolari e il punteggio finale è stato di 2 a 1 a loro favore – bisbiglia con la solita pungente ironia il mister dei felsinei – Posso anche aggiungere che nelle due segnature canarine c’è stata qualche nostra ingenuità: sul primo gol un nostro esterno ha tenuto in gioco Bucchi, sul secondo Daino prima di rimanere a terra infortunato, poteva anche stendere Colacone. Ma non mi dite che il Modena ha meritato di vincere, perché questo proprio non può sostenerlo nessuno. Abbiamo dominato noi la gara, soprattutto nel primo tempo. Il pallino del gioco l’abbiamo sempre mantenuto in mano noi. Se guardiamo le palle gol, le abbiamo avute solo noi e oltre ad averne sbagliate per nostra imprecisione, è stato pure bravo Frezzolini. Poi nella ripresa sotto di due gol ci siamo fatti prendere un po’ troppo dalla fretta e siamo ricorsi troppo ai lanci lunghi. In ogni caso sono contento, la squadra sviluppa gioco, attacca bene ma fatichiamo a concretizzare. L’unico appunto che posso fare ai miei è che siano poco cattivi, sportivamente parlando. Ma io questo non lo so insegnare”. Durante il primo tempo sembrava che a un certo punto Ulivieri e Pioli si beccassero di brutto, ma Renzo chiarisce. “Non ce l’avevo col tecnico canarino, ma con qualcuno che si alzava dalla panchina del Modena senza permesso. Solo gli allenatori possono stare in piedi. Poi con Stefano ci siamo chiariti in un attimo”. Amadei: “Che orgoglio”.
nostro servizio di Riccardo Panini
BOLOGNA. Romano Amadei fa il suo ingresso trionfale nella storia gialloblu. È lui il primo presidente in novantadue anni che sul petto si può appuntare la medaglia per il primo successo al Dall’Ara. – Presidente, lei è il primo della storia a vincere a Bologna. “È vero, e un po’ confesso che ci speravo. È bello cominciare una stagione togliendosi soddisfazioni così grandi. Dopo novantadue anni prima o poi doveva succedere. È toccato a me e di questo sono felicissimo oltre che orgoglioso”. – La squadra ha dimostrato grande personalità. Cosa ne pensa? “Abbiamo fatto il massimo. Non siamo ancora nelle migliori condizioni ma abbiamo saputo gestire la partita. Davanti abbiamo due attaccanti che in qualsiasi momento possono fare male ma che sanno anche fare giocare la squadra. Bisogna però dare anche merito al nostro portiere che è stato eccezionale. Cosa devo dire di più? Che mi dispiace per gli amici bolognesi...”. – E dire che questo derby non si sarebbe nemmeno dovuto giocare... “Quando ieri (venerdì n.d.r.) mi hanno detto che la gara si sarebbe disputata sono rimasto molto soddisfatto. Il calcio è fatto per essere giocato e non parlato e credo che fosse venuto davvero il momento di cominciare seriamente questa stagione. Il Tar ha sospeso le ordinanze dei sindaci e ha permesso alle squadre di scendere in campo, la partita è ancora aperta ma io mi auguro che a questo punto si prosegua sulla strada del sabato mettendo la parola fine ad un muro contro muro che non può portare a nulla di buono”. – La squadra in poche ore ha saputo ritrovare concentrazione e schemi. “Di questo è giusto dare merito a Pioli e ai suoi giocatori che hanno saputo gestire una situazione non facile nel migliore dei modi. La stessa partita era cominciata in salita. Nella prima parte il Bologna è sembrato decisamente più fresco e spigliato, noi però abbiamo sempre tenuto bene il campo e abbiamo saputo sfruttare le doti davvero eccellenti di Bucchi e Colacone”. – Mercoledì c’è già il Mantova... “Finalmente si gioca con continuità e soprattutto possiamo debuttare davanti ai nostri tifosi. La vittoria di oggi ci dà il morale per cercare un altro risultato importante”. “Perfetti per la serie B”.
nostro servizio di Francesco Dondi
BOLOGNA. Ancora una grande prestazione questa volta coronata anche da uno splendido gol, una marcatura da autentico bomber di professione che proietta Roberto Colacone e il suo Modena nella storia della società gialloblu. Il Modena come il Perugia. Vederlo scattare al Dall'Ara è uno spettacolo. Roberto Colacone anche ieri ha dimostrato di essere al momento un giocatore indispensabile nello scacchiere di Pioli. “Sono contento – ha ammesso l’attaccante – anche con il Bologna ho visto un grande Modena. Quando arriveremo al massimo della condizione penso proprio che i tifosi si divertiranno ancora di più. Il Modena adesso fa di necessità virtù, è una squadra perfetta per la serie B: sorniona e tosta. Sembra di vedere il Perugia di Colantuono, gli umbri non erano spettacolari ma portavano sempre a casa il risultato”. Poi Colacone si sofferma sul successo storico contro i cugini bolognesi. “È una sensazione unica, arrivare in una nuova società e riuscire subito a lasciare un segno indelebile. Spero che con il gol rifilato al Bologna i nostri tifosi mi perdoneranno la rete che misi a segno l’anno scorso con l’Ascoli. Sono orgoglioso di giocare con questa maglia addosso”. Un gol straordinario, da attaccante di razza, perfetto nella scelta del tempo e fantastico nello sfoggiare il colpo da biliardo che ha freddato Pagliuca, questo è il capolavoro di Colacone. “È un gol bellissimo, quando sono arrivato davanti a Pagliuca pensavo di avere perso il tempo ed invece ho visto lo spiraglio sul secondo palo e ho sperato con tutto il cuore che la palla si infilasse proprio lì. Se avessi cercato una soluzione diversa non avrei segnato”. Ed infine l’attaccante canarino fa una dedica speciale per il suo primo gol con la casacca geminiana. “Questa rete è tutta per mia moglie. Si era già organizzata per venire a Bologna poi qualche linea di febbre glielo ha impedito. Sarà per la prossima volta, perché lei è il mio portafortuna”. Campedelli: “Bravissimi – Perna carico: “Fantastico”
BOLOGNA. Capitano indomabile Nicola Campedelli è uscito ancora per crampi. “Sfido a non avere i crampi dopo l’allenamento sostenuto venerdì, ma firmerei per averli sempre per far vincere il Modena. Abbiamo giocato una gara perfetta, cinica al punto giusto e vogliosi di soffrire”. Campedelli si sofferma sui fischi riservati dai tifosi modenesi al suo amico Vignaroli. “Ognuno può pensarla come vuole ma quei fischi mi sono molto dispiaciuti. Fabio ha giocato con noi anche quando aveva una gamba sola, non accetto un trattamento di questo tipo”. Armando Perna è felicissimo per la storica vittoria e per il comportamento del pacchetto arretrato. “Nel primo tempo abbiamo sofferto poi però ci siamo sistemati e con i giusti equilibri il Bologna è andato in difficoltà. È una vittoria fantastica ma non ci deve illudere, ora sotto col Mantova”. (f.d.) E Bucchi fa un regalo ai tifosi.
BOLOGNA. Due partite, due rigori, due gol. Ma tanto altro ancora: presenza costante in attacco, colpi di testa, falli guadagnati, sponde... Christian Bucchi è partito lanciato: “Vincere così è ancora più bello. I vecchi del gruppo – ha spiegato il centravanti – ci avevano detto quanto i tifosi tenessero a questa partita che il Modena non aveva mai vinto. Noi ci siamo riusciti e credo possiamo essere orgogliosi di aver scritto una pagina così importante della storia di questo club. Abbiamo giocato una gara intelligente, gestendo le difficoltà iniziali e riuscendo poi a imporci al momento giusto”. Il bomber ha raccontato così l’episodio del rigore da lui guadagnato e segnato: “Pivotto è stato molto bravo a mettere dentro un bel cross prendendo sul tempo d’uscita la difesa del Bologna. Io ho trovato lo spazio, ho evitato Pagliuca e mi sono allargato; a quel punto il portiere del Bologna mi ha steso. Un rigore netto che, quando ho visto Pagliuca restare immobile sulla linea di porta, ho calciato sicuro nell’angolo. Una vittoria dedicata ai tifosi. Ora, sotto col Mantova”. Centurioni: “Bravi tutti. La squadra si è dimostrata cinica, non concedendo nulla al Bologna e colpendo non appena i nostri avversari hanno commesso la prima sbavatura. Questa è un’enorme soddisfazione, ancora più grande se pensiamo al fatto che abbiamo dovuto trovare la concentrazione in una nottata. Ci manca solo la condizione ideale”. (riccardo panini) Crolla il tabù del Dall'Ara.
nostro servizio di Alberto Bombarda
BOLOGNA. Il tabù Dall’Ara è stato sfatato. Per la prima volta nella storia il Modena espugna Bologna dopo 51 derby ufficiali. Ecco la storiografia delle sfide incrociate. L’attesa è finita. Dopo 92 anni il Modena espugna il Dall’Ara. L’edizione numero 51 dei derby della Secchia disputati tra campionato e Coppa Italia è stato fatale ai rossoblu. In totale si contano 28 successi del Bologna, 12 pareggi e 11 vittorie gialloblu con quella di ieri. Il Modena al Dall’Ara dal 1929 in avanti, aveva perso 18 volte e pareggiato in sei occasioni. Solo nel 1915-1916 (Coppa Federale) c’è da segnalare l’unica vittoria della storia gialloblu a Bologna: una doppietta di Fresia permise di ritornare sotto la Ghirlandina col bottino pieno. Ma proprio contro il Bologna giunse la prima, storica vittoria della neonata società canarina. 1912-1913, girone veneto-emiliano. Dopo diverse sconfitte, il Modena allenato da Secchi sconfisse i cugini il 2 febbraio 1913 al Braglia, grazie a un gol da antologia di Brazzi. Negli anni ’30 ci furono varie sfide in A (il Modena non riuscì a vincerne una nemmeno al Braglia), mentre negli anni 40, sempre in A, la tradizione arrise più ai canarini. Da ricordare il derby vinto al Braglia per 1 a 0 nel 1946-47, stagione dell’indimenticabile del terzo posto dei canarini dietro Torino e Juventus. Si passa così agli anni 60, quando il Modena ritornò in serie A. In quattro sfide dal 1962 al 1964, i gialloblu raccolsero un misero pareggio e tre batoste, tra le quali il 7 a 1 passato alla storia subito al Dall’Ara. Ci si ritrova nel 1983, serie C: al Braglia finì 0 a 0. 1986-87, serie B. Dopo la debacle dell’andata (sconfitta per 4 a 1 al Dall’Ara), il Modena affrontò il Bologna al Braglia all’ultima di campionato. La spuntarono i canarini per 1 a 0 con gol di Frutti e grazie a quella vittoria i gialloblu si salvarono e ritornarono a prevalere sui rossoblu dopo un’astinenza di quarant’anni. Negli anni 90, bella vittoria gialloblu al Braglia nel 1991, serie B: 1 a 0, Provitali. L’anno dopo, risultato fotocopia, con Prova-gol ancora a segno. Nel 1994-95, la sfida è in C1: doppio 1 a 0 dei felsinei, Bologna promosso e retrocessione del Modena in C2 (poi ripescato). Passano sette anni, stagione 2002-2003, e batosta gialloblu per 3 a 0 al Dall’Ara. Poi l’indimenticabile match del Braglia alla vigilia di Pasqua del 2003 quando una doppietta di Sculli permise ai gialli di rimontare e vincere 3 a 2 e incamminarsi verso la meritata salvezza. Nella stagione 2003-2004, ancora vittoria dei gialloblu al Braglia per 2 a 0 (Amoruso e Kamara) e pareggio a Bologna 1 a 1. Lunghe file per i biglietti e tanta rabbia C’era gente in fila dalle 7, ma essere presenti al Dall’Ara è un obbligo morale. Così ieri mattina i tifosi del Modena si sono messi civilmente in coda davanti al “Braglia“ per acquistare il biglietto. Un’attesa media di circa un’ora, tutto per colpa del nuovo decreto Pisanu che impone biglietti nominativi. Ma la prima volta dei tifosi canarini tutto sommato non è andata male, il merito è tutto loro che per l’ennesima volta hanno dimostrato un’educazione ed una civiltà ammirevole. Non ci sono state scene censurabili, chi si attendeva assalti ai botteghini sarà rimasto deluso e si è dovuto accontentare di ascoltare solo qualche invettiva in dialetto contro la lentezza degli addetti alla consegna dei tagliandi. Ma non si creda che tutto passerà in silenzio, che i tifosi abbiano già digerito la scelta della Lega di far disputare il derby di sabato pomeriggio e con un preavviso che definire minimo pare una barzelletta. “Non si possono fare queste cose – ammette un signore di mezza età – ha ragione Ulivieri quando dice che ci hanno preso per dei giocattoli. Ma vi sembra possibile organizzare la partita dell’anno in 24 ore. Stiamo rasentando la follia. Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire”. Bologna-Modena è definita dalle questure partita a rischio, ma nessuno ha fatto nulla per evitare che il Dall’Ara possa diventare una polveriera. “Sono schifato – attacca Giancarlo di Modena – Noi andremo in 2500 a Bologna, ognuno si muoverà come meglio crede, chi in macchina, chi in treno. E là che accoglienza riceveremo? Ci saranno poliziotti in numero sufficente per garantire l’ordine o la zona intorno allo stadio sarà zona franca? Ho tanti dubbi sull’organizzazione della partita. Speravo che il prefetto di Bologna avesse più polso. Aveva l’autorità di sospendere la gara e penso che nessuno, tifosi e squadre, si sarebbe lamentato”. Andrea di Finale punta il dito contro i disagi che la vendita dei biglietti nominali provoca a chi abita lontano da Modena. “Mi sono svegliato alle 7 per essere qui alle 9. Ma si può? La partita non la dovevano giocare punto e basta, questa situazione è ridicola, quasi viene voglia di starsene a casa. Informi la gente solo il giorno prima di una partita del genere? Poi ti trovi qui allo stadio e se ti va bene fai un’ora di fila altrimenti aspetti!”. Ultima battuta con Daniele di Modena. “Giocare il derby è una farsa che non va nemmeno commentata. La gente è inferocita. Sono arrivato alle 7.30. È uscita una signora e ci ha detto “davanti a quel botteghino non stateci perché non apre”. Allora ti sposti, aspetti le 9, la gente è in coda e poi scopri che la biglietteria che avevi scelto è aperta, che chi è arrivato due ore dopo di te ha già il biglietto. Allucinante”. (francesco dondi)

8 set 2011

9 settembre 1951, Vicenza - Modena 2-0

9 settembre 1951
Giovani sostituti al posto dei titolari – Con una squadra di fortuna il Modena cede a Vicenza per 0–2

Vicenza, 9 Settembre.
Marcatori – Primo tempo: al 9° e al 14° Lerici del Vicenza.
VICENZA: Sartori; Caciagli, Formica; Gozzi, Compiani, Dal Pos, Renzulli, Lerici, Marchetto, Gratton, Onorato.
MODENA: Pozzolo; Bottecchi, Spezzani; Chiappin, Seghedoni, Gardona; Calveri, Gaggiotti, Ponzoni, Lodi, Gozzi.
Arbitro: Coppa di Como.

Presentatasi in campo mancante di sette aventiniani, e precisamente di Braglia, Diotallevi, De Giovanni, Sentimenti VI, Manenti, Brighenti I e Barbieri, la squadra del Modena ha posto in evidenza la grande volontà e l'ammirevole generosità dei giocatori messi in campo per comporre una formazione di fortuna.
Lodi è stato l'animatore e il coordinatore nei momenti più salienti della partita e nelle azioni di rilievo. Con lui va citato Seghedoni. Non meno preziosi sono apparsi il continuo Chiappin, il terzino Spezzani e il mediano Gardona.
Il portiere Pozzolo è apparso evidentemente emozionato e ha subito le due reti che hanno permesso al Vicenza di vincere l'incontro. Infatti, nel secondo tempo, il dominio territoriale del Modena non ha avuto pratico effetto per l'incertezza dimostrata da alcuni attaccanti.
La partita trova il suo inizio in una veloce puntata del Vicenza, che sa destreggiarsi fra Bottecchi e Spezzani: il tiro che ne deriva (Marchetto) trova tuttavia Pozzolo pronto a bloccare.
E qui, per qualche minuto, vediamo il Modena che cerca la via del successo, troppo presto essendo ancora la riscossa. Ma, al 9°, Lerici, certamente uno dei migliori uomini del Vicenza, sfugge al suo guardiano e con un tiro secco e pieno di effetto batte nettamente Pozzolo.
Cinque minuti soltanto trascorrono, e poi ancora Lerici bissa cogliendo per la seconda volta in fallo la difesa canarina; parte da metà campo, giuoca la difesa e con un altro tiro potente, assicura definitivamente il successo ai propri colori. Il resto della partita non ha storia anche se rimangono 76 minuti di gioco.
Infatti, il Vicenza con due reti di vantaggio non ha nulla da temere ed il Modena, pur prodigandosi, non può cogliere la rete della bandiera.

8 settembre 1991, Modena - Pisa 3-1

8 settembre 1991
CONVINCENTE E MERITATA VITTORIA DEI CANARINI – Modena butta il Pisa dalla torre – Passano in vantaggio i toscani con Scarafoni, ma i gialloblù recuperano nella ripresa e sul finire dilagano – Il pareggio arriva per un'autorete di Cristallini – Poi Provitali, che in precedenza aveva fallito almeno un paio di ghiotte occasioni, segna su rigore – Infine completa Monza con un bolide da fuori area
3-1
MODENA: Lazzarini; Voltattorni, Cardarelli (dal 59° Marsan); Monza, Moz, Ansaldi; Bosi, Bergamo, Provitali (dal 78° Dionigi), Pellegrini, Brogi. A disposizione: Meani, Circati, Cucciari. All. Bersellini.
PISA: Sardini; Chamot, Cristallini; Fimognari, Gallaccio, Bosco; Rotella (dal 78° Polidori), Simeone (dal 65° Fiorentini), Scarafoni, Zago, Ferrante. A disposizione: Polzella, Dondo, Picci. All. Giannini.
Arbitro: Lo Bello di Siracusa.
Reti: Scarafoni su rigore al 45°, autorete di Cristallini al 60°, Provitali su rigore al 77°, Monza all'87°.
Note – Spettatori: 6000 circa, di cui 3453 paganti per un incasso di 72.304.000, più quota abbonati di 40.649.000 (1415). Ammoniti: per gioco scorretto Zago, Chamot, Fiorentini, per comportamento non regolamentare Pellegrini, Simeone. Angoli: 4-1 per il Modena.
Servizio di Paolo Reggianini
MODENA — Le lezioni servono e alla fine il Modena raccoglie pure gli interessi, dopo i ripetuti errori commessi sotto porta. Sembrava, limitando l'analisi al primo tempo, che i canarini fossero ancora attanagliati da una sindrome da gol. Sette giorni prima, a Pescara, infatti, dopo aver fallito tutto ciò che era possibile sbagliare, gli abruzzesi avevano punito severamente i gialloblu. E dopo la marcatura su rigore di Scarafoni, il pericolo di una seconda e, tutto sommato, ingiusta sconfitta ha cominciato a prendere consistenza. Un'impressione evidentemente solo apparente, perché sul campo il Modena non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità, non si è dato per vinto e, nella ripresa, anche con quella fortuna che spesso premia gli audaci, ha prima raggiunto il pari, poi ha dilagato legittimando cosi una vittoria che non ammette discussioni. Nemmeno Anconetani potrà ridire su questo risultato; la sua squadra, che tutti vedevano alla vigilia del torneo con un piede in serie A, dovrà cambiare i propri programmi, non tanto per le due sconfitte consecutive, quanto perché in fatto di gioco, il Pisa proprio non ne produce. Servirà, come si annuncia da più parti, un avvicendamento sulla panchina? Giannini ha forse qualche responsabilità, come nella marcatura di Brogi, autentico mattatore del pomeriggio, sul quale Bosco ha dovuto usare le maniere forti per cercare di fermarlo. E proprio Brogi dà il “la” alle iniziali manovre dei canarini. Spesso si fa trovare smarcato e anche quando la morsa difensiva pisana si stringe attorno a lui, con rapidi cambi di direzione, va via che è un piacere. Bergamo a centrocampo illumina il gioco come non mai e a dare ritmo ci pensa un Pellegrini desideroso di mostrare a Bersellini che la panchina non fa per lui. Il tecnico, canarino porta qualche variante ad una difesa che ancora nel complesso non convince troppo. Voltattorni, preferito a Marsan, fatica su Ferrante, mentre Cardarelli, che dovrebbe variare la manovra sulla fascia, più di una volta si fa trovare impreparato.
La partita assume subito un volto ben preciso. Il Modena è meglio disposto sul campo, marcature a uomo e appena c'è un minimo spazio la squadra si allunga, costruendo contropiedi micidiali. Al 3° e, subito dopo, al 4°, i primi pericoli per Sardini, che vede arrivare dalla sue parti Brogi e Provitali. Al 25°, la prima vera palla gol di questo primo tempo da suicidio dei gialloblu. Provitali scambia con Pellegrini, che gli ritorna la sfera, ma, al momento di chiudere, il centravanti viene anticipato da Fimognari. Al 27°, manovra sulla destra dello scatenato Pellegrini, che mette in movimento Brogi. Cross al centro, ma Bergamo calcia fuori. Al 38°, le palle-gol sbagliate diventano tre: Bosi vede Pellegrini, la difesa pisana non interviene, ma il fantasista fallisce la mira. E, come al solito, al gol sbagliato, anzi ai gol sbagliati, segue la rete avversaria. Il Pisa, impegnato solo nel gioco di rimessa, senza sciupare le mani di Lazzarini, trova il gol su rigore, trasformato da Scarafoni, decretato per un'inutile spinta di Voltattorni su Ferrante.
Nella ripresa il Modena entra in campo un po' contratto, ma dimostra di avere la situazione in pungo. Entra Marsan e proprio il terzino, al 15°, lancia Pellegrini, Cristallini, nel tentativo di anticipare l'avversario, colpisce la palla di collo pieno e fa secco Sardini. Giustizia è fatta, ma il Modena naturalmente non si accontenta, sente che il Pisa è in ginocchio anche se Scarafoni, in precedenza, al 6°, aveva fallito il bis colpendo il palo. Passa la mezz'ora e i canarini completano la loro rincorsa: Bergamo con grande intelligenza lancia in profondità Brogi che parte come un missile. Arriva in area, cambia passo ma Fimognari lo stende. Lo Bello indica il dischetto. Bersellini dalla panchina indica Provitali, che, fino a quel momento, aveva sbagliato troppo. L'attaccante è però concentrato e con una botta centrale insacca. Il Modena è ormai padrone del campo, il Pisa si lascia andare, non avendo le idee per imbastire una replica efficace. Il tris è opera di Monza, giocatore utile in fase difensiva e costruttiva, che conferma anche le sue qualità balistiche. A tre minuti dal termine, raccoglie uno spiovente, aggiusta il tiro e inventa una bomba che manda la palla prima sotto la traversa e poi in rete.
Marsan, quando suona la carica un terzino
Servizio di Roberto Grimaldi
MODENA — Quando una squadra rimonta uno svantaggio e va a vincere tre a uno significa che durante la gara c'è stata una svolta, un fattore in più che ha fatto sì che qualcosa in campo cambiasse. Con il primo gol i gialloblu hanno preso coraggio e hanno capito che il colpo del ko era a portata di mano: da quel momento in poi, insomma, si è cominciato a concretizzare ciò che di buono era stato fatto vedere nei minuti precedenti. E l'ispiratore di questa fondamentale segnatura è stato Daniele Marsan, che pochi minuti dopo il suo ingresso ha messo al centro il pallone che Cristallini è stato costretto a deviare nella sua porta. Nelle azioni susseguenti, il terzino gialloblu ha continuato a pungere la difesa pisana con rabbia e determinazione. Voleva forse dimostrare qualcosa? “Niente di particolare — ha detto Marsan a fine gara — fino a quel momento ero seduto in panchina, consapevole di esserci per un motivo ben preciso: negli ultimi tempi non ero al massimo della forma e giustamente il mister aveva deciso di tenermi fuori. Naturalmente sedersi in panchina non fa piacere a nessuno e quando Bersellini mi ha fatto cenno di entrare sono entrato in campo deciso a dare il massimo. Che poi il gol che ci ha sbloccato sia scaturito da un mio cross è puro caso, semplice questione di fortuna. A me interessava solo dimostrare a tutti quale deve essere lo spirito di chi subentra a partita già iniziata”.
Capitan Bergamo, a questo proposito, non può fare a meno di elogiare la “vecchia guardia” di cui anche lui fa parte: “Daniele è entrato in campo con la carica giusta di chi vuol dimostrare che non è fatto per stare in panchina. Tutti quelli che non sono titolari dovrebbero entrare in campo con questo spirito, solo così la squadra può trarre vantaggio dalla sostituzione”.
Se Marsan ha contribuito ad aprire la strada a compagni, Provitali ha sferrato il colpo decisivo del ko. Ma quelle occasioni sbagliate gridano vendetta: “Nel rigore — dice il centravanti canarino — ho sfogato tutta la mia rabbia dovuta a quelle tre occasioni fallite precedentemente. Purtroppo anche a Pescara ho sbagliato diverse palle gol. Devo ammettere di essere in un periodo no. Spero di venirne fuori presto, magari già da domenica prossima a Lecce”.
MODENA-PISA / PARLA BERSELLINI – “Cancellata Pescara” – Il tecnico: “Stavolta abbiamo disputato anche una grande ripresa” – I ragazzi hanno giocato con il cervello” – “Provitali si è meritato di calciare il rigore” – “Marsan e Pellegrini mi hanno convinto”
Servizio di Stefano Gozzi
MODENA — Bersellini non lo saprà e probabilmente non gli interesserà neppure. Ma nemmeno il tanto amato Renzo Ulivieri aveva avuto il merito di coinvolgere il pubblico modenese come è accaduto ieri. Le motivazioni sono facili da decifrale. Lo spettacolo che ha offerto la sua squadra è di quelli che il popolo canarino apprezza incondizionatamente, ma soprattutto il suo atteggiamento in panchina, passionale, coronato dall'abbraccio con i suoi giocatori in occasione delle reti, ha entusiasmato la gente sugli spalti. Bersellini piace. Il suo Modena ancora di più. Un'equazione resa possibile da novanta minuti giocati in modo travolgente. “Il risultato finale ci sta tutto — ha esordito il tecnico — la squadra mi doveva delle risposte importanti dopo Pescara e sono stato ampiamente accontentato. Abbiamo disputato una buona partita nel complesso, manifestando una grande voglia di riscatto. Domenica scorsa, dopo un buon primo tempo, siamo stati condizionati dalla paura. Ieri, ad una grande prima frazione di gioco, abbiamo replicato con una grande ripresa. I ragazzi sono stati più che bravi”.
Il concetto vincente della domenica è uno dei comandamenti di Bersellini. “Il muscolo principale del giocatore è il cervello — ha spiegato l'allenatore — solo usando la testa, oltre alle gambe, vuol dire essere squadra. Il Modena ha dimostrato contro il Pisa di essere una squadra vera sotto questo aspetto cancellando in tutto e per tutto la ripresa di Pescara. Ora però viene il difficile. Dovremo continuare su questa lunghezza d'onda”.
La parola paura non fa parte del vocabolario di Bersellini. “Paura non ce l'ho mai avuta — ha continuato — sono sempre molto tranquillo, io ho il dovere di organizzare il lavoro sul campo durante la settimana, poi esigo che i ragazzi lo applichino sul campo. Ieri ho visto alcune giocate studiate negli allenamenti degne di nota, anche se non sono andate sempre a profitto. Sono contento”.
Provitali, Marsan, Pellegrini. Ora Bersellini parla a ruota libera: “Io non designo mai prima della gara il rigorista. Provitali si è meritato il diritto dì calciare il rigore, procurandosi alcune ghiotte palle-gol ed io avevo il dovere di concedergli fiducia. La sua sostituzione era decisa indipendentemente dalle sorti del penalty. Marsan è entrato in campo perché avevo bisogno di un uomo che spingesse sulla fascia sinistra e lui ha risposto alla chiamata nel migliore dei modi. Sono fiero di avere a disposizione giocatori di questa tempra. Pellegrini sta acquistando pian piano la migliore condizione fisica. Il giocatore non si discute. Ci mancherebbe altro”.
MODENA-PISA / IL VULCANICO PRESIDENTE NERAZZURRO COMMENTA LA BATTUTA D'ARRESTO – “Avevo fiutato l'odore di sconfitta”
Servizio di Guglielmo Borelli
Pare che, scendendo verso gli spogliatoi, a fine primo tempo, con il suo Pisa in vantaggio per 1-0, abbia detto a voce alta: “È una rapina”. La ripresa l'ha seguita scuotendo spesso la testa, mostrando la disapprovazione per il “non gioco” della squadra toscana. Poi, dopo la concessione del rigore per il fallo su Brogi, se n'è andato, senza neppure attendere la trasformazione di Provitali. Romeo Anconetani naturalmente non smentisce la sua fama di personaggio caratteristico: fa attendere i cronisti una mezzoretta, confabulando con i suoi collaboratori nel recinto antistante gli spogliatoi, poi, come una star televisiva (non lo è, forse, almeno nelle trasmissioni sportive?) si concede in sala stampa. Tutti sull'attenti, si accendono le luci, si siede. L'imprevedibilità è la sua caratteristica, tutti si attendono chissà quali dichiarazioni; il focoso presidente appare invece tranquillissimo. Arrabbiato, sì, ma tranquillissimo.
“Sentite — attacca — non so cosa posso dirvi al di là di quello che avete visto tutti. Anche a fine primo tempo avevo la sensazione della sconfitta e puntualmente è arrivata”.
Poi anticipa i più curiosi sulle sorti del tecnico Giannini, la cui posizione, anche in settimana, non è apparsa sicurissima. “La squadra ha giocato male, nessuna critica al tecnico, sono i giocatori ad andare in campo. Mercoledì col Foggia avevamo giocato magistralmente, oggi siamo tornati ai livelli di domenica scorsa” (2-3 in casa contro la Casertana, n.d.r.).
— Insomma, presidente, come se lo spiega?
“Non riesco a capirci nulla, perché altrimenti cercherei di provvedere a qualcosa, ho chiesto a Giannini, e nemmeno lui sa cosa dire, insomma io non riesco proprio a salvare nessuno dall'insufficienza globale”.
— Ambizioni ridimensionate, dunque, per questo Pisa ancora al palo?
“Le ambizioni le ho ancora, i giocatori li ritengo buoni, non possono diventare dei brocchi in poco tempo. E poi giocassimo sempre male... Piuttosto, io dopo due giornate vorrei avere sette punti, e averne zero mi fa una certa impressione”.
C'è anche una annotazione per il Modena: “Bene, direi che il discorso da fare per loro è inversamente proporzionale a quello da fare per noi. Nel calcio è sempre così”.
Qualcuno... si fa coraggio e timidamente chiede: da domani tutti in ritiro? “Per ora lasciateci andare a casa. 24 ore di tranquillità poi si deciderà. Altrimenti qualche cronista pisano potrebbe già criticarmi...”.
FARINA CANCELLA LE VECCHIE POLEMICHE – “Lo Bello? Un arbitraggio ideale” – Il Presidente canarino guarda al futuro con tranquillità
Servizio di Marco Tognella
Anconetani è un toscano verace: loquace, ha le battute sempre pronte. Per chi le subisce anche troppo pronte. Francesco Farina è diverso, è un altro tipo: dei veneti conserva la scorza dura, la propensione a nascondere i propri sentimenti. Sempre così, mentre uno ti dice anche più della verità, per capire l'altro bisogna diventare interpreti di segnali: il muso lungo è sintomo che tira aria cattiva per la sua squadra. Un sorriso ha il significato esattamente opposto. Ed era smagliante quello che il presidente canarino ha sfoggiato ieri, subito dopo il netto (oltre che per vari motivi clamoroso) 3-1 inflitto al Pisa di Anconetani: “Sono soddisfatto sia per la vittoria, sia per il modo in cui è maturata”.
Si pensa subito allo sfortunato esordio di Pescara, quando i canarini giocarono altrettanto bene, ma uscirono sconfitti e delusi: “Quasi quasi è stato meglio che il Pisa sia andato in vantaggio alla fine del primo tempo, perché era in quella circostanza che volevamo saggiare la capacità di reazione dei nostri giocatori. E questa volta la dimostrazione di carattere è stata convincente”.
Complimenti a tutti, dunque, anche e soprattutto in prospettiva futura: “Dopo una vittoria del genere, guardiamo alla prossima trasferta di Lecce con maggiore tranquillità”.
Una domenica da incorniciare, per conservare una pennellata di orgoglio: lo stesso che a giugno permise al Modena di conquistare una salvezza a ragione considerata miracolosa. Ma anche una domenica da ricordare per la pace fatta con Rosario Lo Bello. Fino a ieri mattina quel vecchio episodio di Vicenza scottava ancora: “Lo Bello si è confermato un grande arbitro — dichiara Farina — ha fischiato senza commettere errori. Chi credeva che il passato potesse condizionarlo contro di noi o a nostro favore si è sbagliato”.
Invece delle offese, dunque, da oggi Lo Bello ricorderà ai canarini una grande giornata.
MODENA-PISA / LE PAGELLE DEI CANARINI – Brogi, una partita da incorniciare – L'attaccante è stato incontenibile, dai suoi piedi sono partite le migliori azioni della squadra – Brillano i centrocampisti con Bosi motorino inesauribile – In difesa Moz e Ansaldi hanno diretto con perizia le operazioni
Servizio di Stefano Gozzi
Una domenica da incorniciare. Di quelle indimenticabili. Non solo per i tifosi gialloblu, ma anche per i giocatori che meritano sicuramente nelle pagelle segnalazioni importanti.
Lazzarini voto 6: ha partecipato alla partita più da spettatore che da protagonista. In ritardo su una conclusione di Scarafoni che ha scheggiato il palo, è stato battuto su rigore. Alla fine era il più contento. Da ex non poteva togliersi migliore soddisfazione.
Voltattorni voto 6: schierato a sorpresa nel ruolo di marcatore, ha disputato una gara tutta di temperamento su Ferrante, macchiata solo dall'ingenuità in occasione del rigore. D'altra parte, da un giocatore inventato nel ruolo di difensore, bisognava mettere in preventivo una marachella di giornata.
Cardarelli voto 6: ha funzionato a corrente alternata su una fascia sinistra che non aveva un padrone definito. Doveva sicuramente incidere di più, ma non sempre ne è stato capace, soprattutto quando Giannini ha spostato Rotella sulla sua corsia. La sua sostituzione è parsa giustificata. Da rivedere.
Monza; voto 7: mediano di gran classe, ha coronato una grande prestazione con un gol da antologia. Prezioso anche in copertura, insieme ai compagni del reparto centrale, ha creato le basi per una vittoria importante. Peccato che rimanga a Modena una sola stagione, ma merita la A.
Moz voto 6,5: ha messo il bavaglio a Scarafoni giocando sempre in anticipo. Spietato come ai vecchi tempi, ha cancellato l'onta della doppietta di Bivi subita a Pescara. Quando guadagnerà anche una condizione atletica ottimale, tornerà ad essere lo spauracchio degli attaccanti.
Ansaldi voto 6,5: concentrato, preciso, elegante, ha chiuso con tempismo ogni avanzata pisana. Pregevole anche qualche sua sortita in avanti palla al piede che ha aperto spiragli nella statica rettangolare avversaria. Non ci sorprenderemmo se arrivasse presto anche in zona tiro.
Bosi voto 7,5: il migliore insieme a Brogi. Ha giocato mille palloni rilanciando sempre l'azione con perizia e precisione. Presente ovunque, in aiuto spesso anche al compagno in difficoltà, si sta proponendo come l'elemento insostituibile nello scacchiere di Bersellini. Il tecnico lo ha già capito.
Bergamo voto 7: impareggiabile capitano. Difficile trovare aggettivi all'ennesima prova maiuscola del regista, che recita a copione con maestria impagabile. Ha fornito numerosi assist agli attaccanti, forzando soprattutto sulla zona di Brogi, in giornata di grazia. Per primo ha avuto il merito di credere nella rimonta.
Provitali voto 6: ha sbagliato sotto porta tutto quello che era possibile sbagliare. Ma non deve essere crocefisso e il pubblico lo ha capito osannandolo. Chiamato da Bersellini a trasformare un rigore decisivo, ha scaricato su quel pallone tutta la rabbia di una sfortunata. Per il momento può bastare.
Pellegrini voto 6,5: riproposto dal primo minuto, a tratti è sembrato il giocatore ammirato la passata stagione. Non è però ancora al 100% della condizione, ma solo giocando può riacquistarla. Ha sbagliato un gol da mangiarsi le dita, ma si è poi riabilitato calandosi nel ruolo con grande acume tattico.
Brogi voto 7,5: straripante per tutti i novanta minuti, da sue giocate sono nate le migliori azioni del Modena. Bosco non lo ha mai visto, ma il suo allenatore ha capito troppo tardi di cambiargli marcatore. Bravissimo in occasione del rigore che si è procurato con grande testardaggine.
Marsan voto 6: relegato in panchina, è entrato in campo profondendo nuova linfa alla manovra gialloblu. Da un suo cross è nato il pareggio. Poi ha spadroneggiato sulla fascia. Bravo.
MASSIMO PELLEGRINI ANALIZZA LA PRIMA VITTORIA DEL CAMPIONATO – Andare al sodo per contare
Servizio di Marco Tognella
D'accordo: come sempre in occasioni del genere, in cui si verificano fatti che paiono addirittura illogici, qualcuno comincerà a dire di restare con i piedi per terra perché la realtà è ben diversa. Ma rinunciare all'entusiasmo è difficile, se non impossibile anche di fronte alla semplice eccezione che conferma la regola. Forse il Modena non batterà tutte le grandi; forse l'impresa compiuta ieri a cospetto del Pisa resterà isolata. Uscendo dallo stadio, però, quanti erano i profeti pronti a predicare la certezza di un futuro meno ricco di soddisfazioni? Pochi o nessuno. Perché vedere un gol come quello di Monza, la voglia canarina di vincere una gara conta al ruolo di primo esame stagionale, non può non creare una atmosfera di euforia, di sicurezza.
Dai tifosi ai giocatori: “Non voglio dire cose troppo grandi, ma se riusciremo a concretizzare di più il lavoro svolto in attacco potremo recitare un campionato da protagonisti”. Parla Pellegrini, che aggiunge: “A mio parere abbiamo costruito azioni notevoli, peccato che fino ad ora molte occasioni vengano sciupate. È in questo senso che dobbiamo lavorare”. Il trequartista è stato impiegato per 90', si è proposto in attacco più di una volta, ma gli è mancata la zampata decisiva. “Ho disputato una partita discreta; non sono ancora al massimo della condizione, posso soltanto migliorare”. Chi sembra aver già raggiunto un alto livello di rendimento è Monza, mediano dotato di intelligenza tattica oltre che di una bordata da far paura; Sardini ne sa qualcosa: “Bosi ha crossato da destra ed ho pensato che la loro difesa avrebbe respinto al limite dell'area. Così è stato: la palla è arrivata proprio appena fuori la lunetta: ho preso le misure ed ho sparato. Il primo gol del genere? No, no: mi è successo due anni fa col Parma e proprio contro il Pisa. Segnai il 2-1: stessa posizione, stesso incrocio; cambia piede: allora tirai di sinistro”. L'azzurro commenta con calma, come se cose del genere gli capitassero tutti i giorni!
Stesso atteggiamento di Moz: dalle parole del difensore trapela che qualcosa ancora non va nella retroguardia canarina: “È andata abbastanza bene, questo è vero: abbiamo commesso meno errori che a Pescara, ma possiamo migliorare. Ottima la grinta e la volontà. Voltattorni? Il suo inserimento è stato deciso dal mister e non si discute. La sua prestazione è stata macchiata da quell'episodio del rigore. Per il resto ha giocato bene”.