24 mar 2014

Modena-Bologna 5-1 (3-1), Mantova, Campo del Te, 25 marzo 1917

Nel marzo 1917 l’Italia intera si apprestava a chiudere il suo secondo anno di guerra; lo zar di Russia aveva abdicato il 15 marzo e lo stato maggiore temeva un’attacco austriaco ma non interruppe la preparazione delle truppe per quelle che sarebbero risultate le due sanguinose e vincenti offensive dell’estate sull’Isonzo. Il campionato era sospeso dal maggio del 1915 e per la stagione 1916-17 la Figc aveva messo in piedi solo delle “coppette” regionali aperte a tutte le squadre affiliate. Al termine del girone il Modena e il Bologna terminarono, a pari punti, al primo posto della classifica della Coppa Emilia rendendo necessario uno spareggio sul campo di Mantova che fu fissato dal Comitato Regionale Emilia Romagna della Federazione per il 25 marzo.


Dirigenti rossoblu: il Presidente del Bologna Minelli con il nano portafortuna.
Dirigenti rossoblu: il Presidente del Bologna Minelli con il nano portafortuna.

Quel giorno si compì, e fu un successo, l’ultimo atto del Modena dei pionieri. Con una squadra in cui convivevano pionieri autoctoni come Secchi e Borgetti, giovani speranze cittadine come Benassati e Barbieri, e campioni della Pro Vercelli come Ara, Leone e Gay, militari in reparti stanziati a Modena, i canarini sconfissero il Bologna, segnando definitivamente un’epoca del calcio geminiano. L’epoca del pericolo giallo e del campionissimo Fresia.
Dopo un avvio vivacissimo dei bolognesi, passati in vantaggio con Pifferi i canarini cominciarono a prendere il sopravvento e ad impegnare minacciosamente la difesa avversaria, costretta a concedere un calcio di rigore al 28’. Portatosi sul dischetto, Fresia sparò in pieno su Gianese ma trovò lo spunto per ribattere in rete sulla respinta. Insistendo all’attacco i canarini conquistarono un duplice vantaggio sul finire del tempo con Albertoni prima su passaggio filtrante di Perin, poi in mischia.
Forlivesi alle prese con due bolognesi
Forlivesi alle prese con due bolognesi

Colpo di testa del rossoblu Pifferi. Nella foto riconoscibili Fresia, Albertoni e Perin
Colpo di testa del rossoblu Pifferi. Nella foto riconoscibili Fresia, Albertoni e Perin

 Nella ripresa, contro vento e contro sole, salì in cattedra Fresia che giocò la più grande partita della sua carriera: schierato come centromediano si sdoppiò, pronto alla difesa e pronto a sostenere e a servire gli attaccanti; con scatti felini, riuscì a mantenere sempre il gioco in area bolognese, dando modo ad Albertoni di segnare il quarto goal su cross di Forlivesi e a Leone il quinto dopo uno scambio con Perin.

L’undici che sul neutro di Mantova si aggiudicò la Coppa Emilia suonandole al Bologna. Da sin.: Borgetti, Perin, Secchi, Fresia, Albertoni, Barbieri, Leone, Gay, Benassati, Forlivesi, Ara. (Archivio Simonini)
L’undici che sul neutro di Mantova si aggiudicò la Coppa Emilia suonandole al Bologna. Da sin.: Borgetti, Perin, Secchi, Fresia, Albertoni, Barbieri, Leone, Gay, Benassati, Forlivesi, Ara. (Archivio Simonini)


Modena-Bologna 5-1 (3-1), Mantova, Campo del Te, 25 marzo 1917
MODENA: Borgetti; Benassati, Secchi; Ara, Fresia, Leone; Barbieri, Albertoni, Gay, Perin, Forlivesi.
BOLOGNA: Santoni; Vicini, Miani; Ghiselli, Badini I, Sala; Alberti, Pifferi, Badini II, M.Della Valle, G. Della Valle.
Arbitro: Gama A. di Milano
Marcatori:
Modena: Fresia (37’), Albertoni (40’, 43’, 85’), Leone (86’).
Bologna: Badini I (5’)
Note: spareggio valido per l’assegnazione della Coppa Emilia, giocato sul neutro di Mantova.
Liberamente tratto da Modena Football Club 1912-2012, a cura di Filippo De Rienzo, Gilberto Guerra, Alessandro Simonini, Modena, Artioli, 2012.

INCROCI PERICOLOSI – Reggina-Modena

INCROCI PERICOLOSI – Reggina-Modena
La gara di scena al Granillo martedì 25 marzo è la diciottesima (6v-5n-6p; 15f-20s) edizione di uno scontro che ha visto spesso di fronte canarini e reggini.
Il primo scontro tra le due compagini si è tenuto quasi cinquant’anni fa, il 29 maggio 1966, gara conclusasi con la vittoria del Modena per 1-0 con rete all’inizio della gara di Damiano.
Ecco il tabellino della gara:
XXXV. Reggina-Modena 0-1 (0-1), Reggio Calabria, Stadio Comunale, 29 maggio 1966

REGGINA: Persico; Lancini, Barbetta; Baldini, Tommasin, Mupo; Alaimo, Ferrario, Santonico, Camozzi, Rigotto. All.: Maestrelli.

MODENA: Colombo; Barucco, Cattani; Aguzzoli, Borsari, Chirico; Damiano, Merighi I, Conti, Toro, De Robertis. All.: Remondini. A disp.: Adani.

Arbitro: Pieroni di Roma.
Marcatori:Modena: Damiano (7’)
Venticinque anni dopo, un Modena lanciato verso la salvezza dopo un inizio di campionato molto problematico si recò in riva allo Stretto per giocarsi la partita del campionato contro gli amaranto. Dopo una partita tirata una rete di Sacchetti nella ripresa decise la gara che schiuse praticamente la porta della salvezza per la truppa di Ulivieri.

XXXVI. Reggina-Modena 0-1 (0-0), Reggio Calabria, Stadio Comunale, 2 giugno 1991

REGGINA: Rosin; Bagnato, Gnoffo; Scienza, Bernazzani,Fimognari; Simonini, Tedesco (62’ Carbone), La Rosa, Poli, Soncin (62’ Campolo). All.: Cerantola. A disp.: Torresin, Maranzano, Granzotto.

MODENA: Antonioli; Moz, Marsan; Bosi, Chiti. Cuicchi; Nitti, Bergamo, Sacchetti P. (68’ De Rosa), Cappellacci, Brogi (83’ Zanone). All.: Ulivieri. A disp.: Meani, Malagoli, Dionigi.

Arbitro: Stafoggia di Pesaro.
Marcatori: Modena: Sacchetti P. (61’).
Note: terreno scivoloso con la pioggia caduta prima e durante l’incontro. Spettatori: 4000 circa di cui 2098 paganti per un incasso di 42.737.000 più quota abbonati di 40.000.000 (1516). Ammoniti: Gnoffo, Marsan. Angoli: 7-1 (4-1). Al 55’ Antonioli para un rigore a Fimognari.

Nella stagione 2001-02, Modena e Reggina si trovarono di nuovo al Granillo a giocarsi una partita il cui esito favorevole avrebbe potuto schiudere ufficiosamente le porte alla Serie A alla vincente. Il Modena, dopo una gara gagliarda, riuscì a portare a casa l’intera posta con un rigore siglato da Milanetto. In questo modo  i canarini si videro la strada spianata per una promozione che sarebbe stata raggiunta tre turni dopo a Marassi contro il Genoa.

XXXII. Reggina-Modena 0-1 (0-0), Reggio Calabria, Stadio Oreste Granillo, 19 aprile 2002

REGGINA: Belardi; Jiranek (64’ Baldini), Vargas, Franceschini; La Canna (65’ Casale), Mamede, Veron, Mozart, Vicari; Bogdani, Savoldi (72’ Dionigi). All.: Colomba. A disp.: Franzone, Zoppetti, Macrì, Alvarez.

MODENA: Ballotta; Mayer, Cevoli, Ungari; Ponzo (72’ Mauri), Scoponi, Milanetto, Domizzi, Balestri; Fabbrini (79’ Rabito), Ferrari (64’ Fantini). All.: De Biasi. A disp.: Zàncopè, Zironelli, Grieco, Rabito.

Arbitro: Rosetti di Torino.
Marcatori: Modena: Milanetto (rig. 88’).
Note: spettatori 19 mila circa (5775 paganti più 12.853 abbonati) per un incasso totale di 172.860 euro. Ammoniti: Milanetto, Casale, Dionigi. Angoli: 6-2.

INCROCI PERICOLOSI – Gli ex
Quarantasei sono gli ex che hanno “vestito” entrambe le maglie come giocatori e come allenatori. Tra gli allenatori va ricordato Franco Colomba, che ha vestito in due periodi diversi la maglia canarina e che ha cominciato l’attività di allenatore nel Modena della gestione Farina, per poi cogliere importanti risultati proprio in riva allo Stretto.
PORTIERI (2): Santino Ciceri, Vincenzo Tortora.

DIFENSORI (11): Iacopo Balestri, Luciano Bellaspica, Roberto Cevoli, Antonio Giosa, Dino Landini, Vincenzo Montalbano, Giovanni Francesco Pozza, Corrado Tamietti, Stefano Torrisi, Maurizio Vincioni, Marco Zamboni.

CENTROCAMPISTI (19): Daniele Amerini, Gianfranco Bellotto, Pietro Camozzi, Armando Cavazzuti, Giuseppe Colucci, Renzo Corni, Rocco Cotroneo, Davide Di Gennaro, Paolo Salvatore Lombardo, Cesare Maestroni, Livio Maranzano, Riccardo Nardini, Olmes Neri, Biagio Pagano, Giovanni Pirola, Mario Pistacchi, Fabiano Speggiorin, Agenore Romano Storchi, Zino Zani.

ATTACCANTI (9): Nicola Amoruso, Girolamo Bizzarri, Piero Bottaro, Simone Cavalli, Davide Dionigi, Giacomo Lorenzini, Massimo Marazzina, Gianni Merighi, Rubens Pasino.

ALLENATORI (5): Carlo Facchin, Ezio Galbiati, Bortolo Mutti, Maino Neri, Renzo Ulivieri.


INCROCI PERICOLOSI – 25 marzo
Le gare disputate dal Modena il 25 marzo sono state 10, con un bilancio positivo (5-3-2; 14-10). Particolarmente significativa la finale di Coppa Emilia del 1917, che sancì una sostanziale supremazia canarina di fronte al Bologna, in ambito regionale, con una squadra infarcita di campioni del calibro di Fresia, Ara, Leone e Albertoni). Più recentemente è rimasta nella memoria la gara del 2006, con un Modena capace di rimontare nella ripresa ad un gol di Sasà Bruno (allora nel Brescia), con una doppietta di Asamoah Gyan, nelle impetuosa rincorsa ai playoff della squadra di Pioli.
1917 (a Ferrara, finale di Coppa Emiliana): Modena-Bologna 5-1
 
Una azione di gioco.
1923: Genoa-Modena 3-2
1951: Modena-Venezia 0-0
1956: Modena-Salernitana 2-0
1962: Genoa-Modena 5-1
Balzarini superato dal tiro di Bean.

1973: Modena-Spal 0-0
Marinelli controlla l’incursione dello spallino Tartari.

1979: Modena-Forlì 1-0
1989: Modena-Centese 1-0
1990: Prato-Modena 0-0
2006: Modena-Brescia 2-1

Liberamente tratta da “Modena F. C. 1912-2012” Artioli Editore.



14 mar 2014

Modena-Empoli, 1 gennaio 1950 - 20 aprile 2005


Incroci pericolosi.
Le sfide tra Modena ed Empoli sono diventate abbastanza frequenti in questi ultimi 30 anni, anni nei quali la società biancazzurra ha spesso partecipato ai campionati di serie A e serie B, grazie ad una dirigenza lungimirante che ha saputo costruire una realtà calcistica di una certa importanza nel panorama italiano.
Gli incroci in serie B con il Modena, al Braglia, si iniziarono il giorno di capodanno del 1950, in occasione del tredicesimo turno di campionato, con una partita decisa dalle reti di Ghega Brighenti e dalla doppietta di Michelino Manenti.
XVIII. Modena-Empoli 3-0 (1-0), Modena, Stadio Comunale, 1 gennaio 1950
MODENA: Ghezzi; Silvestri, Braglia; Menegotti,
Diotallevi, Neri; Manenti, Taccola, Brighenti I, Sørensen,
Barbieri. All.: Tortora.
EMPOLI: Puccioni; Rovini, Biancardi; Croci, Bortoletto,
Grosso; Ercoli, Chizzo, Calichio, Gregorin, Bacci. All.: Magli.

Arbitro: Marchesi di Napoli
Marcatori: Modena: Brighenti I (22’), Manenti (51’, 84’)
Note: cielo limpido, temperatura rigida. 
Spettatori: 8.000 ca. Angoli: 4-2 (3-0).

Al termine della stagione, il Modena concluse il campionato con un deludentissimo quinto posto in classifica, mentre i toscani registrarono la retrocessione in serie C, dalla quale si affrancarono solo negli anni ’80.
Dopo quella gara, Modena ed Empoli hanno incrociato i ferri del mestiere altre 16 volte al Braglia, tra serie A (due volte), serie B (otto volte in totale, compresa la prima gara) e serie C (7 volte). Il Bilancio nella serie cadetta è di 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, 11 le reti segnate, 7 quelle subite.
Una gara rimasta impressa in molti tifosi fu quella del 34° turno del campionato 2004-05, nella quale un Modena straripante le provò tutte, sbagliando caterve di reti, oltre ad un rigore, per superare un Empoli che si asserragliò in difesa nel tentativo di capitalizzare al massimo la rete iniziale di Tavano.

XXXIV. Modena-Empoli 1-1 (0-1), Modena, Stadio Alberto Braglia, 20 aprile 2005
MODENA: Frezzolini; Pivotto, Centurioni, Perna,
Tamburini (17’ Mayer); Campedelli (84’ Amerini),
Giampieretti (60’ Ganz), Tisci; Sommese, Fabbrini,
Graffiedi. All.: Pioli. A disp.: Belardi, Ponzo, Troiano,
Basilico.
EMPOLI: Balli (17’ Cassano); Lucchini, Coda, Pratali,
Bonetto; Almiron, Moro; Buscè, Vannucchi, Tavano (84’
Zanetti); Saudati (60’ Gasparetto). All.: Somma. A disp.:
Nomvethe, Vanigli, Cappellini, Lodi.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta.
Marcatori: Modena: Graffiedi (89’) Empoli: Tavano (rig. 31’).
Note: serata fresca, terreno di gioco allentato dalla pioggia. 
Spettatori: 7294, per un incasso di 74.751 euro.
Ammoniti: Giampieretti, Almiron, Tisci, Mayer, Fabbrini.
Angoli: 16-5. Recupero: 3’, 3’. Tisci al 93’ si fa parare un calcio di rigore da Cassano.

Infine, per ricordare i trascorsi al Braglia dell’Empoli, giova ricordare la promozione in Serie B, ottenuta proprio al Braglia, il 22 giugno 1996, contro il Como, quando ancora la finale playoff si disputava con partita secca.
 
Nutrita anche la truppa di ex che hanno vestito le due casacche:
PORTIERI: Sauro Solieri, Vincenzo Tortora.








DIFENSORI: Daniele Adani, Mario Ansaldi, Angelo Antonazzo,Osvaldo Biancardi, Gianfranco “Caco” Borsari, Dario Dainelli, Nikola Gulan, Gastone Innocenti, Lino Marzorati, Luca Moz, Luigi Polentes.
 






CENTROCAMPISTI: Ignazio Abate, Riccardo Allegretti, Luca Antonini, Marco Calonaci, Davide Carrus, Roberto Chiappara, Rocco Cotroneo, Flavio Giampieretti, Cesare “Cece” Maestroni, Walter Mazzarri, Riccardo Nardini, Massimo Pellegrini, Giovanni Simonato, Giorgio Zamuner.









ATTACCANTI: Bruno Balsimelli, Nicola Caccia, Federico Jaconissi, Reinhold Kristinus, Flavio Lazzari, Livio Luppi, Michele Manenti, Egisto Pandolfini, Christian Pasquato. Flavio Ronchi, Luca Toni, Raffaello Vernacchia, Nicola Zanone.

 







ALLENATORI: Bruno Giorgi, Renzo Magli, Alberto Malesani, Renzo Ulivieri, Giampiero Vitali.

 







Tra gli ex, singolare la storia di Massimo Maccarone, tesserato dal Modena nella stagione 1998-99 e mai sceso in campo, attaccante che a più riprese ha fatto e sta facendo le fortune dell’Empoli.

25 gen 2014

25 gennaio 1925, Juventus-Modena 5-1

MEMORIE GIALLOBLU – Nuove Regole: 25 gennaio 1925, Juventus-Modena.

Juventus-Modena, partita banco di prova

È proprio così. Domenica prossima a Torino, sul lussuoso campo della Juventus, verrà sperimentata un’importante innovazione riguardante il fuorigioco, l’insormontabile ostacolo contro il quale vanno a cozzare tutti i dubbi, le critiche e gli appunti che competenti ed incompetenti muovono all’operato di quel povero cristo che dirige la partita.
Si tratterebbe di creare una zona neutra o zona grigia, delimitata da due nuove linee parallele e trasversali al campo ed equidistanti forse 15 metri, dalla linea che attualmente divide il campo in due settori di giuoco. Nella fascia larga trenta metri e lunga quanto è largo il campo, non sussisterebbe per nessuno il fuorigioco. Di primo acchito risaltano i benefici e gli inconvenienti del nuovo sistema, poiché, se è vero che esso contribuirebbe a dare maggiore scioltezza all’azione delle linee attaccanti ed anche a renderle più pericolose, eliminando quello spezzettamento di azioni che attualmente stronca, fin dalla loro impostazione, le più belle trame di giuoco, è anche vero che si verrebbe ad aumentare il già grave compito delle seconde linee che vedrebbero così di molto aumentato il loro campo d’azione. Se si pensa allo svolgimento di una partita nella quale una squadra sia all’attacco e che di colpo venga rovesciata la situazione o con un lungo rimando o con una fuga individuale, ben si vede in quale gravosa situazione viene a trovarsi la linea mediana che fino allora, addossata alla sua prima linea per sostenerne l’azione, deve precipitarsi da aiuto alla propria difesa.
L’handicap che rende precaria la situazione della seconda linea, oltre che dall’iniziativa dell’azione e dal fatto di poter sostare, come ora, gli attaccanti avversari sulla linea di mezzo del campo senz’essere fuorigioco, verrebbe aggravato dai 15 metri che separano la line di mezzo dalla nuova linea delimitante la zona neutra. Se ciò sembra poco considerando la distanza sulla carta, diventa enorme se si riflette che bastano alle volte dei decimetri per rendere impossibile ad un giocatore di entrare in azione o, per meglio dire, per ostacolare con la sua azione quella dell’avversario.
Da ciò facilmente si deduce il peso che verrebbe addossato alle estreme difese e, se verrà approvata la zona grigia, siamo certi che le partite non si chiuderanno più con risultati inglesi. I goals fioccheranno sia per l’aumentata efficienza delle linee d’attacco, beneficiate di 15 metri di campo, sia per la gravità del compito delle difese le quali potrebbero contare molto meno dell’aiuto sulle proprie linee mediane. Comunque vedremo, cioè vedranno i competenti radunati a Torino dal massimo Ente calcistico per giudicare l’esperimento. Non sappiamo per quali ragioni è stato scelto l’incontro Juventus-Modena per servire di banco di prova alle esperienze dei ricercatori di pastoie e di complicazioni per il classico giuoco. Certo è che le due squadre che capeggiano i loro gironi debbono ascrivere a loro onore tale scelta, la quale esprime un indiretto ma sicuro giudizio sulla loro elevata classe e sulla considerazione nella quale sono tenute nelle alte sfere calcistiche.
L’incontro di domenica prossima assurgerà ad un’importanza ben superiore a quella delle consuete partite amichevoli. Le squadre in campo sono ambedue alla testa dei rispettivi gironi e sarà perciò interessante un confronto, che non sarà soltanto quello tra le due squadre, ma avrà il suo riferimento al gruppo capeggiato dalle squadre stesse. È più forte il girone A o quello B? la risposta, per quanto empirica, verrà fuori domenica prossima a Torino e siamo certi, qualunque essa sia, che essa dirà che le due squadre contendenti per la loro classe, per le eccellenti qualità del loro giuoco, per i valori che racchiudono, ben meritano di essere alla testa del movimento calcistico italiano. Sarà una partita interessantissima e cavalleresca al sommo grado poiché è noto come sia apprezzata ed ammirata la squadra del Modena negli ambienti torinesi.
I canarini hanno un compito non indifferente da assolvere: quello di dimostrare di essere sempre quelli e possibilmente migliorati della memorabile partita giuocata all’inizio dell’attuale stagione calcistica contro il Torino e che fa epoca per il suo cavalleresco e tecnico svolgimento. Da questo si spiega la morbosa attesa torinese per la partita che metterà di fronte i valorosi striscioni della Juventus dal giuoco vivace e pieno di foga alla tecnica ed abilità dei canarini. Pronostici? Sarebbe assurdo tentare di farli poiché siamo convinti che, non essendo una partita di campionato, la vittoria dipenda da innumerevoli fattori, ma possiamo però affermare che, quantunque sarà l’esito della partita, i canarini ne usciranno con la loro fama intatta, anzi accresciuta da un’altra convincente prova della loro alta classe e della loro indiscutibile tecnica.

Il ritorno all’antico sull’interpretazione del Regolamento del Football

Nell’ultima seduta della Commissione Tecnica della Federazione Italiana Giuoco Calcio sono state fissate alcune norme per la precisa interpretazione delle regole che disciplinano il giuoco del football e ciò perché precedenti commissari, per la mania del nuovo, avevano falsato lo scopo di quelle regole dando loro interpretazioni cervellotiche e alle volte in perfetto contrasto con lo spirito del regolamento.
Una delle principali deliberazioni si riferisce all’opportunità di sospendere gli incontri in caso di menomata visibilità del campo. D’ora innanzi, come dieci anni or sono, del resto, basterà che da una porta non si arrivi a scorgere l’altra perché l’arbitro sospenda la partita e se questa interpretazione fosse stata in vigore un paio di mesi or sono la partita di Milano non avrebbe lasciato le sue tristi conseguenze.
Altra deliberazione importante è quella che ripristina il valore dell’area della porta, in quanto stabilisce che in essa il portiere non può essere caricato, abbia o non abbia il pallone. Ciò giunge opportunamente ad annullare il controsenso di un’area che fino a ieri era segnata senza che se ne potesse scorgere il motivo e rida quell’autonomia e quella libertà d’azione al portiere che il suo specialissimo posto richiede. D’altro canto, in quell’area, il portiere non può ostacolare l’azione degli avversari, qui vi è molto del sibillino e se ulteriori comunicati esplicativi non vengono a diradare quanto di oscuro vi è in queste norme, siamo certi che esse serviranno da ottima esca per far diventare furenti i pubblici i quali non sapranno certamente darsi ragione di goals concessi e di altri inspiegabilmente annullati. In altre parole l’arbitro vede accrescere attorno a lui le possibilità di falsare l’esito delle partite con deliberazioni che, per il loro ingarbugliato e incomprensibile movente, possono servire a salvare le più pericolose situazioni. E ciò, come passo verso la volgarizzazione e l’elevamento educativo dello sport del calcio, riesce perfettamente allo scopo… opposto. È stata pure ripristinata l’antica regola che fissava il limite del campo alla linea tracciata dai due pali della porta e non quella sulla quale appoggia a terra la rete. Ciò vuol dire che se un attaccante viene a trovarsi in fondo alla rete quando un suo compagno segna un goal, il punto è perfettamente valido in quanto l’uomo nella rete, essendo fuori dal campo non è in offside; ben inteso che il giocatore nella rete non deve ostacolare né disturbare in alcun modo il giuoco degli avversari.
Altre disposizioni riguardano le sanzioni che può prendere l’arbitro nei riguardi dei giocatori i quali manchino ai doveri di educazione non solo verso l’arbitro e verso gli avversari ma anche verso il pubblico. In ogni caso egli può espellere il giocatore ineducato come può espellere o fare espellere dal campo quegli spettatori o quei dirigenti che con il loro contegno turbassero il regolare svolgimento della partita. Perché poi nelle loro deliberazioni i membri della Commissione Tecnica sono andati a pescare la categoria “dirigenti”, non sappiamo. Non sono forse spettatori come gli altri quando assistono ad una partita e perciò conglobabili in questa categoria? Oppure in qualche caso hanno dimostrato la loro maturità sportiva in maniera tale da richiedere una distinzione speciale? Comunque quest’accenno, non certo lusinghiero, dei Commissari Tecnici all’elite degli sportivi stona alquanto per chi abbia la convinzione che il dirigente di una società sportiva debba servire per la sua temperanza e per il suo contegno in campo da modello ai consoci. Certo è che con questa deliberazione saranno temperate quelle invadenze che non hanno cagione di esistere e che servono ad altro scopo se non a complicare le più banali situazioni.


25 gennaio 1925
L’altalena dei canarini continua. Juventus batte Modena 5-1

Squadre a centrocampo con l’arbitro Mauro prima dell’inizio della gara


 L’incontro che doveva servire da pietra di paragone per i due gironi del Campionato Italiano di Prima Divisione ha completamente deluso sia per il suo caotico svolgimento sia per il risultato numerico con il quale si è chiuso e che non può essere assolutamente preso in considerazione per giudicare del valore delle due squadre e tanto meno dei gironi da esse capeggiati.
Come è naufraga ogni speranza di affermazione dei canarini nella partita che li ha messi di fronte agli striscioni della Juventus, così sono naufragate le innovazioni tentate circa il fuorigioco e le cariche al portiere le quali, all’atto pratico, hanno dimostrato la loro inutilità ed hanno convinto il Presidente dell’AIA, avv. Mauro, che ha arbitrato la partita, ad abbandonare ogni idea sulla loro ulteriore applicazione.
Se è per questo possiamo essere grati alla partita di Torino, la quale ha servito, se non altro di buono, ad allontanare la minaccia di altre modificazioni, con relative confusioni, al regolamento del football.
La partita di ieri ha avuto il suo svolgimento su un terreno oltremodo pesante e alla presenza di un numeroso pubblico che è rimasto alquanto deluso poiché è risaputo come era atteso il Modena alla prova che doveva riconfermare i brillanti successi ottenuti nella sua recente vittoriosa tournèe svizzera. La dolorosa impressione lasciata dalla squadra canarina cancella, negli ambienti torinesi, il ricordo della bella partita giocata al principio del girone d’andata contro il Torino e non sarà lieve e breve fatica quella della riabilitazione.
È ben vero che il Modena può far appello alle attenuanti che gli pervengono per aver giocato privo di Forlivesi e Scaltriti; è anche vero che la partita di ieri, essendo stata amichevole e non di campionato, non ha quell’importanza da meritare critiche e rimbrotti, ma è purtroppo vero che, nonostante questo, la penosa impressione sul giuoco dei canarini rimarrà e sarà variamente commentata per mettere vieppiù in luce l’asserita differenza di forze tra i due gironi. Non crediamo opportuno analizzare le cause della debacle torinese anche perché non ci sentiamo di inquinare con le nostre osservazioni le opinioni dei competenti, i quali troppo spesso e volentieri affermano che la squadra del Modena giuoca meglio fuori del suo campo perché lontano dalla petulante e, quanto pare, sgradita assistenza dei suoi supporters e perciò ci limitiamo ad una succinta cronaca della partita salvo a ritornare sull’argomento quando gli effetti di tale partita e quelli del “trainaggio a quattro” saranno nel loro pieno sviluppo.
Ieri a Torino, il migliore dei canarini in campo è stato Mazzoni, la giovane e promettentissima recluta. Gli altri non hanno giuocata la loro migliore partita.
Subito, al secondo minuto del primo tempo, i canarini subiscono il primo goal segnato da Munerati, il quale aveva ricevuto il pallone da Gambino in netta posizione di fuorigioco, sia con il vecchio che con il nuovo regolamento. Segna il secondo punto per la Juventus,

La seconda rete di Ferrero


Ferreri al 22° minuto del primo tempo e al 44° segna il terzo goal ancora Ferreri con uno spettacoloso tiro. Nella ripresa il Modena fa scendere in campo Silingardi al posto di Vezzani, messo fuori di combattimento da un calcio e la Juventus sostituisce Bigatto con Roberti. Il Modena attacca deciso e al 3° minuto Winkler segna l’unico goal dei canarini raccogliendo un magnifico passaggio di Mazzoni. Non sono ancora passati due minuti dal goal del Modena che Munerati, riprendendo una cannonata di Rosetta respinta dal palo, segna il 4° goal per la Juventus ed è al 9° minuto che Ferreri riprende un palo di Munerati e segna il 5° ed ultimo goal della Juventus. Solo ora si scuote il Modena ma le sue azioni, benché siano molto minacciose, vengono infrante dall’ottima difesa juventina. È soltanto verso la fine della partita che la Juventus può riprendere il comando, senza per altro poter aumentare il già cospicuo bottino di goals.

Foto di insieme


A seconda del punto di vista dal quale si considera la batosta di Torino si possono trarre più o meno soddisfacenti conclusioni, ma in ogni caso calza a pennello la frase ormai storica che suggella le catastrofi canarine: “il Modena ha pagato da gran signore” e… senza preoccuparsi troppo di verificare il conto, aggiungiamo noi riferendoci alla nebulosa partita di Milano.




18 dic 2013

22 dicembre 1946, Modena - Juventus 1-0

Memorie gialloblu – Lo scudetto è possibile.

22 dicembre 1946. Scende al Comunale di Modena la Juventus capolista; l’affronta un Modena al quarto posto, a tre punti di distacco.
Ecco la cronaca dell’evento tratta da La Gazzetta dell’Emilia, articolo di Mario Morselli.

22 dicembre 1946
UNA RETE DI BONCI PER 2 MILIONI DI LIRE DI SPETTATORI – Tenacia, brio e tecnica del Modena obbligano la Juventus alla resa: 1-0
La svalutazione della nostra cronaca ha portato gli incassi degli stadi a cifre che, qualche anno fa, sembravano iperboliche. Oggi sono normalissime. Gli spettatori si misurano a milioni di lire.
Diremo, dunque, che alla partita di ieri tra Modena e Juventus sono stati incassati 2 milioni, 246 mila e 810 lire.
Ciò dimostra il gran richiamo che il nome della squadra juventina, il suo valore, la sua posizione in classifica avevano esercitato sui tifosi di tutta l'Emilia.
E, francamente, diciamolo pur subito: l'incontro non ha tradito l'attesa ed ha soddisfatto pienamente, non solo perché lo spettacolo offerto dai ventidue competitori, costretti a giocare su un terreno ancora gelato sul fondo, è stato di forza ed anche di tecnica, ma perché si è assistito ad un successo chiaro della nostra squadra, che, alla vigilia, era data dalla maggioranza battuta.

Sfiducia modenese in partenza
L'interesse, quindi, è stato doppio, in rapporto alla partita e al suo risultato, che rispecchia in pieno il rendimento complessivo dei valori opposti. Ditelo, amici, che avete la bontà di leggere, che non credevate ad un successo del Modena. Perché? Non per l'assenza di Zecca e per l'inclusione di Bonci a centravanti, ma perché la Juventus, col suo “sistema”, coi suoi atleti, alcuni dei quali veri valori tecnici di prim'ordine, col suo rullo compressore aveva imtimorito un po' tutti. Una macchina da punti, una montagna di palloni in rete! Povero Corghi! Mancheremmo alla nostra franchezza se dicessimo che il Modena non è andato immune da questo timore. Ebbene anche il Modena, fortunatamente per qualche breve periodo, ha dovuto subire il fascino, più che l'autorità tecnica, degli “zebroni”, i quali hanno giocato in pieno “sistema”, quello stesso “sistema”, poi, che li ha traditi (come avviene generalmente quando vi capita contro una squadra tutto brio e audacia come quella modenese).
Ma poi i nostri, dopo averla studiata bene, questa Juventus-sistema, hanno capito che coi nervi a posto e un po' d'estro, la buona tempre del gioco del Modena poteva avere anche, in questo caso, successo.
Chiuso il primo tempo col niente di fatto, nella ripresa, gli avversari hanno manifestato i loro piani. Prima la Juventus coll'attacco a valanga: sette uomini, anche otto; De Petrini e Locatelli oltre la metà campo, terzini agli estremi e Parola solo ad osservare.

Bonci contrasta Parola di testa

 Il Modena ha resistito. Ha messo Neri fra Remondini e Braglia ed ha aspettato il momento giusto per partire. Il “sistema” rende vulnerabile la difesa della squadra che lo prende a modello del suo gioco. Poi il Modena, con puntate di Del Medico, il più vigoroso di tutto l'attacco, e la pentola juventina era già scoperchiata. Non restava che mettere la palla in rete, e Bonci ha avuto la mira giusta e ha sancito un risultato che, tecnicamente, era andato delineandosi.
Così è venuta la bella vittoria.
Ci sentiamo di dire che la Juventus non è squadra forte? Tutt'altro. La Juventus, se trova difese fragili, passa con facilità. Quando trova una linea di mediani come la nostra e una coppia di terzini del valore di Braglia e Remondini (non a caso citati nell'ordine) la Juventus deve abbassare bandiera: lo fa sul campo a malincuore, per un senso dignità, poi, quando riparte col suo “Conte Rosso”, rinsaviti gli animi, è la prima a riconoscere la legittimità della sua sconfitta e il valore della vittoria avversaria, e lo fa cavallerescamente com'è nell'abitudine dei torinesi, gente che in fatto di calcio la sa molto lunga.
Dirvi di più? Non crediamo che ve ne sia necessità. E nemmeno distribuire elogi singoli. Il Modena ha meritato di vincere, ha vinto bene, con sicurezza. Mettiamoli tutti insieme questi nostri ragazzi e applaudiamoli. Anche la Juventus ha gareggiato bene, a tratti anche con disinvoltura, diremo con facilità. Poi ha capito che l'avversario non scherzava e ha fatto il viso serio, si è preoccupata. Ma non c'è stato niente da fare.
Figure note di giornalisti e di amici, convenute a Modena per questo incontro. Episodi e scambi di cortesie, iniziatisi sin da sabato, darebbero materia per riempire un giornale.
In tribuna, gli onorevoli Corassori, Pignedoli, Pucci, il vice-sindaco ed altri.
Arbitro Scotto, in scarpette da podista, come è sua abitudine.

Il “do” di Bonci
La Juventus scende sulla destra, poi Del Medico in velocità e punizione battuta da Remnodini. Angolo contro la Juventus; tiro di Sentimenti e parata di Corghi. Inizio... effervescente. Del Medico ancora è di scena: centro a vuoto di Romani. Ancora Sentimenti in azione (fermato in fuorigioco), poi centro di Romani e uscita a pugni di Sentimenti IV.
Il Modena temporeggia, studia le mosse dell'avversario. In prima fila, non troppo incoraggiante l'intesa. Palla battuta da Neri e uscita vicinissima al palo destro, poi ancora tiro di Neri e parata di Sentimenti. Corghi è disoccupato. Ancora centro di sentimenti, testa di Magni, salta anche Corghi, palla in calcio d'angolo; 31°: Brighenti, spostato a destra, centra e Cassani tira fuori. Poi scivolone duplice di Braglia e Remondini, ma Korostolev non ha forza sufficiente per intimorire Corghi, che para.
Per il secondo tempo ci riferiamo, pei primi 15 minuti, a quanto abbiamo detto nelle impressioni e arriviamo senz'altro all'azione decisiva. Palla da Neri a Del Medico, scivolone di Vicich e palla alle spalle di quest'ultimo, che si rialza in tempo e rincorre Del Medico, il quale, però, calcia debolmente sul portiere. Subito dopo la stessa azione, con Vicich a terra e De Petrini che insegue Del Medico in fuga. Al contatto, la palla rimbalza sui piedi di Bonci, che manda in rete, mentre sentimenti IV è coperto da De Petrini.

La rete decisiva di Bonci

 La rete inattesa mette orgasmo negli juventini, che cercano di mettere a profitto i minuti che ancora restano. Ma è il Modena che insiste nell'intento di mettere al sicuro da ogni sorpresa il successo. Poi la Juventus, alla mezzora, sembra sul punto di pareggiare, ma la difesa modenese è vigile. Due occasioni ancora dei gialli ed un angolo contro il Modena, in finale di partita.
Mario Morselli

MODENA: Corghi, Remondini, Braglia; Malinverni, Neri, Stefanini; Romani, Brighenti, Bonci II, Cassani, Del Medico.
JUVENTUS: Sentimenti IV; Vicich, Varglien; Depetrini, Parola, Locatelli; Sentimenti III, Vickpalek, Magni, Candiani, Korosolew.
Arbitro: Scotto di Savona.

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