08 set 2011

8 settembre 1991, Modena - Pisa 3-1

8 settembre 1991
CONVINCENTE E MERITATA VITTORIA DEI CANARINI – Modena butta il Pisa dalla torre – Passano in vantaggio i toscani con Scarafoni, ma i gialloblù recuperano nella ripresa e sul finire dilagano – Il pareggio arriva per un'autorete di Cristallini – Poi Provitali, che in precedenza aveva fallito almeno un paio di ghiotte occasioni, segna su rigore – Infine completa Monza con un bolide da fuori area
3-1
MODENA: Lazzarini; Voltattorni, Cardarelli (dal 59° Marsan); Monza, Moz, Ansaldi; Bosi, Bergamo, Provitali (dal 78° Dionigi), Pellegrini, Brogi. A disposizione: Meani, Circati, Cucciari. All. Bersellini.
PISA: Sardini; Chamot, Cristallini; Fimognari, Gallaccio, Bosco; Rotella (dal 78° Polidori), Simeone (dal 65° Fiorentini), Scarafoni, Zago, Ferrante. A disposizione: Polzella, Dondo, Picci. All. Giannini.
Arbitro: Lo Bello di Siracusa.
Reti: Scarafoni su rigore al 45°, autorete di Cristallini al 60°, Provitali su rigore al 77°, Monza all'87°.
Note – Spettatori: 6000 circa, di cui 3453 paganti per un incasso di 72.304.000, più quota abbonati di 40.649.000 (1415). Ammoniti: per gioco scorretto Zago, Chamot, Fiorentini, per comportamento non regolamentare Pellegrini, Simeone. Angoli: 4-1 per il Modena.
Servizio di Paolo Reggianini
MODENA — Le lezioni servono e alla fine il Modena raccoglie pure gli interessi, dopo i ripetuti errori commessi sotto porta. Sembrava, limitando l'analisi al primo tempo, che i canarini fossero ancora attanagliati da una sindrome da gol. Sette giorni prima, a Pescara, infatti, dopo aver fallito tutto ciò che era possibile sbagliare, gli abruzzesi avevano punito severamente i gialloblu. E dopo la marcatura su rigore di Scarafoni, il pericolo di una seconda e, tutto sommato, ingiusta sconfitta ha cominciato a prendere consistenza. Un'impressione evidentemente solo apparente, perché sul campo il Modena non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità, non si è dato per vinto e, nella ripresa, anche con quella fortuna che spesso premia gli audaci, ha prima raggiunto il pari, poi ha dilagato legittimando cosi una vittoria che non ammette discussioni. Nemmeno Anconetani potrà ridire su questo risultato; la sua squadra, che tutti vedevano alla vigilia del torneo con un piede in serie A, dovrà cambiare i propri programmi, non tanto per le due sconfitte consecutive, quanto perché in fatto di gioco, il Pisa proprio non ne produce. Servirà, come si annuncia da più parti, un avvicendamento sulla panchina? Giannini ha forse qualche responsabilità, come nella marcatura di Brogi, autentico mattatore del pomeriggio, sul quale Bosco ha dovuto usare le maniere forti per cercare di fermarlo. E proprio Brogi dà il “la” alle iniziali manovre dei canarini. Spesso si fa trovare smarcato e anche quando la morsa difensiva pisana si stringe attorno a lui, con rapidi cambi di direzione, va via che è un piacere. Bergamo a centrocampo illumina il gioco come non mai e a dare ritmo ci pensa un Pellegrini desideroso di mostrare a Bersellini che la panchina non fa per lui. Il tecnico, canarino porta qualche variante ad una difesa che ancora nel complesso non convince troppo. Voltattorni, preferito a Marsan, fatica su Ferrante, mentre Cardarelli, che dovrebbe variare la manovra sulla fascia, più di una volta si fa trovare impreparato.
La partita assume subito un volto ben preciso. Il Modena è meglio disposto sul campo, marcature a uomo e appena c'è un minimo spazio la squadra si allunga, costruendo contropiedi micidiali. Al 3° e, subito dopo, al 4°, i primi pericoli per Sardini, che vede arrivare dalla sue parti Brogi e Provitali. Al 25°, la prima vera palla gol di questo primo tempo da suicidio dei gialloblu. Provitali scambia con Pellegrini, che gli ritorna la sfera, ma, al momento di chiudere, il centravanti viene anticipato da Fimognari. Al 27°, manovra sulla destra dello scatenato Pellegrini, che mette in movimento Brogi. Cross al centro, ma Bergamo calcia fuori. Al 38°, le palle-gol sbagliate diventano tre: Bosi vede Pellegrini, la difesa pisana non interviene, ma il fantasista fallisce la mira. E, come al solito, al gol sbagliato, anzi ai gol sbagliati, segue la rete avversaria. Il Pisa, impegnato solo nel gioco di rimessa, senza sciupare le mani di Lazzarini, trova il gol su rigore, trasformato da Scarafoni, decretato per un'inutile spinta di Voltattorni su Ferrante.
Nella ripresa il Modena entra in campo un po' contratto, ma dimostra di avere la situazione in pungo. Entra Marsan e proprio il terzino, al 15°, lancia Pellegrini, Cristallini, nel tentativo di anticipare l'avversario, colpisce la palla di collo pieno e fa secco Sardini. Giustizia è fatta, ma il Modena naturalmente non si accontenta, sente che il Pisa è in ginocchio anche se Scarafoni, in precedenza, al 6°, aveva fallito il bis colpendo il palo. Passa la mezz'ora e i canarini completano la loro rincorsa: Bergamo con grande intelligenza lancia in profondità Brogi che parte come un missile. Arriva in area, cambia passo ma Fimognari lo stende. Lo Bello indica il dischetto. Bersellini dalla panchina indica Provitali, che, fino a quel momento, aveva sbagliato troppo. L'attaccante è però concentrato e con una botta centrale insacca. Il Modena è ormai padrone del campo, il Pisa si lascia andare, non avendo le idee per imbastire una replica efficace. Il tris è opera di Monza, giocatore utile in fase difensiva e costruttiva, che conferma anche le sue qualità balistiche. A tre minuti dal termine, raccoglie uno spiovente, aggiusta il tiro e inventa una bomba che manda la palla prima sotto la traversa e poi in rete.
Marsan, quando suona la carica un terzino
Servizio di Roberto Grimaldi
MODENA — Quando una squadra rimonta uno svantaggio e va a vincere tre a uno significa che durante la gara c'è stata una svolta, un fattore in più che ha fatto sì che qualcosa in campo cambiasse. Con il primo gol i gialloblu hanno preso coraggio e hanno capito che il colpo del ko era a portata di mano: da quel momento in poi, insomma, si è cominciato a concretizzare ciò che di buono era stato fatto vedere nei minuti precedenti. E l'ispiratore di questa fondamentale segnatura è stato Daniele Marsan, che pochi minuti dopo il suo ingresso ha messo al centro il pallone che Cristallini è stato costretto a deviare nella sua porta. Nelle azioni susseguenti, il terzino gialloblu ha continuato a pungere la difesa pisana con rabbia e determinazione. Voleva forse dimostrare qualcosa? “Niente di particolare — ha detto Marsan a fine gara — fino a quel momento ero seduto in panchina, consapevole di esserci per un motivo ben preciso: negli ultimi tempi non ero al massimo della forma e giustamente il mister aveva deciso di tenermi fuori. Naturalmente sedersi in panchina non fa piacere a nessuno e quando Bersellini mi ha fatto cenno di entrare sono entrato in campo deciso a dare il massimo. Che poi il gol che ci ha sbloccato sia scaturito da un mio cross è puro caso, semplice questione di fortuna. A me interessava solo dimostrare a tutti quale deve essere lo spirito di chi subentra a partita già iniziata”.
Capitan Bergamo, a questo proposito, non può fare a meno di elogiare la “vecchia guardia” di cui anche lui fa parte: “Daniele è entrato in campo con la carica giusta di chi vuol dimostrare che non è fatto per stare in panchina. Tutti quelli che non sono titolari dovrebbero entrare in campo con questo spirito, solo così la squadra può trarre vantaggio dalla sostituzione”.
Se Marsan ha contribuito ad aprire la strada a compagni, Provitali ha sferrato il colpo decisivo del ko. Ma quelle occasioni sbagliate gridano vendetta: “Nel rigore — dice il centravanti canarino — ho sfogato tutta la mia rabbia dovuta a quelle tre occasioni fallite precedentemente. Purtroppo anche a Pescara ho sbagliato diverse palle gol. Devo ammettere di essere in un periodo no. Spero di venirne fuori presto, magari già da domenica prossima a Lecce”.
MODENA-PISA / PARLA BERSELLINI – “Cancellata Pescara” – Il tecnico: “Stavolta abbiamo disputato anche una grande ripresa” – I ragazzi hanno giocato con il cervello” – “Provitali si è meritato di calciare il rigore” – “Marsan e Pellegrini mi hanno convinto”
Servizio di Stefano Gozzi
MODENA — Bersellini non lo saprà e probabilmente non gli interesserà neppure. Ma nemmeno il tanto amato Renzo Ulivieri aveva avuto il merito di coinvolgere il pubblico modenese come è accaduto ieri. Le motivazioni sono facili da decifrale. Lo spettacolo che ha offerto la sua squadra è di quelli che il popolo canarino apprezza incondizionatamente, ma soprattutto il suo atteggiamento in panchina, passionale, coronato dall'abbraccio con i suoi giocatori in occasione delle reti, ha entusiasmato la gente sugli spalti. Bersellini piace. Il suo Modena ancora di più. Un'equazione resa possibile da novanta minuti giocati in modo travolgente. “Il risultato finale ci sta tutto — ha esordito il tecnico — la squadra mi doveva delle risposte importanti dopo Pescara e sono stato ampiamente accontentato. Abbiamo disputato una buona partita nel complesso, manifestando una grande voglia di riscatto. Domenica scorsa, dopo un buon primo tempo, siamo stati condizionati dalla paura. Ieri, ad una grande prima frazione di gioco, abbiamo replicato con una grande ripresa. I ragazzi sono stati più che bravi”.
Il concetto vincente della domenica è uno dei comandamenti di Bersellini. “Il muscolo principale del giocatore è il cervello — ha spiegato l'allenatore — solo usando la testa, oltre alle gambe, vuol dire essere squadra. Il Modena ha dimostrato contro il Pisa di essere una squadra vera sotto questo aspetto cancellando in tutto e per tutto la ripresa di Pescara. Ora però viene il difficile. Dovremo continuare su questa lunghezza d'onda”.
La parola paura non fa parte del vocabolario di Bersellini. “Paura non ce l'ho mai avuta — ha continuato — sono sempre molto tranquillo, io ho il dovere di organizzare il lavoro sul campo durante la settimana, poi esigo che i ragazzi lo applichino sul campo. Ieri ho visto alcune giocate studiate negli allenamenti degne di nota, anche se non sono andate sempre a profitto. Sono contento”.
Provitali, Marsan, Pellegrini. Ora Bersellini parla a ruota libera: “Io non designo mai prima della gara il rigorista. Provitali si è meritato il diritto dì calciare il rigore, procurandosi alcune ghiotte palle-gol ed io avevo il dovere di concedergli fiducia. La sua sostituzione era decisa indipendentemente dalle sorti del penalty. Marsan è entrato in campo perché avevo bisogno di un uomo che spingesse sulla fascia sinistra e lui ha risposto alla chiamata nel migliore dei modi. Sono fiero di avere a disposizione giocatori di questa tempra. Pellegrini sta acquistando pian piano la migliore condizione fisica. Il giocatore non si discute. Ci mancherebbe altro”.
MODENA-PISA / IL VULCANICO PRESIDENTE NERAZZURRO COMMENTA LA BATTUTA D'ARRESTO – “Avevo fiutato l'odore di sconfitta”
Servizio di Guglielmo Borelli
Pare che, scendendo verso gli spogliatoi, a fine primo tempo, con il suo Pisa in vantaggio per 1-0, abbia detto a voce alta: “È una rapina”. La ripresa l'ha seguita scuotendo spesso la testa, mostrando la disapprovazione per il “non gioco” della squadra toscana. Poi, dopo la concessione del rigore per il fallo su Brogi, se n'è andato, senza neppure attendere la trasformazione di Provitali. Romeo Anconetani naturalmente non smentisce la sua fama di personaggio caratteristico: fa attendere i cronisti una mezzoretta, confabulando con i suoi collaboratori nel recinto antistante gli spogliatoi, poi, come una star televisiva (non lo è, forse, almeno nelle trasmissioni sportive?) si concede in sala stampa. Tutti sull'attenti, si accendono le luci, si siede. L'imprevedibilità è la sua caratteristica, tutti si attendono chissà quali dichiarazioni; il focoso presidente appare invece tranquillissimo. Arrabbiato, sì, ma tranquillissimo.
Sentite — attacca — non so cosa posso dirvi al di là di quello che avete visto tutti. Anche a fine primo tempo avevo la sensazione della sconfitta e puntualmente è arrivata”.
Poi anticipa i più curiosi sulle sorti del tecnico Giannini, la cui posizione, anche in settimana, non è apparsa sicurissima. “La squadra ha giocato male, nessuna critica al tecnico, sono i giocatori ad andare in campo. Mercoledì col Foggia avevamo giocato magistralmente, oggi siamo tornati ai livelli di domenica scorsa” (2-3 in casa contro la Casertana, n.d.r.).
— Insomma, presidente, come se lo spiega?
Non riesco a capirci nulla, perché altrimenti cercherei di provvedere a qualcosa, ho chiesto a Giannini, e nemmeno lui sa cosa dire, insomma io non riesco proprio a salvare nessuno dall'insufficienza globale”.
— Ambizioni ridimensionate, dunque, per questo Pisa ancora al palo?
Le ambizioni le ho ancora, i giocatori li ritengo buoni, non possono diventare dei brocchi in poco tempo. E poi giocassimo sempre male... Piuttosto, io dopo due giornate vorrei avere sette punti, e averne zero mi fa una certa impressione”.
C'è anche una annotazione per il Modena: “Bene, direi che il discorso da fare per loro è inversamente proporzionale a quello da fare per noi. Nel calcio è sempre così”.
Qualcuno... si fa coraggio e timidamente chiede: da domani tutti in ritiro? “Per ora lasciateci andare a casa. 24 ore di tranquillità poi si deciderà. Altrimenti qualche cronista pisano potrebbe già criticarmi...”.
FARINA CANCELLA LE VECCHIE POLEMICHE – “Lo Bello? Un arbitraggio ideale” – Il Presidente canarino guarda al futuro con tranquillità
Servizio di Marco Tognella
Anconetani è un toscano verace: loquace, ha le battute sempre pronte. Per chi le subisce anche troppo pronte. Francesco Farina è diverso, è un altro tipo: dei veneti conserva la scorza dura, la propensione a nascondere i propri sentimenti. Sempre così, mentre uno ti dice anche più della verità, per capire l'altro bisogna diventare interpreti di segnali: il muso lungo è sintomo che tira aria cattiva per la sua squadra. Un sorriso ha il significato esattamente opposto. Ed era smagliante quello che il presidente canarino ha sfoggiato ieri, subito dopo il netto (oltre che per vari motivi clamoroso) 3-1 inflitto al Pisa di Anconetani: “Sono soddisfatto sia per la vittoria, sia per il modo in cui è maturata”.
Si pensa subito allo sfortunato esordio di Pescara, quando i canarini giocarono altrettanto bene, ma uscirono sconfitti e delusi: “Quasi quasi è stato meglio che il Pisa sia andato in vantaggio alla fine del primo tempo, perché era in quella circostanza che volevamo saggiare la capacità di reazione dei nostri giocatori. E questa volta la dimostrazione di carattere è stata convincente”.
Complimenti a tutti, dunque, anche e soprattutto in prospettiva futura: “Dopo una vittoria del genere, guardiamo alla prossima trasferta di Lecce con maggiore tranquillità”.
Una domenica da incorniciare, per conservare una pennellata di orgoglio: lo stesso che a giugno permise al Modena di conquistare una salvezza a ragione considerata miracolosa. Ma anche una domenica da ricordare per la pace fatta con Rosario Lo Bello. Fino a ieri mattina quel vecchio episodio di Vicenza scottava ancora: “Lo Bello si è confermato un grande arbitro — dichiara Farina — ha fischiato senza commettere errori. Chi credeva che il passato potesse condizionarlo contro di noi o a nostro favore si è sbagliato”.
Invece delle offese, dunque, da oggi Lo Bello ricorderà ai canarini una grande giornata.
MODENA-PISA / LE PAGELLE DEI CANARINI – Brogi, una partita da incorniciare – L'attaccante è stato incontenibile, dai suoi piedi sono partite le migliori azioni della squadra – Brillano i centrocampisti con Bosi motorino inesauribile – In difesa Moz e Ansaldi hanno diretto con perizia le operazioni
Servizio di Stefano Gozzi
Una domenica da incorniciare. Di quelle indimenticabili. Non solo per i tifosi gialloblu, ma anche per i giocatori che meritano sicuramente nelle pagelle segnalazioni importanti.
Lazzarini voto 6: ha partecipato alla partita più da spettatore che da protagonista. In ritardo su una conclusione di Scarafoni che ha scheggiato il palo, è stato battuto su rigore. Alla fine era il più contento. Da ex non poteva togliersi migliore soddisfazione.
Voltattorni voto 6: schierato a sorpresa nel ruolo di marcatore, ha disputato una gara tutta di temperamento su Ferrante, macchiata solo dall'ingenuità in occasione del rigore. D'altra parte, da un giocatore inventato nel ruolo di difensore, bisognava mettere in preventivo una marachella di giornata.
Cardarelli voto 6: ha funzionato a corrente alternata su una fascia sinistra che non aveva un padrone definito. Doveva sicuramente incidere di più, ma non sempre ne è stato capace, soprattutto quando Giannini ha spostato Rotella sulla sua corsia. La sua sostituzione è parsa giustificata. Da rivedere.
Monza; voto 7: mediano di gran classe, ha coronato una grande prestazione con un gol da antologia. Prezioso anche in copertura, insieme ai compagni del reparto centrale, ha creato le basi per una vittoria importante. Peccato che rimanga a Modena una sola stagione, ma merita la A.
Moz voto 6,5: ha messo il bavaglio a Scarafoni giocando sempre in anticipo. Spietato come ai vecchi tempi, ha cancellato l'onta della doppietta di Bivi subita a Pescara. Quando guadagnerà anche una condizione atletica ottimale, tornerà ad essere lo spauracchio degli attaccanti.
Ansaldi voto 6,5: concentrato, preciso, elegante, ha chiuso con tempismo ogni avanzata pisana. Pregevole anche qualche sua sortita in avanti palla al piede che ha aperto spiragli nella statica rettangolare avversaria. Non ci sorprenderemmo se arrivasse presto anche in zona tiro.
Bosi voto 7,5: il migliore insieme a Brogi. Ha giocato mille palloni rilanciando sempre l'azione con perizia e precisione. Presente ovunque, in aiuto spesso anche al compagno in difficoltà, si sta proponendo come l'elemento insostituibile nello scacchiere di Bersellini. Il tecnico lo ha già capito.
Bergamo voto 7: impareggiabile capitano. Difficile trovare aggettivi all'ennesima prova maiuscola del regista, che recita a copione con maestria impagabile. Ha fornito numerosi assist agli attaccanti, forzando soprattutto sulla zona di Brogi, in giornata di grazia. Per primo ha avuto il merito di credere nella rimonta.
Provitali voto 6: ha sbagliato sotto porta tutto quello che era possibile sbagliare. Ma non deve essere crocefisso e il pubblico lo ha capito osannandolo. Chiamato da Bersellini a trasformare un rigore decisivo, ha scaricato su quel pallone tutta la rabbia di una sfortunata. Per il momento può bastare.
Pellegrini voto 6,5: riproposto dal primo minuto, a tratti è sembrato il giocatore ammirato la passata stagione. Non è però ancora al 100% della condizione, ma solo giocando può riacquistarla. Ha sbagliato un gol da mangiarsi le dita, ma si è poi riabilitato calandosi nel ruolo con grande acume tattico.
Brogi voto 7,5: straripante per tutti i novanta minuti, da sue giocate sono nate le migliori azioni del Modena. Bosco non lo ha mai visto, ma il suo allenatore ha capito troppo tardi di cambiargli marcatore. Bravissimo in occasione del rigore che si è procurato con grande testardaggine.
Marsan voto 6: relegato in panchina, è entrato in campo profondendo nuova linfa alla manovra gialloblu. Da un suo cross è nato il pareggio. Poi ha spadroneggiato sulla fascia. Bravo.
MASSIMO PELLEGRINI ANALIZZA LA PRIMA VITTORIA DEL CAMPIONATO – Andare al sodo per contare
Servizio di Marco Tognella
D'accordo: come sempre in occasioni del genere, in cui si verificano fatti che paiono addirittura illogici, qualcuno comincerà a dire di restare con i piedi per terra perché la realtà è ben diversa. Ma rinunciare all'entusiasmo è difficile, se non impossibile anche di fronte alla semplice eccezione che conferma la regola. Forse il Modena non batterà tutte le grandi; forse l'impresa compiuta ieri a cospetto del Pisa resterà isolata. Uscendo dallo stadio, però, quanti erano i profeti pronti a predicare la certezza di un futuro meno ricco di soddisfazioni? Pochi o nessuno. Perché vedere un gol come quello di Monza, la voglia canarina di vincere una gara conta al ruolo di primo esame stagionale, non può non creare una atmosfera di euforia, di sicurezza.
Dai tifosi ai giocatori: “Non voglio dire cose troppo grandi, ma se riusciremo a concretizzare di più il lavoro svolto in attacco potremo recitare un campionato da protagonisti”. Parla Pellegrini, che aggiunge: “A mio parere abbiamo costruito azioni notevoli, peccato che fino ad ora molte occasioni vengano sciupate. È in questo senso che dobbiamo lavorare”. Il trequartista è stato impiegato per 90', si è proposto in attacco più di una volta, ma gli è mancata la zampata decisiva. “Ho disputato una partita discreta; non sono ancora al massimo della condizione, posso soltanto migliorare”. Chi sembra aver già raggiunto un alto livello di rendimento è Monza, mediano dotato di intelligenza tattica oltre che di una bordata da far paura; Sardini ne sa qualcosa: “Bosi ha crossato da destra ed ho pensato che la loro difesa avrebbe respinto al limite dell'area. Così è stato: la palla è arrivata proprio appena fuori la lunetta: ho preso le misure ed ho sparato. Il primo gol del genere? No, no: mi è successo due anni fa col Parma e proprio contro il Pisa. Segnai il 2-1: stessa posizione, stesso incrocio; cambia piede: allora tirai di sinistro”. L'azzurro commenta con calma, come se cose del genere gli capitassero tutti i giorni!
Stesso atteggiamento di Moz: dalle parole del difensore trapela che qualcosa ancora non va nella retroguardia canarina: “È andata abbastanza bene, questo è vero: abbiamo commesso meno errori che a Pescara, ma possiamo migliorare. Ottima la grinta e la volontà. Voltattorni? Il suo inserimento è stato deciso dal mister e non si discute. La sua prestazione è stata macchiata da quell'episodio del rigore. Per il resto ha giocato bene”.

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