16 set 2011

16 settembre 1962, Fiorentina - Modena 1-2

Clamoroso a Firenze: vince il Modena – I viola in vantaggio al 5° della ripresa (Milani) raggiunti e superati dalla sorprendente matricola – Gol di Tinazzi e Vetrano per gli ospiti
DAL NOSTRO INVIATO           
Firenze. 16 settembre.
Come già avvenne lo scorso anno alla prima partita del campionato (il Modena vinse a Como per 4-0), dopo la promozione dalla Serie C alla B, alla prima uscita nella massima divisione sul munitissimo campo della Fiorentina, una delle squadre candidate allo scudetto, l’undici canarino ha sovvertito ogni pronostico vincendo nettamente.
È comunque necessario premettere che la Fiorentina presentatasi oggi in campo non era che una brutta copia di quella che ha brillato di viva luce nello scorso campionato. Gli atleti viola hanno palesato i difetti che già erano comparsi in occasione della partita di Coppa contro l’Atletico di Madrid.
Il Modena non ha fatto che approfittare della situazione e premere sull’acceleratore con tutta la forza che aveva in corpo. Si temeva che la squadra di Malagoli, ad un certo punto, cedesse di schianto, dando via libera all’attacco viola dopo il superlavoro svolto nel primo tempo e chiusosi a reti inviolate. Al 5° della ripresa, l’attacco fiorentino, per la regia di Hamrin ed il tocco finale di Milani, riusciva a sorprendere la difesa gialloblu ed a passare in vantaggio. “Il gioco è fatto! Il Modena è liquidato!”: queste le esclamazioni che spuntavano qua e là dalla tribuna; invece, sul più bello, senza battere ciglio, gli atleti canarini si sono rimboccati le maniche e, mentre scoppiava violento un temporale con fulmini e acqua a catinelle, Tinazzi trovava la via della rete per il pareggio e la mazzata la riceveva la squadra di Valcareggi. Poco dopo la mezz’ora il gioco era fatto: scompaginata la difesa locale, l’attacco modenese segnava nuovamente di forza per merito di Vetrano.
Quando le squadre entrano in campo, circa ventimila spettatori affollano gli spalti. Batte il calcio d’inizio il Modena e la matricola, fin dal primo minuto, si presenta con tutte le carte in regola: il regista Merighi serve Bruells che, dalla destra, crossa, entra Vetrano di testa, ma la palla sorvola la traversa. La Fiorentina non è da meno ed, al 3°, scende compatta la prima linea ma la palla si perde sul fondo. È un minuto dopo che la rete difesa da Balzarini corre un grosso pericolo:  Hamrin serve di precisione Milani, il quale calcia a rete di precisione, ma il portiere modenese devia in angolo. Al 13°, Tinazzi (magnifico) lancia Bruells, il quale scende sul fondo ma non riesce a mettere al centro. Pericolo per i modenesi, al quarto d’ora: attacco massiccio di Hamrin e compagni, la difesa canarina sbanda, ma la palla circola in area senza che nessun giocatore viola trovi lo spazio per centrare la porta. Più sbrigativo è, invece, il Modena ed, al 18°, Merighi (ancora lui) appoggia a Vetrano che centra, Bruells di testa mette fuori. Passa appena un minuto ed è Conti che scende sulla destra e calcia di poco a lato. Al 25°, punizione contro la Fiorentina, Merighi serve Tinazzi, ma il suo tiro è alto.
Pericolo per Balzarini, al 31°: in un momento di lucidità degli uomini di punta fiorentini. Tiro di Milani, uscita di Balzarini, rinvio corto; altro tiro, mischia in area, poi il difensore modenese allontana. Al 34°, il Modena non è da meno: scende Vetrano ben controllato da Malatrasi, ma l’ala modenese riesce a crossare, raccoglie Bruells, salva Sarti con bravura. Poco dopo Sarti para in due tempi una saetta di Tinazzi troppo centrata, accorre Bruells, ma giunge in ritardo.
Tenta il tiro Dell’Angelo, ma Goldoni (tenacissimo) devia in angolo. Allo scadere del tempo, una salve di fischi si busca Milani, che sciupa banalmente una buona occasione.
Cambia la musica nella ripresa: al 2°, azione Hamrin, Canella, Milani con la conclusione fuori di poco. È un preludio: infatti, al 5°, la Fiorentina è in vantaggio: è ancora Hamrin l’iniziatore, il quale serve Milani. Il tiro del centrattacco è secco e preciso, Balzarini ha un attimo di indecisione e la palla è nel sacco.

Sullo slancio continua a premere la squadra viola ma il Modena si scuote e Merighi dà il “la”, servendo Tinazzi, il cui tiro è neutralizzato da Sarti che devia in angolo con un intervento spettacolare. Anche questo è un preludio, infatti, al 17°, Merighi serve ancora Tinazzi, che, con un gran tiro da fuori area, batte Sarti, proprio nel momento in cui il cielo apre le sue cateratte.
L’acquazzone sembra mettere le ali ai piedi ai modenesi. Tinazzi serve Bruells che spara al volo e Sarti salva,; siamo al 21°. È Vetrano di scena, al 25°, che passa a Tinazzi, il quale vorrebbe replicare, ma il portiere toscano ferma in due tempi la palla scivolosa. Contropiede dei locali e tiro di Milani su passaggio di Hamrin, i due più attìvi dell’attacco viola. Il Modena continua la pressione, quando Tinazzi, al 32°, serve Bruells, il quale spara violentemente. Sarti si salva col piede. I fischi dagli spalti si sprecano.
Al 38°, la rete della vittoria modenese:

il tiro iniziale è di Tinazzi, Malatrasi, nel tentativo di intercettare, devia la palla che spiazza Sarti; però, la sfera va a colpire il montante e ritorna in campo; facile per Vetrano che, tutto solo, insacca a porta vuota.
Da questo momento il Modena è padrone del campo, mentre la Fiorentina annaspa senza idee, pare impossibile, ma la palla viaggia da un giocatore gialloblu all’altro senza che i fiorentini riescano ad impossessarsene. È l’apoteosi per i canarini e il crollo definitivo per i viola.
FIORENTINA: Sarti; Malatrasi, Castelletti; Rimbaldo, Gonfiantini, Marchesi; Hamrin, Canella, Milani, Dell’Angelo, Petris.
MODENA: Balzarini; Barucco, Garzena; Ottani, Aguzzoli, Goldoni; Bruells, Merighi, Conti, Tinazzi, Vetrano.
Arbitro: Sbardella di Roma.
Adler Ascari
Modena entusiasmante - I gialloblu di Malagoli hanno vinto dominando a centrocampo
DAL NOSTRO INVIATO
Firenze, 16 settembre.
Il Modena ha presentato le sue credenziali. Superando la Fiorentina in maniera netta, entusiasmante, ha dimostrato di avere tutti i documenti in regola par figurare nuovamente, dopo tredici anni di purgatorio, tra le grandi del calcio italiano.
Quella di oggi, infatti, non è stata una vittoria da provinciale. Malagoli non ha chiuso le fila del gioco gialloblu e non è ricorso a tattiche astruse. Il successo sui viola di Valcareggi è scaturito da due reti frutto di accurate manovre a centrocampo. Perché proprio a centrocampo il Moderna, che pure mancava dì Cinesinho, ha stroncato la Fiorentina ed ha vinto la partita.
L’incontro ha messo in luce un Modena sicuro, per niente impacciato nel fraseggiare fuori e dentro l’area di rigore viola, calmo e preciso nelle conclusioni. E il successo modenese, se la fortuna fosse stata maggiormente prodiga coi gialloblu, avrebbe potuto essere anche più clamoroso. Tinazzi e Bruells, infatti, hanno sfiorato entrambi la marcatura a conclusione di due azioni che avevano trascinato all’applauso tutto lo stadio. Perché — bisogna dirlo — anche i sostenitori viola, col passare dei minuti, hanno cominciato a sottolineare con entusiasmo le scorribande a centrocampo di Merighi, trascinatore  instancabile (specie nel primo tempo) di tutte le trame gialloblu. Il Modena ha entusiasmato,
l’abbiamo già detto. Ma un particolare va sottolineato: il reparto che maggiormente ha soddisfatto (e al cui enorme lavoro è da attribuire buona parte del merito per l’insperato successo) è stato proprio quello mediano. Ottani, Aguzzoli e Goldoni non hanno sciupato una palla, hanno innalza­to una barriera invalicabile a centrocampo, contro la qua le si sono inzuccati tutti i tentativi di Milani e Cannella.
La difesa ha avuto qualche attimo di sbandamento, in occasione del gol di Milani e all’inizio del secondo tempo, ma ha saputo trarsi d’impaccio sempre con eleganza. Barucco ha circoscritto il raggio d’azione di Hamrin, l’uomo più pericoloso della prima linea gigliata, senza perdere mai la testa; e questo — per un terzino privo di esperienza e di malizia, doti, comunque, che sta rapidamente assimilando — ci sembra già più che sufficiente. Garzena ha giocato sul filo del rasoio del fallo ma è riuscito sempre ad evitare l’intervento falloso, l’entrata plateale. Gli giocava davanti un uomo, d’altra parte, che non badava troppo al sottile pur di scavalcare il proprio angelo custode. Fortuna ha voluto che l’ex juventino abbia saputo controllarsi.
E l’attacco? Superiore ad ogni previsione. Conti, Tinazzi, Merighi e Vetrano (ed in misura sensibilmente minore Bruells, che ha risentito dell’afa che gravava sullo stadio; nella ripresa, quando si sono aperte le cateratte del cielo per dare libero sfogo ad un temporale che covava nel  cielo da qualche ora, il tedesco si e mosso con meno impaccio si è inserito in diverse azioni ed è riuscito anche a trovare lo spunto buono per insidiare Sarti) hanno trovato l’intesa come per incanto. Nel primo tempo, hanno premuto a vuoto. Nella ripresa, invece, quando le retroguardie viola hanno cominciato a sentire sulle spalle il peso della fatica, le punte avanzate del semplicissimo schema tattico di Malagoli — Tinazzi arretrato con compiti di marcatura e Merighi pendolante a centrocampo con l’incarico di imbeccare, a turno,  Conti, Vetrano e Bruells — hanno fatto centro.
Della prima linea sarebbe difficile, adesso, a qualche ora di distanza dalla partita, stabilire quale sia stato il migliore.   Del  resto, non è necessario. Basti dire che Tinazzi si è sfiancato in un oscuro lavoro di marcamento prima a Dell’Angelo e poi a Cannella ed è riuscito, nonostante ciò, a segnare, a far segnare Vetrano e a sfiorare la marcatura in un altro paio di occasioni; che Merighi ha tenuto tre quarti di partita. Ma non c’è da dubitare; tra qualche domenica giocherà 90'; che Conti è stato prezioso, specie nella ripresa, in un lavoro di raccordo e di interdizione; che Vetrano ha risentito della man­canza al suo fianco di una mezzala in grado di lanciarlo opportunamente.
Domenica, col “cinese” sarà un'altra  musica.
Sandro Bellei
Giornata indimenticabile – Malagoli: “Abbiamo meritato la vittoria”
DAL NOSTRO INVIATO
Firenze, 16 settembre.
 Non sembrava certamente d’essere al Comunale di Firenze al termine della gara vinta brillantemente dai canarini alla prima uscita in campionato, innumerevoli bandieroni gialloblù sventolavano sugli spalti ed i giocatori modenesi erano presi di mira dai flash dei fotografi.
Gianni Goldoni è stato il primo ad accorrere verso Malagoli per abbracciarlo, seguito subito dopo da Balzarini.
Dopo una breve anticamera davanti agli spogliatoi, siamo stati  ammessi  nel reparto modenese dove regnava un’aria di festa, se pur signorilmente contenuta. Il primo ad essere avvicinato è stato Martino Severi, il general manager che poco prima dalla tribuna sprizzava gioia da tutti i pori. “È stata la giornata più bella della mia vita! Mai avevo avuto una soddisfazione così grande! — ha detto Severi, mentre varie mani di presenti si stendevano per stringere la sua e congratularsi — Il Modena ha vinto nettamente senza discussioni e, quel che conta, la partita, per merito di tutti, vinti e vincitori, è stata correttissima”.
Subito dopo è stata la volta di Malagoli, preso d’assalto da un nugolo di colleghi. “Credo che il Modena abbia ampiamente meritato la vittoria. Oggi avevamo di fronte un’ombra della Fiorentina, ma questo non toglie il merito dei miei ragazzi che si sono battuti con una volontà veramente ammirevole. Visti i giocatori che erano oggi in campo, penso a quelli che sono in cantiere e che attendono di essere impiegati. Se tanto mi dà tanto le cose dovrebbero migliorare ancora”. Richiesto poi quali fossero stati gli ordini impartiti ai suoi giocatori, Malagoli ha risposto: “Le mezze-ali dovevano controllare il centrocampo e Merighi e Tinazzi hanno risposto appieno ai miei desideri. Quando poi ho visto che la Fiorentina non riusciva a riprendere le redini della partita ho invitato i ragazzi a far correre la palla. Dopo l’acquazzone era troppo faticoso correre. È stato un vero spettacolo, anche se per i viola era un po’ umiliante subire la melina che facevano i miei  giocatori”.
Tinazzi era quasi senza voce, in ogni modo la soddisfazione per la bella gara disputata si leggeva nei suoi occhi. “Oggi ho speso anche l’anima. Sono le prime partite ed il fiato non è ancora regolato per un’ora e mezza”.
Anche chi non aveva giocato si era stretto attorno agli artefici della vittoria, così che Cinesinho si congratulava con i compagni. Gli abbiamo chiesto un parere sui suoi compagni ed il brasiliano ci ha detto: “Il Modena, una grande equipe!”. Capitan Balzarini era radioso: “Se si giocherà sempre così, saranno grandi soddisfazioni per noi e per i tifosi modenesi. Personalmente sono contento di avere vinto la mia prima partita in Serie A e per giunta fuori casa contro uno squadrone come la Fiorentina”.
A Vetrano il merito di aver segnato la rete della vittoria, salutata in campo con una capriola. Abbiamo chiesto alla longilinea ala sinistra come è avvenuta la rete: “Ha tirato Tinazzi, io ho fintato e Malatrasi ha deviato la palla sul palo mentre Sarti era sbilanciato. Ho raccolto io il rimbalzo e senza difficoltà ho messo in rete. Nel primo tempo ero un po’ emozionato e mi impappinavo da solo, ma poi mi sono fatto coraggio ed allora la musica è cambiata”.
Intanto alla spicciolata i giocatori sì dirigevano al pullman che li attendeva all’uscita, dove un numeroso gruppo di tifosi applaudiva i protagonisti. Circolavano anche fiaschetti di Chianti che prima della gara due graziosissime miss avevano offerto agli ospiti. Qualcuno ha detto: “Hanno offerto il Chianti al Modena e la sbornia l’ha presa la Fiorentina”.
a. a.
Pioggia propizia - Nella ripresa, sotto un'acqua torrenziale, il Modena ha concretizzato la sua superiorità
DAL NOSTRO INVIATO
Firenze, 16 settembre.
Partiamo da Modena col sole. Sull’autostrada grossi cumuli nerastri ci fanno rimpiangere di aver dimenticato a casa, con comprensibile trascuratezza, impermeabile e parapioggia. A Firenze incomincia il diluvio. Ma non saremo noi a subirne le conseguenze maggiori. Guadagniamo l’ingresso dello stadio sotto una leggera spruzzata poi, non appena prendiamo posto in tribuna, il cielo si placa. Il sole riesce a vincere la nuvolaglia e sullo stadio, dove la rappresentanza modenese fa sentire il suo peso, ritorna l’azzurro. Nella ripresa, però, improvviso come il gol di Milani e sottolineato da un fulmine che disegna nel cielo il suo strano autografo, scoppia il temporale.
Al fuggi fuggi generale degli spettatori dei popolari fa riscontro l’umida rassegnazione dei venticinque uomini in campo ai quali, in un attimo, si incollano al corpo le i divise fradice.  Il diluvio rallenta per un po’ il ritmo di gioco dei viola ed il Modena ne approfitta. È sotto la pioggia, infatti, che Tinazzi segna da fuori area il gol del pareggio. Sugli spalti delle   gradinate e delle curve modenesi si buttano gli ombrelli per applaudire. Per un momento la nera fungaia si anima, si colorisce, si agita: l’entusiasmo fa dimenticare la pioggia che continua a rovesciarsi sul tappeto erboso del comunale
fiorentino con incredibile violenza.
Dopo il pareggio gialloblu sullo stadio cala il silenzio. Isolata, timida si sente ogni tanto qualche voce che chiama alla carica il Modena. I sostenitori viola non credono ai loro occhi; i gialloblu stanno menando la danza, la porta di Sarti non appare più tanto inviolabile, Tinazzi per due volte le fa il solletico. I tifosi modenesi, invece, sono ammutoliti per il motivo opposto. Partita con l’assoluta certezza di dover assistere ad una triste giornata per i loro colori del cuore, rafforzatisi in questa convinzione durante il viaggio, avendo trovato con ferma nei compagni di viaggio altrettanto pessimisti, non riescono a capacitarsi. Ma è questo il Modena che per tre volte è stato messo ko a Foggia otto giorni fa?
La pioggia, col passare dei minuti, accenna a calare. Malagoli, che alle prime avvisaglie di pioggia si era imbacuccato in un pesante mantello, non riesce più a star fermo. I suoi sono all’attacco. Dominano fuori e dentro dell’area di rigore viola, dove Gonfiantini e compagni hanno il loro daffare per tenere a freno la esuberanza di Conti, Vetrano e Tinazzi. Non ce la fa più. Butta il mantello, rimane in maniche di camicia ai bordi del campo ad orchestrare l’attacco.
I frutti non si fanno attendere. Al 33°, Vetrano mette in rete la palla della vittoria. Pazzo di gioia (è il caso di dirlo) si getta sull’erba bagnata e si esibisce in una capriola fuori programma. Ne siamo sicuri: molti tifosi si trattengono a stento dall’imitarlo. Lo stadio ribolle nuovamente. Questa volta i modenesi danno fiato alle trombe; le bandiere gialloblu sventolano alle base della torre di Maratona come se a scuoterle ci fossero i muscoli di un Ercole. I fiorentini, già quasi convinti della validità del successo canarino, accennano a qual che applauso. Timido ma sincero.
La Fiorentina è in ginocchio; ai piedi di un Modena ingigantito per l’iniezione di morale. In prima linea, Petris appare semplicemente ridicolo, alla mercé di un Garzena pulito, preciso e sicuro in ogni intervènto. Milani non tocca più palla. Hamrin non arriva più oltre la metà campo: Barucco, inesorabile, lo anticipa con sadica puntualità. Il pubblico non si tiene oltre. I primi fischi cadono nel vuoto, ma bastano alcuni madornali errori della difesa viola, dove Malatrasi e Rimbaldo hanno perso completamente la testa, a scatenare il coro. La partita finisce tra gli applausi.
Quando Sbardella fischia tre volte nel fischietto, Malagoli, senza accorgersene, si trova sepolto dagli abbracci dei suoi ragazzi. Qualcuno, lo giureremmo, sfoga tra le braccia dell’allenatore tutta la gioia per l’insperato successo. Anche le lacrime, a volte, fanno bene.
s. b.
Serie A – Prima giornata
Atalanta – Sampdoria 1-1
Bologna – Lanerossi Vicenza 2-1
Fiorentina – Modena 1-2
Genoa – Juventus 0-0
Mantova – Inter 0-0
Milan – Venezia 3-3
Palermo – Spal 0-1
Roma – Napoli 3-0
Torino – Catania 1-1

15 set 2011

15 settembre 1935, Atalanta - Modena 1-0

15 settembre 1935
Atalanta batte Modena 1-0
II Modena è rimasto battuto nella sua prima trasferta o, per meglio dire, nella sua prima partita di Campionato, perché, superato in partenza da una velocissima fuga iniziale degli ospiti, che, in quaranta minuti secondi, riuscivano ad ottenere quello che doveva essere il risultato della giornata. Sorpresi da questo goal fulmineo realizzato da Longhi, i canarini serravano le file e inutili riuscivano gli ulteriori attacchi che gli atalantini, pur mantenendo nelle file arretrate la più vigo­rosa tattica difensiva, cercavano di portare a fondo in ogni occasione.
La difesa del Modena, che ha avuto in Cassetti un difensore abilissimo, tanto da farsi ammirare in almeno tre pa­rate di marca, ha saputo quindi tenersi alla distanza, sopratutto per il prodigarsi inesauribile di Nebbia e Baraldi, pronti ad accorrere a turare ogni falla, e il giuoco accorto di Malagoli, apparso in ottime condizioni di forma.
L’attività del centro mediano è stata la più notevole della linea, perché ai lati Bazzani e Tedeschini hanno dimo­strato di aver ancora bisogno di un certo lavoro prima di tornare a rendere quanto nella trascorsa stagione.
Stabilito il relativo funzionamento della mediana, che ha portato uno scar­so ausilio all’attacco, da questo, alla prima sortita con un atleta debuttante nel difficile ruolo di centro, non ci si potevano aspettare grandi cose.
Infatti, un solo nome non ha sfigurato, ed è stato Mazzoni, mentre Ravizzoli, che seppur non ancora del tut­to maturo, cercava valorosamente di emularlo, al 35°, veniva espulso, forse con troppa severità, dall’arbitro Bonivento.
La squadra, che dopo un periodo iniziale di assestamento, aveva progres­sivamente aumentato la sua andatura, tanto da marciare compatta nella ri­presa verso l’obiettivo pareggio, risentiva di questa falcidia e perdeva gran parte del suo mordente.
L’Atalanta, ricomposta quasi com­pletamente nei suoi ranghi con numerosi giovani acquisti, che ne hanno rinvigorito la spina dorsale, ha lottato con foga animata da una folla appas­sionata, accorsa numerosa allo Stadio Brumana non ostante che la partita sia stata disputata alle 10,30 del mattino.
I nero-azzurri hanno avuto ieri il loro maggior merito — dovuto alla grande giornata di Bonetti — nel saper resistere nella ripresa al contro-at­tacco giallo-bleu, che ha avuto il difetto di insistere troppo con le mezze ali nel gioco alto.
Durante questo periodo il Modena ha avuto i suoi momenti più felici, mo­menti che hanno messo in luce quelle peculiari qualità che hanno bisogno soltanto di tempo per brillare in tutta la loro lucentezza.
II ritardo, col quale sono stati iniziati gli allenamenti — ritardo da non imputarsi né ai dirigenti né ai giuo­catori —, le sole due partite d’esperi­mento disputate pre-campionato sono le ragioni prime della sconfitta cana­rina.
Quando poi si pensa che questa sconfitta è toccata in una fulminea e fortunata battuta iniziale degli avversari, ma non è stata frutto né di superiorità tecnica né tanto meno di predominio effettivo, non è il caso di recitare il requiem sulle sorti del Modena, che domenica prossima, contro il Livorno, se convenientemente sorretto dagli sportivi della Ghirlandina, dimostrerà di meritare appoggio e simpatia.
In definitiva lo scacco di Bergamo era in preventivo.
Gli altri anni si cominciava bene e si finiva male. Speriamo che in questa stagione si verifiche esattamente il contrario.

Le squadre hanno giocato nelle seguenti formazioni:
ATALANTA – Bonetti; Simonetti e Signorini; Casati, Cabrini e Andrei; Dusi, Ricci, Longhi, Rossi e Guidi.
MODENA – Cassetti; Baraldi e Nebbia; Bazzani, Malagoli e Tedeschini; Cavani, Vezzani, Galli, Mazzoni e Ravizzoli.
Gli altri incontri di Serie B
Siena: Siena e Messina 0-0
Aquila: Aquila batte Pisa 3-2
Livorno: Livorno batte Spal 4-0
Novara: Novara batte Foggia 4-2
Verona: Verona batte Taranto 3-0
Catania: Catania batte Viareggio 2-1
Vercelli: Pro Vercelli batte Pistoiese 2-0
Lucca: Lucchese batte Vigevanesi 2-0

14 set 2011

14 settembre 1986, Pisa - Modena 0-2

14 settembre 1986 
Modena, strepitoso ritorno – I canarini festeggiano la serie B dando un altro dispiacere al povero Pisa – Il successo esterno propiziato dai micidiali contropiedi condotti da Longhi 0-2 

PISA: Mannini; Chiti (Fiorentini 68°), Cavallo; Progna, Dianda, Caneo; Bernazzani, Sclosa (Birigozzi 61°), Cecconi, Giovannelli, Faccini (all.: Simoni). 
MODENA: Ballotta; Catellani, Torroni (Rubino 64°); Piacentini, Ballardini, Conca; Longhi, Re (Piraccini 58°), Frutti, Boscolo, Rabitti. All.: Mascalaito. 
Arbitro: Sguizzato di Verona. Marcatori: nel s.t. Longhi al 6° e Frutti al 10°. Note: pomeriggio caldo. Ammoniti: Catellani, Cavallo, Birigozzi e Boscolo. Sostituzioni: nel Pisa Birigozzi per Sclosa e Fiorentini per Chiti; nel Modena Piraccini per Re e Rubino per Torroni. Calci d'angolo: 9-1 (4-0) per il Pisa. Spettatori paganti: settemila, per un incasso di 67 milioni. 

Dall'inviato Oddone Nordio PISA — La matricola colpisce senza pietà, irriverente, non guarda in faccia i titolati avversari. In quattro minuti, due colpi da k.o. che lasciano il segno: prima Longhi, uomo ovunque del Modena, e poi Frutti, vecchio rapinatore di gol, la zampata del bomber che negli ultimi metri raramente perdona. E così il Pisa deve attaccare come un bufalo inferocito ma senza idee, il passivo annebbia le idee degli uomini di Simoni, il portiere Ballotta fa il resto perché para anche i moscerini e allora finisce che i locali si arrendono. Va così perché i canarini di Mascalaito sanno sfruttare il contropiede in modo perfetto, senza sbavature, con grande determinazione, con la freddezza di una squadra che sa il fatto suo anche se l'impatto con la serie cadetta avviene dopo otto anni di purgatorio di serie C e quindi era abbastanza facile pensare ad una prestazione timorosa. Due punti importanti per il Modena perché non sempre sarà così, perché il campionato cadetto — soprattutto per una neo promossa — riserva spesso brutti risvegli. Il Pisa prende sottogamba gli avversari, nel primo tempo non spinge, non incide, convinta di risolvere in qualsiasi momento il match a suo favore. Due parate-gol di Ballotta (primo su tiro di Cecconi e poi su punizione di Faccini) danno coraggio alla pattuglia di Mascalaito, che gioca si in modo guardingo ma che dà l'impressione di combattere a viso aperto, senza accusare sbandamenti. E così, al 4° del secondo tempo, il primo uppercut che tramortisce. Longhi, a centro campo, intercetta un rinvio della sua difesa e se ne va indisturbato. Nessuno dei nerazzurri tenta di fermarlo e il ragazzo modenese, quando vede Mannini uscire, lo trafigge con un rasoterra non forte ma molto preciso. La squadra di Simoni si butta all'arrembaggio, la difesa del Modena erge un bunker, magari i rinvii non sempre sono un modello di precisione tecnica, ma poco importa, l'importante è difendere quel vantaggio un po' insperato. E dopo quattro minuti ecco il raddoppio, e questa volta è un colpo tremendo, un ko che non consente di risollevarsi. Quasi all'altezza della bandierina del calcio d'angolo, Ballardini si disimpegna elegantemente in mezzo a tre avversari e poi porge a Longhi (sempre lui!), che, rapidissimo, fa filtrare la palla verso Frutti scattato tra Dianda e Progna. Una breve rincorsa e ancora, sull'uscita di Mannini, il pallone finisce in fondo al sacco. Poi non c'è più partita, il Modena si difende bene, ormai tutto è diventato facile. Simoni tenta la carta Birigozzi, la terza punta accanto a Cecconi (all'esordio con il Pisa) e Faccini, ma la sostanza delle cose non cambia: Ballotta compie ancora un paio di miracoli, Longhi, che è un giocatore intelligente, rallenta la manovra dei suoi, insomma la neopromossa fa la melina e il Pisa sta a guardare inciuchito, ormai incapace della minima reazione, 2 a 0 per il Modena e tanti saluti al Pisa. 

Mascalaito un passo verso la tranquillità Dall'inviato PISA — Il presidente Romeo Anconetani è il primo a parlare. È onesto nella sua dichiarazione: “Abbiamo perso meritatamente, il Modena non ha rubato nulla, questa volta non posso nemmeno accusare l'arbitro. Insomma, tutto regolare, adesso dobbiamo rimboccarci le maniche. Non credo che i giocatori abbiano accusato dal punto di vista psicologico i gravi momenti di tensione che abbiamo vissuto in questi ultimi tempi”. Altrettanto onesto e l'allenatore del Modena Mascalaito, che da queste parti ha ancora molti amici perché vent'anni fa con la maglia del Pisa contribuì alla promozione della squadra dalla serie C a quella cadetta. Sentitelo: “Non credevo di vincere. Certo, tutti noi puntavamo a ottenere un risultato positivo, il pareggio lo volevamo anche se sapevamo che i pericoli non sarebbero mancati”. — Dunque, un Modena che l'ha piacevolmente sorpreso? “Non mi ha sorpreso, semmai ho avuto la conferma che si tratta di una squadra che sa stare in campo, che sa lottare, che sa battersi bene anche contro formazioni più titolate della nostra”. — Che futuro ha il Modena in serie B? “Non lo so ancora, nelle prossime partite avrò un quadro generale della situazione. Nella prima partita di campionato non si possono esprimere giudizi definitivi. È ancora presto. Siamo una matricola, il calcio di serie C è diverso da quello che si gioca tra i cadetti. Una cosa è certa: questa vittoria non ci farà montare la testa, noi restiamo con i piedi ben piantati per terra. Il nostro obiettivo è di fare un campionato tranquillo. Che bella sorpresa – Nessuno aveva pronosticato questo risultato – Simoni, allenatore del Pisa: “Un'autentica mazzata” PISA — Una vittoria sulla quale nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Una matricola contro il Pisa, che punta decisamente alla serie A cosa avrebbe potuto fare? Una partita onorevole, dignitosa, invece ecco la sorpresa, una bella vittoria, rotonda come sono rotondi i due palloni che finiscono alla spalle di Mannini. Mascalaito è un allenatore e un uomo onesto. Qui ritrova molti amici, volti conosciuti venti anni fa, quando giocava con la maglia nero-azzurra, contribuì alla promozione del Pisa dalla serie C alla serie B. Nel suo parlare, nel commentare la partita è dignitoso non si sbilancia, non fa proclami, assume toni quasi modesti ma non per rispetto verso gli avversari ma perché questa è nella sua indole, nel suo carattere di veneto un po' chiuso e schivo. Sentiamolo: “Non credevo di vincere, non rientrava nei miei progetti della vigilia. Certo, io e i ragazzi volevamo ottenere un risultato positivo e per risultato positivo intendevo il pareggio. Esordire con un punto sul campo del Pisa, una delle squadre che punta con maggiore determinazione all'immediato ritorno in serie A, sarebbe stato senza dubbio un avvio di campionato prestigioso per noi, che siamo una matricola e quindi una squadra che potrà avere qualche difficoltà soprattutto nelle prime partite del campionato”. — E invece... “Ho visto un squadra quadrata, magari nel primo tempo abbiamo subito la pressione dei nostri avversari, ma questo lo sapevamo proprio per le ragioni che ho detto. Ai ragazzi ho detto di stare calmi, di ragionare, se possibile di conservare il possesso del pallone. Insomma noi dovevamo rompere il loro ritmo. Mi pare che ci siamo riusciti perché abbiamo vinto per due a zero”. Continua: “Abbiamo avuto anche un po' di fortuna, ma nel calcio serve sempre, come in tutte le cose della vita. Ballotta, nel giro di un minuto, ha compiuto due miracoli. Ecco, se il tiro di Cecconi fosse finito in rete forse la partita avrebbe assunto una fisionomia diversa, forse adesso non saremmo qui a commentare e a giudicare la nostra vittoria”. — Frutti non ha tradito la sua fama di goleador. “In coppia con Rabitti farà grandi cose. I due sono affiatati, si trovano a meraviglia. Per noi è molto importante”. L'altra campana, quella di Gigi Simoni, bolognese di Crevalcore, allenatore del Pisa. “Contro una matricola non credevo proprio di perdere, per me questa sconfitta è una mazzata autentica. Forse qualcosa ho sbagliato anch'io. Al contrario di quello che dice il presidente, io credo che i ragazzi abbiano patito dal punto di vista psicologico le gravi tensioni che abbiamo vissuto in questi ultimi tempi. Adesso dobbiamo rifarci subito, dobbiamo giocare ancora 37 partite, abbiamo tutto il tempo per riprenderci due punti malamente buttati dalla finestra”. 

Damiano Longhi sarà personaggio PISA — Il fatto della giornata ha un nome e un cognome: Damiano Longhi, centrocampista classe 66, nato a Ravenna. Un romagnolo purosangue, dal carattere deciso, determinato, un combattente come la gente della sua terra che ama la concretezza, da due stagioni è al Modena, prima giocava nel Russi. Mascalaito l'ha voluto e valorizzato, nella scorsa stagione è stato uno degli uomini di maggior spicco nella corsa verso la promozione. Ieri è stato l'artefice della prestigiosa vittoria ottenuta sul campo del titolatissimo Pisa. Suo il primo gol, suo il passaggio che ha consentito a quella vecchia volpe di Frutti di arrotondare il risultato e di metterlo al sicuro. Ha stupito la sua freddezza in occasione della segnatura, la rapidità nell'incunearsi nel vivo della difesa pisana, la concentrazione dimostrata quando, visto Mannini uscire dai pali, l'ha freddato con un tiro magari non proprio pulitissimo ma che si è comunque infilato nell'angolino basso alla destra del portiere. Questo ragazzo biondo sarà uno dei protagonisti del campionato del Modena, ha visione di gioco, sa lottare, sa imporsi. E questo è importante in un campionato lungo e stressante come quello cadetto, dove oltre alle qualità tecniche bisogna avere anche grande concretezza fisica. La sua visione di gioco l'ha dimostrata anche in occasione del secondo gol. Quando ha visto Frutti scattare in mezzo a due avversari e lasciarseli alle spalle, l'ha servito con un delizioso pallone. Un invito su un piatto d'argento e il bomber non ha tradito la fiducia dei compagno. Mannini si è dovuto inchinare per la seconda volta. È un centrocampista che si muove per tutto il campo, sulla maglia porta il numero sette ma non è un tornante nel senso classico della parola. Mascalaito crede in lui e solo lui può tradirlo. I migliori sono stati Longhi e Ballotta 

PISA — Ecco il giudizio sui tredici giocatori del Modena che Mascalaito ha mandato in campo nella vittoriosa partita contro il Pisa. Ballotta 7. Tra i migliori in campo assieme a Longhi. Forse la svolta per vincere questo importante partita la dà proprio lui, quando, nel giro di un minuto (10° e 11° del primo tempo), salva la sua porta da due gol sicuri: prima su mezza girata ravvicinata di Cecconi e poi su punizione di Faccini. Ma non sono solo questi gli interventi decisivi: altri li fa nella ripresa quando la pressione dei locali diventa massiccia. Catellani 6. Se la vede con Faccini, che è un giocatore che in area sa muoversi bene e sfruttare al millimetro le occasioni da gol. Lo ferma bene, duella sia in acrobazia sia che sul piano del vigore fisico. C'è qualche fallo, d'accordo, ma il mestiere del difensore è quello di bloccare la punta. Torroni 6. Certamente è quello che ha il compito più difficile, deve marcare Cecconi, ex idolo dell'Empoli, passato in estate all' Avellino ed ora approdato a Pisa nello scambio Schachner in Irpinia. È un tipo molto agile, si muove bene, soprattutto pur non avendo un grande fisico, sa proteggere il pallone con grande determinazione, il primo tempo di Cecconi è decisamente buono. Torroni trova qualche difficoltà, poi nella ripresa il duello acquista toni più equilibrati. Piacentini 6. Corre e suda, spesso rinvia come gli capita, non ha piedi vellutati ma in squadra è un giocatore così serve eccome. Ballardini 6. Nel ruolo di libero si alterna con Conca, gioca senza sbavature, anche lui quando c'è da randellare non ci pensa un secondo. Conca 6. È l'uomo in più che Mascalaito piazza davanti ai difensori. Corre su tutti i palloni, tampona, marca l'avversario che gli capita in zona. Quando entra Birigozzi lo prende in consegna come marcatore fisso. Longhi 7. Una vera sorpresa, piacevole s'intende. Segna il primo gol con una galoppata che lascia indietro senza fiato mezza difesa pisana, poi offre a Frutti la palla del raddoppio. Cosa volete di più da un ragazzo che l'anno scorso giocava in serie C? Re 6. Gioca sulla fascia di sinistra per contrarre Chiti. Trova lo spunto per qualche sgroppata, si rende utile a centrocampo. Frutti 6,5. Il vizio del gol non lo perde mai. E pensare che non doveva neppure scendere in campo per via di un malanno! Boscolo 6. Non sempre lucido, fatica un po' a entrare nel meccanismo centrale, ma sgobba senza sosta, si becca anche un'ammonizione che forse poteva evitare. Ormai la partita era già sul due a zero. Rabitti 6. Nel primo tempo è quello che cerca la via del gol, l'occasione ce l'ha sul lungo cross di Piacentini, ma il suo sinistro arriva scomposto sul pallone che finisce alto. In coppia con Frutti si trova ad occhi chiusi. Piraccini 6. Entra al 12° del secondo tempo per sostituire, Re che forse è un po' stanco. Si piazza a metà campo e anche lui si dà da fare per opporsi al pressing, anche se scomposto, del Pisa. Rubino s.v. Prende il posto di Torroni, al 24° del secondo tempo, quando ormai la partita è segnata. La valutazione in un' altra occasione. Meritati applausi al portiere – Marco Ballotta riconosce di essersi salvato anche per fortuna – Sauro Frutti, un altro protagonista: “Non dovevo scendere in campo” 

PISA — Un po' di gloria anche per lui, sugli scudi Marco Ballotta, 22 anni, bolognese, alla corte del Modena da due stagioni. Con la maglia rossoblu un campionato non fortunato, molta panchina, è il destino del portiere di riserva, molta rabbia ingoiata senza fiatare, allenamenti duri per essere sempre pronti alla chiamata. Poi, nell'ottobre dell'84, venne ceduto al Modena. Allora al Bologna comandava Brizzi, nei giocatori non vedeva possibili talenti ma solo la possibilità di guadagnare. E così per Marco Ballotta è cominciata l'avventura con la maglia canarina, una società gloriosa, un passato di serie A, da otto anni mancava sul palcoscenico della serie B. In fatto di portieri a Modena un nome solo: Sentimenti IV, basta e ne avanza. L'anno scorso è stato uno dei protagonisti della scalata verso la promozione. Mascalaito crede in lui, il ragazzo non si è montato la testa, non ha risentimenti per nessuno, non sogna più Bologna, anche se avrebbe voluto giocare con la maglia della sua città. — Ieri sei stato uno dei protagonisti di questa vittoria. “Sono stato anche fortunato, ha ragione il nostro allenatore quando sostiene che nel calcio ci vuole anche un pizzico di fortuna. Se ci volta le spalle anche quella, addio. Certo, quando Cecconi da distanza ravvicinata ha girato quel pallone, io mi sono tuffato d'istinto e sono riuscito a respingere non so se con il corpo o con le ginocchia. E subito dopo, ancora un pò di fortuna nel mio intervento su quella punizione fortissima di Faccini. Sì, in effetti se noi fossimo capitolati in una di quelle due occasioni, sicuramente la partita per noi sarebbe stata in salita. Invece poi è andato tutto bene perché nel giro di due minuti abbiamo messo sotto i nostri più titolati avversari”. — Ma anche nel secondo tempo hai fatto ottimi interventi. “Certo, quando loro si sono trovati sotto di un gol prima e poi addirittura di due, si sono buttati a testa bassa in avanti per cercare di recuperare il tempo perduto. Probabilmente il Pisa ci ha sottovalutato, loro erano convinti di poter risolvere a loro favore la partita in qualsiasi momento. D'altra parte, loro vogliono tornare immediatamente in serie A e hanno quindi l'intelaiatura giusta per raggiungere questo obiettivo, noi siamo dei neo promossi, magari troveremo delle difficoltà, per questo forse il Pisa ci ha sottovalutato. Invece, noi abbiamo dimostrato di poter combattere a testa alta contro qualsiasi avversario. Questi due punti sicuramente serviranno per il nostro morale. Il campionato cadetto è molto lungo, non bisogna mai distrarsi perché altrimenti ti trovi in fondo alla classifica e non sai nemmeno il perché”. Un altro protagonista della vittoria modenese, Sauro Frutti, romano di nascita, classe 1953, anche lui romagnolo seppure di adozione. Molti anni nel Rimini, poi nella Reggiana, un campionato di serie B vinto con la Cremonese, poi due anni con la maglia del Bologna, quindi a Modena dove è il bomber della squadra. Un pomeriggio fortunato anche per lui, perché Sauro ha segnato il secondo gol, quello che ha rappresentato per il Modena la sicurezza. Sentiamo: “Non dovevo scendere in campo, fisicamente non stavo bene, insomma non sono certamente al cento per cento della condizione. Poi, sono andato dentro, perché non volevo mancare alla prima di campionato. Magari nel primo tempo ho faticato un po', noi eravamo un po' contratti, sicuramente nervosi, la nostra squadra è molto giovane e i giovani probabilmente hanno pagato l'impatto con la serie cadetta. Ma piano piano, con il trascorrere dei minuti, siamo usciti, abbiamo messo da parte le nostre titubanze e nella ripresa siamo usciti di prepotenza perché già dopo quattro minuti vincevamo per 1-0. E addirittura, al 10° del secondo tempo, eravamo in vantaggio di 2-0. È stato bravissimo Longhi nel vedermi mentre scattavo e ad offrirmi un pallone delizioso. Non ho avuto difficoltà a battere Mannini”. — Sarai anche in serie B un goleador? “Io me lo auguro, per restare in serie B bisogna segnare molti gol, il mio mestiere è quello di farli. Certo sarà più difficile, la serie B non è la serie C. Tra i cadetti ci sono fior di difensori che ti marcano stretto, che non ti concedono nemmeno un metro di spazio. Noi dovremmo giocare in modo molto collettivo per cercare la via della rete attraverso delle azioni corali”. — Che campionato sarà per il Modena? “Io mi auguro tranquillo, chi ben comincia...”. — Ma questa vittoria può essere un caso? “Io non lo credo affatto, anche se onestamente debbo dire che il Pisa non mi ha fatto una grossissima impressione. Evidentemente la squadra è ancora sotto lo choc delle recenti disavventure, non è ancora riuscito a riadattarsi al clima che c'è in serie B. Ma sono sicuro che alla lunga questa squadra verrà fuori. Per quanto riguarda il Modena credo che faremo un campionato onorevole, l'importante sarà stare sempre tranquilli, senza illuderci che questa vittoria possa proiettarci verso alti traguardi. Il nostro obiettivo è la salvezza, credo di non dire nulla di strano. Siamo una neo promossa, quindi dobbiamo stare bene attenti tutte le domeniche”.

13 set 2011

13 settembre 1931, Roma - Modena 4-2

13 settembre 1931 Roma-Modena 4-2 Roma, Campo Testaccio, 13 settembre 1931

ROMA: Masetti; De Micheli, Bodini; Ferraris, Bernardini, D'Aquino; Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo, Chini.

MODENA: Policaro; Sabbadini, Aimi; Manzotti, Dugoni, Engel; Moretti, Lombatti, Subinaghi, Scaramelli, Piccaluga.

Arbitro: Rovida di Milano

Marcatori: Roma: Volk (10’), Lombardo(16’), Chini (43’), Costantino (57’).   Modena: Piccaluga (20’), Lombatti (26)

Divisione Nazionale A Dopo una strenua difeso i canarini cedono alla Roma per 4-2 La prima partita di Campionato ha mobilitato il «Modena.» per uno dei combattimenti più aspri e difficili, combattimento che la squadra canarina ha sostenuto con grande cuore, limitando l’inevitabile sconfitta ad uri punteggio più che onorevole e tale da confortare gli sportivi modenesi per quelle che saranno le sorti avvenire della squadra del loro cuore. Quando pi pensa che i giallo rossi sono scesi sul terreno nella stessa formazione che li ha portati, nell’ultimo campionato, a conseguire delle brillanti affermazioni, tali da porli fra le primissime squadre del calcio italiano, e che la sconfitta subita dal «Modena» fu allora ben superiore e più grave a quella odierna, bisogna trarne favorevoli auspici per il grado di forma e per l'intelaiatura della compagine di Dugoni, apparsa forte a sufficienza per continuare degnamente la tradizione sportiva canarina. Novanta minuti di gioco ardentissimi, combattuti di fronte a un pubblico, imponente ed entusiasta, hanno messo in evidenza non solo le doti individuali dei ventidue atleti in campo, ma 1’esatta efficienza e le possibilità di ogni reparto e di ogni linea di entrambe le squadre. Il «Modena» non ha accettato passiva mente la superiorità avversaria ma dopo aver subito il gioco predominante degli uomini di Ferraris partiti a grande andatura, tanto da segnare nei primi venti minuti due goals imparabili, riusciva a sua volta ad imporsi, ottenendo un clamoroso pareggio. Soltanto all’ultimo minuto del primo tempo i giallo rossi potevano ottenere, col terzo punto, il vantaggio che portavano a due goals nella ripresa. Verso la fine Scaramelli, in una delle tante azioni che i canarini animavano col loro encomiabile ardore, sparava una potentissima cannonata che il portiere romano. riusciva miracolosamente a deviare in corner. Gli attaccanti modenesi, mai domi e sempre animati da una passione e da uno zelo inesauribili, hanno dovuto cozzare contro una seconda linea che ha giganteggiato, contro tre atleti dal rendimento costante e dalla attività instancabile. Ferraris, Bernardini e D'Aquino sono stati i primi artefici dell'affermazione romana. Contro di loro i forwards canarini, hanno visto infrangersi più di una bella azione, hanno visto frustati gli sforzi generosi che con tanta tenacia hanno prodigato fino alla fine. Del «Modena» ha bene impressionato Policaro; che si è difeso ottimamente. Aimi ha sostenuto una bella partita e Dugoni, seppur spostato al centro, è stato il miglior uomo della seconda linea, apparsa forse la più debole della squadra. Engel, non ancora del tutto a posto, promette bene per l'avvenire, Scaramelli e Piccaluga sono stati fra i più precisi degli attaccanti, mentre Subinaghi e Lombatti non. hanno deluso.. Delia «Roma», Volk, Costantino, Lombardo, Chini e Bodini si sono imposti, nei rispettivi ruoli, all'attenzione del pubblico. I goal sono stati segnati al 10° da Volk, al 16° da Lombardo, al 20° da Piccaluga, al 26° da Lombatti, al 43° da Chini e al 12° della ripresa da Costantino. Ottimo l'arbitraggio  dell’ing. Rovida. Le squadre sono scese nella seguente formazione: «Roma»: Masetti; De Micheli, Bodini; Ferraris, Bernardini, D'Aquino; Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo, Chini. «Modena»: Policaro; Sabbadini, Aimi; Manzotti, Dugoni, Engel; Moretti, Lombatti, Subinaghi, Scaramelli, Piccaluga.

12 set 2011

12 settembre 1965, Modena - Palermo 2-1

12 settembre 1965 Modena 2 – Palermo 1
MODENA: Colombo; Cattani, Barucco; Aguzzoli, Borsari, Venturelli; Iseppi, Ferrari, Balsimeili, Merighi, Jaconissi. (All.: Neri). PALERMO: Ferretti; De Bellis, Giorgi; Costantini, Giubertoni, Moschen; Fogar, Tinazzi, Troia, Cipollato, Crippa. (All.: Facchini). Arbitro: Frullini di Firenze. Marcatori: I tempo: Troia all'11°, Costantini (autorete) al 40°, Balsimelli al 45°.

Ad un discreto primo tempo è seguita una ripresa scadente, che ha visto la stanca e poco convinta reazione palermitana. Giallo-blu da rivedere – La squadra di Neri è piaciuta nella mezzora finale del primo tempo – Nella ripresa ha subito la pressione rosa-nero denunciando grossi scompensi

NOSTRO SERVIZIO Modena, 12 settembre. Un bel Modena per mezz'ora, quella finale del primo tempo. Poi uno spettacolo da dimenticare, o quasi. Il problema, allora, è di tenuta? C'è da crederlo e, magari, da non allarmarsi (sempre che Neri trovi in tempo il rimedio giusto...). Il Modena partì abbastanza bene, l'anno scorso, trovando la condizione atletica per la strada, ma l'obbiettivo della promozione è stato clamorosamente fallito. L'avvio malsicuro di quest'anno (anche a causa della lunga ed inspiegabile catena di incidenti) potrebbe dunque essere addirittura di buon auspicio. Per chi non crede alla... cabala, è tuttavia augurabile che il Modena si irrobustisca alla svelta e trovi anche quell'intesa in prima linea che sinora gli è mancata, tranne l'estemporanea parentesi del derby di Coppa Italia con il Bologna. Contro il Palermo il Modena ha corso oggi il grosso rischio di restare sconfitto al suo debutto in campionato davanti al pubblico del Braglia. Un errore (il solito) di Colombo aveva pregiudicato il risultato sin dalle prime battute: corner di Fogar, uscita volante fuori tempo del portierone... moroteo (per via di quella ciocca bianca che gli imbrina i capelli) che stringe l'aria e capocciata in elevazione di Troia, che, con perfetta scelta di tempo, anticipa l'avversario girando la palla in rete. La reazione della squadra giallo-blu, tuttavia, è stata subito vivace ed efficace. Il Palermo, infatti, ha dovuto tirare i remi in barca e badare a difendere con i denti il vantaggio fortunoso. Il forcing del Modena, orchestrato a centrocampo da Merighi e sporadicamente da Venturelli, quasi sempre impegnato a controllare strettamente a uomo quel marpione di Tinazzi, ha tardato a dare i suoi frutti solamente a causa della mira imprecisa e dell'eccessiva precipitazione dei frombolieri. Al 40°, però, su un calcio di punizione dal limite dell'area accordato per un fallaccio su Venturelli, Merighi riusciva a infilare la barriera e la palla diabolica subiva una leggera deviazione sulle gambe di Costantini, che ingannava Ferretti. Cinque minuti dopo, invece, era Balsimelli che coglieva la vittoria sfruttando un passaggio laterale di Ferrari su calcio d'angolo di Iseppi. La pressione modenese aveva dato i suoi frutti. Il Modena, in poco più di mezz'ora, aveva capovolto una situazione che i più pessimisti tra il pubblico avevano giudicato irrimediabile, senza aspettare che la lenta macchina del Modena potesse mettersi in moto e carburarsi a dovere. In questa bella mezzora di gioco, la squadra di Neri ha offerto, a tratti, uno spettacolo piacevole. Sospinta a centrocampo da un Merighi stranamente sostanzioso e privo di fronzoli inutili, il terzetto dei frombolieri si è spinto più una volta pericolosamente verso la porta di Ferretti. Il giovane Iseppi, che sta compiendo notevoli progressi con gli stivali delle cento leghe, ha ancora bisogno di irrobustirsi, ma ha già acquistato quel po' di grinta che condizionava l'anno scorso le sue prestazioni. Balsimelli è anche lui in netto miglioramento: manovra piacevolmente con i compagni e cerca l'affondo con decisione, ma è ancora carente di una condizione atletica in grado di sostenerlo nel corso dei 90'. Iaconissi, tenace e puntiglioso in ogni duello con De Bellis, è stato forse il migliore della prima linea gialloblu; nel primo tempo, ha posto lo scompiglio nel settore destro della difesa isolana, fallendo il gol per una dannata paura di sbagliare che lo fa credere più... generoso con i compagni di linea di quanto sia in realtà. Di Merighi abbiamo già detto: l'argentino ha dovuto sgobbare da solo ed ha giocato solo mezzora; in quella mezzora, però (e non a caso), il Modena ha ottenuto prima il pareggio e poi la vittoria. A Merighi è mancato il sostanzioso apporto di un altro uomo a centrocampo, di quel Venturelli, che, a nostro avviso, è stato sprecato nella marcatura di Tinazzi, uomo pericoloso ma più che altro abile a menare inutilmente per il campo il suo avversario di turno. L'ex canarino, che può, che può vantare un'esperienza notevole di queste situazioni, ha capito subito che avrebbe dovuto stornare Venturelli dal centrocampo togliendo così a Merighi l'aiuto che avrebbe permesso all'argentino di giocare (al suo utile trotto) tutta le partita. Neri, che alla vigilia aveva annunciato la marcature di Tinazzi da parte di Ferrari, non ha intuito subito che avrebbe dovuto ritornare sui propri passi. Il giovane Ferrari, infatti, sprecato a francobollare un Cipollato, che se ne restava prudentemente da solo quasi sempre nella sua metà campo, avrebbe degnamente potuto prendere le veci di Venturelli. Tinazzi, che non è mai stato uomo-gol nonostante le cinque o sei reti dello scorso campionato, avrebbe cercato subito di levarsi delle costole il pivello ma avrebbe trovato pane per i suoi denti. Ferrari è un duro, di quelli che non scherzano: e a Tinazzi le pesanti... carezze dei difensori non sono mai piaciute. Con un semplice spostamento di pedine il Modena avrebbe, quindi, risolto i problemi del suo centrocampo. Venturelli, che avrebbe richiamato Cipollato ancora più indietro della sua posizione primitiva, avrebbe così potuto spingersi in avanti e funzionare da mezzala secondo lo schema originale studiato da Neri e poi, incomprensibilmente, mutato prima dell'incontro. È successo, infatti, che Ferrari ha dovuto adattarsi a funzionare anche da mediano d'appoggio, palesando (nella prima parte della gara) la sua idiosincrasia per la trama elaborata nella zona più cruciale del campo. Nella ripresa, invece, il suo apporto è stato determinante in quanto le sue brillanti doti di difensore sono egregiamente servite a non far affondare la traballante navicella giallo-blu, squassata dal forcing dei rosa-nero che volevano acciuffare di nuovo il pareggio a tutti i costi. Negli spogliatoi, dopo la partita, Neri ha difeso il suo operato con argomentazioni che non ci hanno convinto del tutto. Ferrari è stato utile perché il Modena ha dovuto difendersi alla disperata, ma se Venturelli avesse potuto dare il suo notevole apporto a Merighi, nel primo tempo, probabilmente il Modena sarebbe andato al riposo con ben altro vantaggio e non avrebbe avuto, quindi, nella ripresa, la necessità di salvare l'esiguo vantaggio con i denti. Ci sembra ovvio, del resto, che a rinunciare ad un uomo debba essere la squadra ospite e non quella che gioca sul terreno amico. Ebbene, il Modena ha giocato oggi praticamente con tre punte, Merighi a centrocampo, Venturelli su Tinazzi (e quindi inutilizzabile per la spola: l'ex giallo-blu, infatti, gli ha fatto fare la mille miglia alle sue costole...) ed una mediana di tre difensori. Una precauzione, questa, che Neri ha preso, forse, per cause di forza maggiore (l'assenza di Toro gli ha squinternato ogni piano), ma che non c'era bisogno di camuffare, dopo, affannandosi a dimostrare dialetticamente la validità di una tesi scaduta. Domenica, infatti, (almeno così ha annunciato Neri), Zani dovrebbe già essere in grado di riprendere il suo posto. Sarà interessante, allora, rivedere impegnata questa prima linea al completo di cinque elementi, tutti capaci di giocare la palla. La difesa merita una prova d'appello. Oggi, nella ripresa, era andata in barca col suo capitano. Tutto sommato, un Modena che merita ancora credito e che sarà piacevole veder all'opera quando anche Toro (ma quando?) potrà inserirsi nella manovra. Un Modena che dimostra di possedere potenzialmente una grossa carica esplosiva e che attende ancora l'uomo in grado di accendere le miccia. Forse il cileno? Sandro Bellei Un pizzico di fortuna - Come già domenica a Trani la squadra gialloblu è stata un po' aiutata dalla sorte – La cronaca raccontata.

NOSTRO SERVIZIO Modena, 12 settembre. Anche oggi il Modena, pur giocando una generosa partita, è stato salutato da un po' di fortuna. Il Palermo era riuscito ad andare, in vantaggio per primo, su di una papera di Colombo, uscito alla disperata su calcio d'angolo, e anche per merito di Troia che aveva anticipato tutti, mettendo nel sacco di precisione a porta vuota. Fortunatamente il “giovane” Modena ha saputo reagire immediatamente al gol di svantaggio e ha ingranato una marcia veloce diventando padrone della situazione. Non sono mancate, in questo periodo, le belle triangolazioni che hanno strappato gli applausi e i fischi rivolti agli ospiti che troppo spesso si aiutavano con le mani per trattenere gli scatenati gialloblu. Fra le tre punte, il più efficace ci è parso Jaconissi, che, nei confronti di De Bellis, ha quasi sempre avuto la meglio. I due gol, quello del pareggio e della vittoria, sono venuti nel giro di cinque minuti: al 40°, su calcio di punizione per un atterramento di Venturelli, era lo stesso mediano gialloblu che appoggiava a Merighi, il quale indirizzava a rete; Costantini, però, nel tentativo di allontanare la minaccia, deviava la traiettoria della palla che si insaccava alle spalle di Ferretti, completamente spiazzato. Pochi secondi prima dello scadere del tempo, su calcio d'angolo calciato da Jseppi, nasceva il secondo gol modenese: Giorgi riceveva dalla bandierina, ma rinviava corto; riprendeva Jseppi, che crossava al centro, dove era appostato Balsimelli. Il tiro del centravanti non era molto forte, però, Ferretti, coperto da un gran numero di uomini, non ha visto la palla che rasoterra si infilava alla sua destra e si gettava con troppo ritardo. Sarebbe bastato un piccolo errore dei padroni di casa per compromettere il risultato, ma fortunatamente, verso la fine, anche gli isolani hanno rallentato il ritmo e quando, al 43°, Fogar, indirizzando a rete, avrebbe potuto pareggiare l'incontro, l'incrocio dei pali si è sostituito a Colombo e in quell'attimo sono crollate le ultime speranze degli uomini di Facchini. Adler Ascari NEGLI SPOGLIATOI – Maino Neri soddisfatto del risultato NOSTRO SERVIZIO Modena. 12 settembre. Tinazzi e Ferretti, prima di lasciare il campo, salutano i vecchi amici. Entrambi hanno avuto una buona impressione del Modena. Dice Tinazzi: “Penso che non avremmo dovuto perdere questa partita, almeno un pareggio ce lo meritavamo. Il Modena mi è parso molto buono, soprattutto giovane e pieno di energie; Venturelli è un gran giocatore ed è stato l'iniziatore di tutte le manovre dei gialloblu”. Il presidente del Modena, cav. Marassi, dichiara: “Il primo tempo del Modena mi è assai piaciuto, un po' meno la ripresa. Da tenere presente, però, che di fronte avevamo degli avversari assai forti e decisi a tutto, pur di strappare almeno un pareggio. Comunque, vorrei che andasse sempre così. Il risultato, a mio avviso è giusto”. Maino Neri giustifica il calo del Modena nella ripresa identificandolo con un certo disordine riscontrato in difesa: “Non c'è stato calo di rendimento. Qualcuno ha forse accusato la fatica, ma non tutti, e per questo sarà mio compito, durante la settimana, sopperire alla lacuna. Ho preferito mettere Venturelli su Tinazzi per la sua maggiore esperienza. I numeri sulla maglia non hanno nessuna importanza e Ferrari aveva il suo da fare per tenere a freno Cipollato, che non è l'ultimo arrivato. Il compito di stare in avanti, oggi, lo aveva Merighi. Torna a tutto merito della squadra l'aver saputo reagire al gol di svantaggio. Per questo sono soddisfatto del risultato e della squadra; non è mancato nemmeno un buon football. Per quanto concerne il Palermo, posso dure che Troja è un uomo molto forte e non era facile controllarlo”. a. a.

11 set 2011

11 settembre 1977, Modena - Monza 1-0

11 settembre 1977

Alla prima occasione il Modena si scatena – Il Monza aveva preso alla leggera il suo primo impegno credendo di surclassare gli uomini di Pinardi – I gialloblu hanno sfoderato una grinta e un ritmo di gioco impensabili – Il gol lampo di Bellinazzi dopo un tiro dalla bandierina Primo tempo: 0-0. Secondo tempo: 1-0 (al 31° Bellinazzi).

MODENA: Grosso; Sanzone, Rimbano; Righi, Canestrari, Parlanti (dal 18° del p.t. Ferrante); Bonafè, Vivani, Bellinazzi, Zanon, Mariani. 12° Fantini, 14° Albanese: all. Pinardi. MONZA: Incontri; Vincenzi, Gamba; De Vecchi, Lanzi, Anquiletti; Cerilli (dal 32° del s.t. Sanseverino), Beruatto, Silva, Bracchi, Cantarutti. 12° Reali, 14° Scaini: all. Magni. Arbitro: Pieri di Genova. Note: terreno in buone condizioni, caldo afoso; spettatori: 8000 circa di cui 5995 paganti per un incasso di 18.155.000 lire; calci d'angolo: 8-2 per il Modena (primo tempo 1-0); ammoniti: Vincenzi, Mariani e Bellinazzi per gioco falloso; in uno scontro con Cantarutti Parlanti ha riportato la frattura del perone sinistro.

MODENA, 11 — C'era attesa per questo debutto e fame, soprattutto, di calcio vero, che quello (seppure ufficiale) di Coppa Italia pare a molti un tenue succedaneo. Da una parte si temeva che la burrasca della vigilia avesse depresso l’umore dei giallo-blu (qualcuno, malignando, aveva anche sparso la voce che Rimbano avesse, in vista della rottura con la società, staccato un biglietto per la Costa Smeralda per spendere in Sardegna gli ultimi spiccioli di una tardiva estate); dall'altra si paventava che il successo in Coppa avesse montato la testa ai brianzoli vogliosi di far vendette al Braglia. Vere solo in parte, le aspettative. I padroni di casa, infatti, hanno giocato alla brava, come se i problemi economici discussi sino in zona Cesarini non avessero scalfito la fiducia nella società. Gli uomini di Magni, che, oltre tutto, avrebbero voluto festeggiare il fresco “Seminatore d'oro” del loro trainer (il quale assurdamente è stato laureato pur non avendo mai ottenuto, per Coverciano, la licenza elementare...), hanno invece preso l'impegno abbastanza alla leggera, credendo di fare un boccone di questo Modena, che, forse, credevano a brandelli anche sul piano tecnico. Pinardi, ancora una volta, ha dimostrato di masticare calcio. Non ha perso la testa nemmeno quando la sfortuna si è rimessa a dare colpi di maglio alla squadra. Ha perso Parlanti, magnifico libero di complemento, e non ha stornato Rimbano, importante pedina nella zona più cruciale del campo. Bonafè si è improvvisato vice Parlanti (già vice Piaser) e ha assolto il compito con merito. L'incontro, per il resto, è stato un capolavoro tattico dei giallo-blu, che hanno dimostrato di essere sani professionisti, avendo voluto rispondere con una prova egregia ai timori — più che legittimi — del loro pubblico al quale, tuttavia, va dato atto di un encomiabile attaccamento ai colori sociali, avendo sottoscritto, proprio in questi ultimi giorni, abbonamenti come se niente fosse. Il Modena ha controllato bene l'incontro nella prima parte della gara, quando l'incidente a Parlanti (che ne avrà per circa due mesi) aveva rischiato di mettere in crisi tutto l'assetto. Superato lo choc, il Modena si è poi ripreso bene nella ripresa, e ha capito che la vittoria era a portata di mano. Le occasioni sono state numerose. Al 23°, comincia a scatenarsi “Baffo-gol”, che di testa sbaglia di poco la mira. Al 24°, Zanon ha la palla buona, ma purtroppo col destro non riesce a scavalcare il portiere. Al 30°, Incontri deve sfoggiare un gran volo per mettere in corner un tiraccio al volo di Bellinazzi. La segnatura è nell'aria. Un minuto dopo, infatti, Zanon da destra scodella un corner che il portiere monzese non trattiene in uscita bassa. Bellinazzi è pronto a girare a rete. Sembra tutto fatto, ma, al 38°, Grosso, ancora dolorante per l'incidente occorsogli contro la Roma, deve sfoderare un intervento da applauso per salvare il risultato su colpo di testa di Cantarutti (l'unica occasione per il Monza). Poi più niente sino alla fine, se non un applauditissimo pressing — con melina — del Modena, che saggiamente amministra i primi due utilissimi e importantissimi punti di un campionato che si spera ricco di soddisfazioni nonostante il tormentato avvio. Sandro Bellei Il Modena “caricato” dall'arroventata vigilia - I gialloblu, come se niente fosse...

MODENA, 11 – Non ci poteva essere esordio migliore, per il Modena. Peccato che la vittoria sia stata macchiata dal grave infortunio a Parlanti, altrimenti la soddisfazione sarebbe stata ancora più bella. Il Modena, che ad un certo punto più che una squadra sembrava un'infermeria, ha dimostrato sul campo il suo valore. Ridotto in condizioni di emergenza, per l'uscita di Parlanti, che aveva costretto Pinardi ad arretrare Bonafè nella posizione di libero, e per la forma incerta di Grosso, ancora sofferente per la contusione alle costole riportata contro la Roma, il Modena ha tirato fuori il carattere. Esattamente ciò che mancava al Monza. È sul piano della maggior grinta e della determinazione, che si spiega questa vittoria. Vittoria meritata proprio per questo, ma anche se si volesse tirare in ballo il discorso tecnico, le conclusioni sarebbero sempre le stesse. La squadra giallo-blu, dopo 40 giorni di “cura Pinardi”, sembra più bella di quella dello scorso anno. E, come si accennava, ha tecnica e classe da vendere, il suo limite, forse, sta nella mancanza di podismo, di ragguardevole spinte d'urto, ma a questa deficienza rimedia con la raffinata tecnica di quasi tutti gli uomini in campo. E diciamo questo dopo aver visto, per l'ennesima volta, quello che riescono a fare i nuovi acquisti, da Righi, a Bonafè, a Vivani: tutti, senza eccezione, sanno trattare la palla con eleganza. Magari di Righi già si sapeva e di Vivani si era intuito. Oggi, anche Bonafè ha fatto vedere di che pasta è fatto; per la verità, molti si sono frettolosamente rimangiati ciò che a mezza voce avevano detto in questi ultimi giorni. E proprio il centrocampo, così, ad occhio e croce, sembra poter diventare il “piatto forte” di questo Modena. Un centrocampo così lo possono invidiare molte squadre di serie B: mettete insieme Zanon, Bonafè, Righi e Vivani, aggiungete Rimbano, poi controllate il prodotto. Zanon addirittura, oggi ha stupito un po' tutti: lo si credeva fuori condizione, a corto di fiato e con le idee non chiare. Lo si è visto, invece, crescere alla distanza, con progressione incredibile, dal suo piede sono partite le più belle palle gol di tutta la partita. Proprio lui ha offerto a Bellinazzi, su un piatto d'argento, l'occasione di segnare uno dei più bei gol della sua vita. Perché Bellinazzi ci teneva, oggi a fare bella figura. Tutta la squadra come si diceva, ha girato e ciò che più ha sorpreso è stato l'impegno. Nonostante avessero concordato i premi di ingaggio solo da poche ore, al termine di una settimana che aveva comportato uno stress notevole, Zanon e compagni sono sembrati caricati a mille, decisi a vincere o quantomeno a non perdere. Una prova in più di quanto questi ragazzi siano responsabili e con la testa sulle spalle e non lo diciamo solo perché qualche dirigente ci ha gentilmente invitato a farlo, al termine della partita. Lo abbiamo sempre pensato e scritto, basta rileggere i nostri pezzi di questi giorni. Tornando alla partita, lasciando perdere le polemiche (avremo occasione di riparlarne, comunque) il Modena, per quello che ha fatto vedere oggi può solo crescere e far meglio. Quando, col tempo, si sarà stabilito, in seno alla squadra, un legame più forte, tra vecchi e nuovi; quando, soprattutto Pinardi potrà disporre di Piaser riportando così chiarezza e ordine, sicuramente il Modena potrà far molto di più. Poi, qualcuno, non è ancora arrivato al massimo della condizione. È un di scorso, questo, che riguarda tutti i settori dall'attacco, al centrocampo, alla difesa. C'è ad esempio, un Canestrari, ancora al di sotto di un livello accettabile. Lo stopper giallo-blu verrà fuori col tempo, non è un problema, questo. Come non è un problema il fatto che, a centrocampo, Vivani non rende ancora per quanto gli è richiesto. Ci vuol tempo, anche per lui. Purtroppo il grave infortunio di Parlanti (frattura al perone sinistro: due mesi almeno, tra ingessatura e convalescenza) rischia di mandare a carte quarantotto il programma dell'allenatore. Ora, il rientro di Piaser diventa una necessità improrogabile, ma anche con Piaser, Pinardi non avrà risolto tutti i suoi problemi: terzino, infatti, chi giocherà? L'assenza di un difensore, lamentata, con significati profetici, da Pinardi durante il precampionato, si rifà sentire. Ecco un utile tema di riflessione per i dirigenti, ma per adesso, gustiamoci questa vittoria, in attesa di riprendere il discorso. Marino Bocchi Negli spogliatoi l'incidente a Parlanti spegne la gioia dei giallo-blu – Pinardi: “Una bella prova di carattere”

MODENA, 11 — Negli spogliatoi del Modena la gioia è molto offuscata dal grave infortunio occorso a Parlanti nello scontro fortuito con Cantarutti. Pinardi si fa subito portavoce dello stato d' animo di tutti. “Sono molto soddisfatto per i primi due punti ottenuti in questo campionato e più ancora per la prova di carattere fornita dai ragazzi. Hanno dovuto superare lo shock provocato dall'infortunio a Parlanti; un infortunio che ci darà ancora preoccupazioni e problemi. Era stato tutto complesso nel corso della settimana; poi c' erano dubbi sulla presenza del bravissimo Grosso. Infine, la squadra aveva cominciato a condurre egregiamente la partita, con la difesa ben registrata attorno a Parlanti, quando è venuto l'incidente che ha sconvolto tutto. Un'altra squadra si sarebbe disunita; il Modena ha invece reagito con forza morale e se avesse segnato un altro goal nessuno avrebbe avuto da ridire”. Interpellato sul rendimento dei singoli atleti, Pinardi ha accomunato tutti in un elogio, sottolineando il coraggio di Grosso sceso in campo benché sofferente; le prove di Sanzone e Canestrari che, alla lunga, sono riusciti a bloccare due elementi pericolosi; l'intelligenza di Bonafè improvvisatosi un libero efficace; la saggezza e l'esperienza di Rimbano, che ha controllato e vanificato Cerilli senza privare il centrocampo modenese d'appoggio; l'oscuro e prezioso lavoro di Vivani. Tutti si sono mossi con determinazione ed abilità: una vittoria — dice Pinardi — “ottenuta con il cervello”. Abbiamo chiesto a Pinardi come potrà affrontare i problemi che ora si determinano per la difesa in seguito all'infortunio che terrà Parlanti lontano dai campi di gioco per circa tre mesi. “È davvero una brutta e dolorosa tegola che ci e piovuta addosso — afferma Pinardi — Purtroppo ho un numero limitato di atleti a disposizione e non so ancora come potrò rimediare. La partita di oggi ha già fornito qualche indicazione, ma le decisioni andranno meglio valutate e ponderate. Intanto abbiamo superato questa difficile partita contro un avversario molto valido e difficile. Il resto lo valuteremo poi”. Da parte monzese non si serba più memoria della drammatica conclusione dello scorso compiono. Magni accetta di parlare di buon grado con i giornalisti che si complimentano per il “Seminatore d'oro”: il prestigioso premio che gli è stato assegnato: “Sarebbe stato forse meglio che non m'avessero dato il premio — sbotta il tecnico monzese — Dicono che porti una jella tremenda”. Magni spiega, però, di non alludere alla partita con il Modena, la vittoria del quale appare incontestabile. “Il Modena ha meritato di vincere in campo, però si leggevano tutti i timori che si nutrivano, al suo interno, prima della partita. Io poi, non credo alla rassegnazione da parte di professionisti validi ed esperti. Devo dire che il Monza ha giocato con troppa sufficienza e che sarà punito ancora se non troverà la forza di stringere i denti, impegnarsi di più, fidandosi solo del centrocampo. L'aiuto di Cerilli è stato pochino, mentre Bellinazzi ha potuto fare il buono ed il cattivo tempo”. Magni ha elogiato, peraltro, Cantarutti, apparso il più pericoloso degli attaccanti in maglia rossa ed ha sottolineato la sua favorevole impressione nei riguardi del Modena. “Meglio avere perso adesso che poi. Il tempo per dare più carica alla mia squadra non manca”. Il presidente del Monza, dott. Cappelletti, sorride e sembra liberato da un incubo. Egli conclude i commenti: “Ci siamo finalmente tolti questo Modena dagli incontri in trasferta. Adesso tutto il campionato appare più facile, almeno sotto il profilo psicologico. Non dovremo più avere timori fino all'ultima giornata, come accadde nello scorso campionato”. Nazario Boschini

10 settembre 2001, Modena - Napoli 4-1

10 settembre 2001
MODENA TRAVOLGE IL NAPOLI (4-1 ) E SCATTA SOLO AL COMANDO – Modena da impazzire Una serata indimenticabile per il Modena. Ieri sera davanti ad oltre 14 mila spettatori i canarini di De Biasi hanno travolto 4-1 il Napoli. Un risultato che permette al Modena di restare solo in testa alla classifica a punteggio pieno dopo tre giornate. Pubblico impazzito di gioia per la doppietta di Fabbrìni e i gol di Fantini e Grieco, ma anche per la prestazione offerta dalla squadra. E intanto proseguono le polemiche degli operatori commerciali sulle misure di sicurezza intorno allo stadio.
I CANARINI TRAVOLGONO IL NAPOLI E SCATTANO DA SOLI AL PRIMO POSTO – Modena, tu sì 'na cosa grande – Fabbrini travolgente con una doppietta e un assist, in gol anche Fantini e Grieco 4-1 MODENA (3-4-1-2): Ballotta; Mayer, Cevoli, Quaglia; Ponzo, Milanetto, Grieco, Balestri; Pasino (dal 42° st Orfei); Fabbrini (dal 15° st Tarana), Fantini (dal 28° st Rabito). In panchina: Zancopè. Ferrari, Mauri, Scoponi. All. De Biasi. NAPOLI (3-5-2): Mancini; Bonomi (dal 15° st Montezine), Troise, Villa; Saber (dal 12° st Baccin), Magoni (dal 1° st Floro Flores), Jankulovski, Husain, Bocchetti; Sesa, Rastelli. In panchina: Roccati, Luppi, Bigica, Caruso. All. De Canio. Arbitro: Collina di Viareggio (Gemignani e Lion). Marcatori: Fabbrini (M) al 25° pt, Rastelli (N) al 35° pt, Fabbrini (M) al 38° pt, Fantini (M) all'8° st. Grieco (M) al 41° st. Note – Spettatori: 14 mila circa (10254 paganti incasso 292.155.000, più 3050 abbinati, quota 77.907.000). Ammoniti: Troise, Magoni, Fabbrini, Husain, Cevoli. Angoli: 6-3.
 di Paolo Reggianini
Diteci che è tutto vero, diteci che non stiamo vivendo un sogno. Il Modena demolisce il Napoli con una gara praticamente perfetta e scatta da solo al primo posto della classifica. Roba da non credere. Come è da non credere la prestazione dei gialli, capaci di umiliare un avversario costretto ad abbassare gli occhi davanti a tanta esuberanza. Il Modena ha il diavolo in corpo e parte a mille. Fantini porta i primi pericoli alla difesa nel Napoli già nei primi minuti. Nel primo quarto d'ora di gioco si contano quattro angoli per i canarini, a conferma di una supremazia territoriale indiscutibile. Il ritmo imposto dai ragazzi di De Biasi sembra quasi insostenibile dai bianco-azzurri che si limitano a subire una manovra tambureggiante. Il pressing a tutto campo operato dal Modena chiude in gabbia un Napoli sorpreso da tanta forza. La partita si accende a metà tempo e il gol di Fabbrini non fa altro che rispecchiare l'andamento della gara. Al 25°, micidiale contropiede del Modena che sfrutta la superiorità numerica. Pasino apre per Fantini, che calcia a colpo sicuro, Mancini respinge. Ancora Fantini, il palo devia il suo tiro. La palla resta in area e di rapina Fabbrini corregge in rete. Il Braglia esplode. Il Modena prende fiato, ma continua a tenere il pallino del gioco. Al 35°, però, arriva il pareggio nell'unica sbavatura della difesa gialloblu. Rastelli raccoglie al limite e fredda Ballotta con un diagonale. Come se nulla fosse accaduto, i canarini si rimboccano le maniche e ribaltano subito la situazione. Ponzo se ne va sulla destra e inventa un cross di incredibile precisione. Fabbrini va in cielo e di testa supera l'incredulo Mancini. La gente impazzisce di gioia anche se lo show è solo all'inizio. Passano due minuti e c'è l'ennesima occasione. È Pasino che sale in cattedra. Il fantasista riceve qualche metro fuori dall'area e fa partire un bolide a mezza altezza, Mancini si supera e riesce a malapena a deviare sul palo. Fantini è in agguato, calcia a colpo sicuro, ma al momento di esultare, il numero uno del Napoli con la punta delle dita salva sulla linea. Si va all'intervallo con un dubbio: il Modena riuscirà a tenere per altri 45 minuti un ritmo del genere? La risposta arriva al pronti-via. Dopo l'ammonizione per simulazione a Fabbrini, Fantini, già al 2°, ci prova al volo ma non è preciso. Replica il Napoli con Jankulosvki e questa volta Ballotta è decisivo. Il terzo gol è nell'aria e i canarini non si fanno pregare. È Fabbrini, autentico trascinatore e protagonista della sua migliore prestazione in gialloblu, che schizza via sulla fascia destra con una progressione impressionante. Il suo assist è un capolavoro di precisione per la testa di Fantini. 3-1 e il Napoli è in ginocchio. De Biasi prende qualche precauzione e toglie Fabbrini, salutato da un'autentica ovazione. Entra Tarana e Pasino va a fare la seconda punta. Il poker quasi allo scadere. Grieco, su punizione, aggiusta la mira e infila il pallone nel sette. 4-1 e tutti a casa.
Le pagelle di Davide Setti – Fabbrini e Fantini, che grande coppia – Pasino incanta con dribbling e assist BALLOTTA 6,5. Sesa lo sorprende sul gol. Tira fuori gli artigli sulla bomba di Jankulovski. MAYER 7,5. Ha nel cuore il Dna del capitano quando si prende a cuore l'esperienza di un Rastelli che fa male da fuori ma si nasconde per tutto il resto della partita. CEVOLI 7,5. Quando lo vedi dribblare Saber sull'out d'attacco, capisci che il centrale ha la sicurezza che risplende negli occhi di questo Modena. QUAGLIA 7,5. Il fantasma di Sesa finisce presto nel libro degli orrori di una gara che il mastino bergamasco interpreta alla sua maniera: anticipo e nessuna pietà. Si concede anche una cavalcata alla Maldini. PONZO 7,5. Dal suo destro nasce la pennellata che Fabbrini toglie dal cielo e trasforma in gol, rimandando il Napoli nell'inferno della rincorsa. MILANETTO 8,5. Il Cannibale si mangia il nazionale Husain costringendolo a rimanere sui suoi passi. Imponente quando ruba palla e fa ripartire la squadra, lasciando la squadra di De Canio in perenne inferiorità sui cambi di ritmo. GRIECO 8,5. È il faro che splende a pieno voltaggio sulla testa del Napoli, accecando ogni intenzione offensiva di Magoni e compagni. È il punto di partenza di tutti i giochi verticali. Nel finale regala anche la sua perla su punizione, sverniciando il sette di Mancini. BALESTRI 8,5. Quando corre fianco a fianco di Saber sembra di vedere una Ferrari e uno scooter. Il napoletano non lo vede nemmeno quando le squadre sfilano per il fischio d'inizio. PASINO 9. Un mancino con quel numero sulle spalle il Napoli lo aveva qualche stagione fa... Anche senza scomodare paragoni da brivido, 'Rubinho' fa impressione. Quando sul finire del primo tempo raccoglie dal limite e fa esplodere il sinistro sul palo qualcuno ha già gridato al gol. Inventa il 3-1 innescando un contropiede al tritolo. FABBRINI 10. Così non si gioca nemmeno in Paradiso. La racconterà ai suoi nipotini questa gara: scaraventa in rete la palla dell'1-0, dopo l'azione di Fantini; buca la sfera d'ozono quando sale di testa per inzuccare in gol il cross di Ponzo; poi chiude la sua notte da Oscar servendo sul piatto di Fantini la palla del 3-1. Assolutamente strepitoso. FANTINI 8,5. Anche da lassù si ricordano che merita il suo primo sacrosanto gol in campionato. Il palo glielo nega due volte, poi ci pensa il gemello Fabbrini ad incoronarlo. Quando parte in progressione il Napoli si sgretola come un sacchetto di Swarowski.
IL TECNICO BIANCAZZURRO ELOGIA LA SQUADRA GIALLOBLU: “È STATA PERFETTA” – De Canio: “Se il Modena continua così va in A” “La sconfitta del Napoli è netta, c'è poco da dire. Il Modena? Se continua così va tranquillamente in serie A”. Non ha mezzi termini il tecnico biancazzurro Gigi De Canio. Del resto dopo aver subito un 4-1 non c'è grande spazio per le recriminazioni. “Noi abbiamo giocato una pessima gara — ha aggiunto De Canio — ma i gialloblu sono stati perfetti. Da parte nostra non ho problemi ad ammettere che la colpa principale è stata mia: ho portato la squadra troppo stanca a questo appuntamento, forse dovevo alleggerire i carichi di lavoro in settimana. Dal punto di vista tattico ho da rimproverare ai miei solo una cosa: sapevamo che il Modena è una squadra veloce, dovevamo stare più attenti sulle ripartenze. Invece abbiamo subito il primo gol addirittura in contropiede giocando fuori casa. Non doveva succedere”.
Roberto Grimaldi
DE BIASI RAGGIANTE: “ABBIAMO RISCHIATO SOLO PER TROPPO ENTUSIASMO” – “Volevamo questa vittoria” di Doriano Rabotti Gli sfugge solo in zona Cesarini la parola salvezza, stavolta. Gianni De Biasi non esagera, non si scompone, ma almeno dopo un'impresa così ci risparmia la filastrocca sui tre punti in meno verso la permanenza in B. “Abbiamo fatto un'ottima partita, contro un avversario che ci ha stimolato oltre ogni misura. Siamo riusciti a giocare in velocità con triangolazioni rapide — spiega il tecnico gialloblu — e ad attaccare gli spazi che loro ci hanno lasciato”. Anche se il gol del pareggio qualche brivido lungo la schiena l'ha procurato. Ma è stato fondamentale segnare subito di nuovo: “Sicuramente è stato un momento decisivo, quello del nostro secondo gol. Avevamo subito il pareggio in modo ingenuo e per troppa generosità, stavamo continuando ad attaccare invece che chiuderci un po' di più. L'entusiasmo a volte ci porta a voler strafare. La rete ci ha permesso di ritrovare subito il morale; poi, nell'intervallo, ho dato alcuni suggerimenti tattici e i ragazzi hanno rispettato le consegne”. Qualcuno azzarda un paragone al Chievo capolista in serie A: “I colori sono gli stessi in effetti. Scherzi a parte, l'entusiasmo fa sicuramente bene, ma dobbiamo essere anche bravi a riportare le cose ai loro giusti valori”. Come quello immenso degli attaccanti, bravissimi a sacrificarsi per tutta la gara: “Fantini e Fabbrini sono giocatori poco reclamizzati, ma sono giovani e per la prima volta hanno incarichi di una certa responsabilità. Sta a loro rispondere bene, finora lo stanno facendo e hanno le qualità per continuare”. Le ha anche Pasino, che è una sorpresa solo per i giornalisti napoletani piovuti dalla serie A: “Abbiamo rischiato un po' sul piano tattico nel primo tempo, ma volevamo provare a vincere questa partita — dice il mister — con Pasino alle spalle del loro centrocampo siamo riusciti a metterli in difficoltà”. E poi c'è la grande prestazione sul piano fisico: “Il fresco ci ha aiutato, però abbiamo giocato bene anche quando c'era caldo”. Sì, ma stavolta c'era il Napoli di fronte, una delle presunte favorite: “Ma erano senza Stellone, il loro giocatore più importante”. Intanto il suo rivale di turno De Canio ha detto che, se continua così, il Modena andrà in serie A: “La cosa mi lascia del tutto indifferente perché il nostro obiettivo è la salvezza”, dice prima di salutare. Vabbé, gli sarà scappato.
NOTTE MAGICA – Presto faremo compagnia alla Juventus... di LeoTurrini Quando l'immaginazione va al potere, accadono cose memorabili. Come ieri sera al Braglia, dove il Modena ha rifilato quattro gol (a uno) al Napoli. E più ancora del risultato, vale la sensazione di aver assistito a un evento persino storico. Perché la grande notte gialla non è stata solo una partita: finalmente, invece, sì è saldata una frattura generazionale. Tra i nonni e i genitori che hanno vissuto il Modena di serie A e i figli e i nipoti, che solo ora capiscono cosa sia stato loro negato per alcuni decenni. Io non so se la squadra di De Biasi sia consapevole di quanto sta combinando, se il gruppo sia conscio di aver intrapreso una missione che va oltre la dimensione del rettangolo verde: ma al limite questo non è importante, perché sono le emozioni collettive a trasformare una goleada in una travolgente mozione degli affetti. E insomma ieri notte c'erano i caroselli d'auto per le città e allora anche chi, come l'autore di queste righe sciagurate, disertava lo stadio da quattordici anni, beh, anche un osservatore distratto non può non provare quel pizzico di sano, onesto, meglio ancora, modenese magone. Dare quattro gol al Napoli non significa soltanto essere primi in classifica in serie B, in beata solitudine. E non significa semplicemente aver portato a trentasette (34 di C1 più le tre tra i cadetti) i lunedì al comando di una classifica, impresa questa che (mi sono informato...) sfuggì persino al mitico Real Madrid di Puskas e Kopa. Nossignore: la magica notte gialla restituisce a tutti una certezza. Modena è una città che finisce per A: dopo di che, siete liberi di valutare tale bella scoperta alla stregua di una conseguenza da ubriacatura di lambrusco, ma ci siamo capiti. E ci capiremo meglio, suppongo, se questa squadra da primato dovesse continuare ad esprimersi su così sontuosi livelli. Mi dispiace per chi non c'era, perché non sa cosa si è perso. Il Napoli vive sempre nel ricordo di Maradona, ma il Modena Pasino ce l'ha sul serio: guardate che ieri sera il giallo canarino faceva molto Brazil, ma il Brasile di una volta, spettacolare e delizioso, non quello moderno. Certo, un po' dispiace per gli amici pizzaioli, per il loro dolore: se ne faranno una ragione i tanti napoletani che vivono dalle nostre parti. Non è colpa loro se hanno una squadra ridotta tanto male: sebbene sia doveroso aggiungere che il Modena della notte magica avrebbe presumibilmente bastonato chiunque e comunque. Prima di dimenticare ciò che non potremo dimenticare, solo una cosa: fra qualche mese sarà dura per la Juventus, per l'Inter e per il Milan. Perché Modena finisce per A.
FANTINI LO RINGRAZIA PER IL GOL, MA L'EROE DELLA SERATA È FABBRINI – “Una serata indimenticabile” di Davide Setti Quando Legrottaglie gli si avvicina, Vito Grieco sorride. “Quel tuo gol mi ha rovinato il 3-1 che avevo pronosticato”, gli avrà detto sorridendo l'ex centrale gialloblu. Nessuno mai saprà però la verità, perché l'antidoping non concede ai cronisti uno dei grandi protagonisti della serata del Braglia. In compenso i flash e i microfoni sono tutti per Andrea Fabbrini, alla sua prima doppietta in serie B. “È stata una serata indimenticabile, perché fare due gol al Napoli non capita tutti i giorni. Poi ci ha permesso di vincere e di mettere in cassaforte altri tre punti. Per ora pensiamo solo a questo, a fare fieno, senza guardare la classifica, perché l'unico obiettivo fino ai 45 punti resta la salvezza. Abbiamo giocato alla grande, sfruttando gli enormi spazi che il Napoli ci ha lasciato specie nella ripresa. I miei gol? Sicuramente il secondo è stato il più importante, perché ha annullato il loro pareggio”. La stessa gioia si legge anche negli occhi di Enrico Fantini, che il gol lo ha cercato con insistenza dal primo minuto. “Calma, non parliamo di serie A — anticipa i cronisti — anche se questo Modena sta facendo cose egregie. Col Napoli non c'è mai stata storia. In avanti abbiamo cercato di fare molto movimento perché sapevamo che era l'unico modo per sorprenderli. Sono poi molto felice per il mio gol perché ormai, dopo i pali del primo tempo ormai non ci speravo più. devo ringraziare Andrea per quella palla”. Il pensiero di Omar Milanetto è per il pubblico. “Ci tenevamo a fare un grande regalo ai nostri tifosi in una serata del genere. Abbiamo reagito da grande squadra al loro pareggio, che in pratica è stato l'unico tiro verso il nostro specchio. Sono davvero felice”. Non crede ai propri occhi nemmeno Rubens Pasino. “È un effetto bellissimo, quasi non ci crediamo ancora. Eppure stiamo prendendo coscienza delle nostre forze e quando giochiamo così tutto riesce davvero con estrema facilità. Ora però dobbiamo già pensare a Terni, perché è la gara più dura di questo nostro avvio”. Il Modena ha stregato anche un ospite d'eccezione, l'ex canarino e già tecnico di Cagliari, Venezia e Treviso, Gianfranco Bellotto. “Non avevo mai visto la squadra di De Biasi ma vi giuro che non mi ero mai divertito così. Giocano a memoria, ad una velocità folle e poi l'organizzazione è da serie A. Credo che farà strada”.