07 set 2011

31 Agosto 1997, Cesena - Modena 1-0

1 settembre 1997 – 31 agosto 1997
IN UN VIBRANTE DERBY I ROMAGNOLI BATTONO I CANARINI DOPO AVERE SOFFERTO MOLTO NEL PRIMO TEMPO – Il Modena si illude ma è il Cesena che esulta – I gialloblu sbagliano troppo, Comandimi li castiga – I bianconeri falliscono il raddoppio – Nel finale sospetto rigore su Pellegrini
Cesena 1 - Modena 0
CESENA: Scalabrelli; Mantelli, Tamburini; Parlato, Rivalta, Del Bianco (8° st Salvetti); Longhi (27° st Serra), Gadda, Agostini, Superbi, Comandini (17° st Bianchi). A disp.: Calderoni, Teodorani, Albonetti, Chiaretti. All. Benedetti.
MODENA: Bigliazzi; Lancini, Di Bin; Gaudenzi, Pellegrini S., Bucchioni; Scazzola (36° st Solari), Brescia, Grabbi, Caputi (31° st Pellegrini M.), Mandelli. A disp.: Ferrari, Barison, Di Cintio. All. Fedele.
Arbitro: Bertini di Arezzo.
Marcatore: Comandini 12° st.
Note – Spettatori: 5.500. Ammoniti: Bucchioni, Lancini, Bianchi, Grabbi, Parlato e Brescia. Angoli: 9-2 per il Modena.
LA CRONACA — Ai romagnoli va il successo. Quasi tutto il resto tocca al Modena. Il giudizio positivo per aver espresso complessivamente un gioco migliore e naturalmente la rabbia per la sconfitta.
*
1-0
Marcatore: Comandini al 12° st.
Servizio di Luca Serafini.
CESENA — Prenda pura sale e pepe, condisca bene e il Modena può mangiarsi le mani e anche il fegato per avere lasciato via libera a un Cesena, che ha visto le streghe nel primo tempo, ma, dopo il prepotente guizzo del baby Comandini, ha collezionato (e vanificato) in contropiede ghiotte opportunità per chiudere in cassaforte il successo. Certo, i canarini possono pure indirizzare il mirino sull'arbitro, che, dopo una gara senza macchie, è caduto in pieno recupero (48° st), quando ha sorvolato su un fallo in area di Serra ai danni di Massimo Pellegrini, un fallo che aveva tutti i connotati giusti per portare la palla sul dischetto. Ma i gialloblu devono battersi forte il petto, per 45' minuti hanno dettato il gioco ma sotto porta solo nebbia. Così, in almeno quattro occasioni la mira è da calcio-balilla... E il Cesena? Per un tempo ha sofferto, affidandosi a traversoni più scontati del pienone a ferragosto in Riviera, poi (grazie anche agli innesti di Salvetti e Bianchi) ha preso fiato e suonato le trombe infilando Bigliazzi con una prodezza ravvicinata di Comandini e ponendo per almeno due volte palle da urlo sui piedi di un Agostini scarabocchione. E a tempo scaduto (48° st), l'evento che ha fatto drizzare i capelli agli ospiti. Lungo lancio nel cuore della affannata difesa bianconera, Massimo Pellegrini (sull'estrema destra) arpiona la sfera, rientra, viene a contatto con Serra e finisce a terra. Il sospetto del rigore è forte, ma l'arbitro ha solo certezze e ignora il dischetto.
In un match tra due squadre che hanno la promozione nel mirino, Benedetti dà via libera a metà campo a Del Bianco mentre Fedele mette una maglia sulle spalle del neo-acquisto Lancini e deve rinunciare al bomber Putelli (squalificato) proponendo il vivace Mandelli. È il Modena che fa la partita, il centrocampo è autoritario e sospinto da Caputi, Brescia è puntuale, Grabbi pare avere il colpo in canna, invece sparerà solo a salve. Il Cesena non vede la meta avversaria affidandosi a lanci inutili; il ritmo del match comunque è frenetico.
La prima perla è gialloblu: ma è un flash senza foto. Grabbi inventa un invito da urlo per Gaudenzi, arrembaggio (12°) e Scalabrelli rimedia con il piedone alla disperata. Il Modena cincischia in difesa, qualche folata bianconera, infatti, gli mette prurito anche se non è incisiva. La legge è comunque canarina: Scalabrelli rimedia con faccia tosta su Caputi (20°), Rivalta innesta il turbo per frenare Grabbi lanciato a rete (32°). Ma il Modena commette un peccato che nel calcio è mortale: crea ma non segna. Così è il Cesena che mette il naso fuori dalla porta (43°) e per gli emiliani è fortuna grande che Gadda (ispirato da Agostini) indugi troppo e Bucchioni possa salvare la pelle emiliana.
Nella ripresa il Modena sembra subito a dama, il Cesena in una botte con i chiodi dentro. La bischerata di Del Bianco (2°) è immensa, l'insipido mediano perde palla, Mandelli è un' aquila e lancia Scazzola, veemente nello scatto, ma deleterio nello sparacchiare addosso a Scalabrelli. I sussulti non mancano, il Cesena accarezza il gol con una capocciata di Longhi (3°), poi uno svarione di Tamburini regala a Grabbi l'attimo-felicità, ma Scalabrelli non si piega. Benedetti inserisce Salvetti (fuori Del Bianco), il Modena ora sbuffa e la Romagna bianconera esulta. Salvetti (12°) ispira Longhi sulla destra, invito preciso per la testa di Agostini che allunga per Comandini, che in acrobazia (da due passi) fulmina Bigliazzi. Ora il Cesena può pedalare in contropiede e con Serra, Salvetti e due volte Agostini vede il raddoppio in faccia, ma si fa sbattere sempre la porta sul muso. Ultimo sussulto il rigore visto solo sugli spalti e non dall'arbitro; poi è la fine. Il Cesena inizia il suo viaggio (mancava dalla C da 30 anni) con il cuore gonfio di speranza e non si illude d'essere diventato cigno, il Modena deve recriminare soprattutto con se stesso e guai a pensare che sia stata solo sfortuna.
Le difese ballano, quella canarina stenta di più
Dall'inviato Paolo Reggianini
CESENA — È destino che da queste parti il Modena debba sempre uscire accompagnato da tante pacche sulle spalle ma con zero punti in saccoccia. Capitò circa quattro anni fa in serie B, anche allora la truppa gialloblu risultò particolarmente brillante, ma sotto i riflettori del Manuzzi i canarini di Francesco Oddo uscirono battuti tra gli applausi. Da lì iniziarono i guai per un Modena che si sentiva forse troppo bello. A fine stagione fu C1 e da allora i gialloblu non si sono più affacciati sul palcoscenico del calcio che conta.
Ieri a Cesena è iniziata una nuova avventura, una stagione che nelle strategie della nuova proprietà dovrà cercare di cancellare quella retrocessione di quattro campionati fa. Il risultato ha premiato un Cesena pratico, che ha affondato le lame in una difesa che non può far dormire sonni tranquilli al mister Fedele. E visto che il calcio è fatto soprattutto di episodi, quel rigore non concesso nei minuti di recupero, apparso a molti evidente, avrebbe riequilibrato, forse, una partita in cui nessuna delle due ha manifestato una netta supremazia territoriale.
Mastica amaro il Modena, perdere così fa male, ma non è tutto da buttare. Il primo tempo può rassicurare la tifoseria (7-800 erano i modenesi presenti sugli spalti del Manuzzi, che alla fine hanno pure applaudito ma anche contestato l'arbitro), nel senso che si nota l'impronta di una buona squadra costruita con giudizio. Certe individualità, parliamo ad esempio di Caputi, una spanna superiore a tutti, almeno nel primo tempo, non si discutono, anche se quelle piccole sbavature difensive suonano già come un campanello d allarme.
Non è un caso che il Modena, nelle gare più importanti del precampionato, abbia sempre preso gol. E il trend negativo ha trovato puntuale conferma a Cesena, dove una svista collettiva ha rovinato tutto. La mancanza di intesa nel reparto più arretrato espone troppo spesso la squadra ad inutili rischi. Un handicap che una formazione che vuole navigare col vento in poppa non può permettersi Dal gol in poi il Modena si è perso, mentre quando ha avuto il pallino in mano non ha saputo concretizzare in modo adeguato. È inutile giocare bene quando non si riesce a sognare. Qui c'è l'attenuante, l'assenza dello squalificato Putelli, ma se i canarini fossero stati più lucidi (almeno un paio di occasioni-gol buttate al vento) quando era il momento di premere sull'acceleratore, forse saremmo qui a raccontare una partita diversa.
Sul piano del gioco meglio comunque il Modena del Cesena. I romagnoli sono usciti alla distanza (gli ingressi di Bianchi e Salvetti hanno poi dato maggiore brio alla manovra) dimostrando comunque un ottimo collettivo, capace prima di imbavagliare quel Modena vivace della prima parte e poi di colpire al momento giusto. E non è un caso che a mettere lo zampino nel gol di Comandini sia stato Agostini, giocatore che a questi livelli può fare davvero la differenza. Come il Modena, anche il Cesena non ha brillato sul piano della sicurezza difensiva. Ma certi lisci di Parlato, che hanno fatto tremare Benedetti, hanno al tempo stesso evidenziato le ottime qualità di Scarabelli e tutti sanno quanto è importante a questi livelli un portiere che dispensa sicurezza.
Il Cesena vince, dunque, questo primo round lontano anni-luce dalla resa dei conti, contro una diretta rivale per la promozione. Ma se le premesse di ieri possono avere un valore in proiezione futura, c'è da credere che il duello tra canarini e romagnoli non si sia esaurito nell'arco di appena novanta minuti. Il Cesena per ora saluta e va, al Modena non resta che aspettare domenica prossima quando dovrà sostenere un altro difficile esame contro un Como che promette scintille. E questa volta sarà vietato sbagliare. Soprattutto in difesa. 

PAGELLE di Paolo Reggianini
BIGLIAZZI 6. Non si registrano interventi degni di nota in tutto l'arco dei novanta minuti. Una leggera sbavatura, al 3°, della ripresa quando tentenna sulla linea di porta favorendo il colpo dì testa ravvicinato di Longhi.
LANCINI 6. Primo tempo impeccabile, sempre in posizione, deciso e preciso negli anticipi. Peccato che l'unica stecca arrivi proprio in occasione del gol, quando un suo errore di posizione manda in tilt la difesa che salta come un tappo di bottiglia.
DI BIN 5,5. Non riesce quasi mai a dare una spinta decisa sulla fascia e quando supera la metà campo raramente offre palloni giocabili ai compagni. Nel finale, calcia male un retropassaggio e favorisce l'intervento di Agostini, che manca il raddoppio a due passi da Bigliazzi.
GAUDENZI 6. Nel primo tempo gioca molto avanzato e spesso va a sgomitare nell'area avversario in cerca di gloria. Addirittura, al 11°, su ottimo assist di Grabbi, viene anticipato di un soffio in zona gol da Scalabrelli. Svolge con diligenza il proprio compito nella mediana gialloblu.
BUCCHIONI 5. Al pronti-via si becca un'ammonizione. In ritardo su Agostini lo travolge sulla tre quarti. Tarda a carburare e, al 12°, favorisce ancora Agostini, che conclude senza precisione. Bilancia l'avvio scadente sul finire del tempo, salvando in extremis su Gadda. Sufficiente nella ripresa, anche se non sembra molto sicuro.
S. PELLEGRINI 5,5. È apparso un giocatore normale, partecipa alla mezza dormita nell'azione del gol romagnolo e ricopre senza particolari acuti la posizione sulla fascia destra.
SCAZZOLA 5, Ecco il primo problema di stagione. Non è in condizione e questo già si sapeva, ma insiste nel suo gioco da solista e combina davvero poco per la squadra. Al 1°, della ripresa manca la conclusione vincente a tu per tu con Scalabrelli, poi piano piano scompare.
BRESCIA 6. Prestazione sottotono per il regista gialloblu, che gioca una gara gagliarda per tutto il primo tempo, poi cala con il passare del tempo senza offrire un prezioso contributo in proiezione offensiva.
GRABBI 5,5. Siamo qui a fare i soliti discorsi. Le qualità non si discutono e anche a Cesena dimostra di saperci fare con il pallone con deliziosi assist che scaldano l'attacco canarino. Ma, come sempre, si fa tradire dalla sua lingua lunga, le proteste si sprecano e, naturalmente, si porta a casa la prima inutile ammonizione della stagione.
CAPUTI 6,5. Primo tempo praticamente perfetto. Con il suo sinistro disegna perfette traiettorie e con la sua spinta sulla sinistra mette alle corde la retroguardia di casa. Tenta la via del gol dalla distanza ma non ha fortuna. Cala nella ripresa MANDELLI 6. Lavora una infinità di palloni, ma a volte insiste troppo nell'uno contro uno favorendo il gioco di rimessa cesenate. Solo nella primo tempo vede la porta avversaria.
PELLEGRINI M. sv Gioca una manciata di minuti, ma è lui il protagonista nell'episodio più contestato quando nei minuti di recupero viene steso in area dal bianconero Serra.
SOLARI sv.
MODENA / IL MISTER GIALLOBLU INFURIATO PER IL RIGORE NEGATO ALLA FINE: HO LASCIATO IL CAMPO PER PRENDERE IL TRENO – Fedele: “Dovranno ridarci quello che ci hanno tolto”
Servizio di Roberto Grimaldi

CESENA — Siamo alla prima di campionato, e una partita come Cesena-Modena si pretta a diverse chiavi di lettura.
In positivo quella del direttore sportivo canarino Botteghi: “La squadra ha dominato la gara, ma è stata sfortunata perché punita in occasione dell'unica disattenzione. Se continuiamo a giocare così ci toglieremo tante soddisfazioni”.
Poi c'è l'analisi del tecnico Fedele, molto sincera e disincantata, forse influenzata dall'amarezza della sconfitta; in sostanza l'allenatore gialloblu oggi ha intravisto due difetti: l'ennesima disattenzione difensiva e la difficoltà a finalizzare. Giornataccia o manifestazioni congenite difficili da rimediare? Fedele stesso non sa dare una risposta,
“Ogni partita che abbiamo giocato — ha detto Fedele — abbiamo sempre preso gol, e c'è sempre stata quella disattenzione che alla fine ci ha punito. Quando le distrazioni cominciano a diventare una costante significa che qualcosa da rivedere c'è. Davanti abbiamo concluso poco rispetto alla mole di gioco. È un problema che avremo sempre: Non so rispondere, lo scopriremo solo giocando. Questi giocatori li sto conoscendo solo ora...”.
La diffidenza di Fedele non finisce qui. C'è chi gli parla di squadra che non ha ancora raggiunto il pieno potenziale, di giocatori che, rispetto all'anno scorso, non sono ancora al cento per cento. Il tecnico crede a quello che vede. “Cosa ne so io del potenziale dei giocatori? Io so solo che quelli c'erano l'anno scorso hanno rischiato di retrocedere. Quindi questo gran potenziale evidentemente non c'è”.
Sono altri i motivi che rendono Fedele amareggiato, a partire dal rigore negato a Pellegrini in pieno recupero. Tutti l'hanno visto allontanarsi dal campo dopo un colloquio con l'arbitro. Si pensava ad un'espulsione del tecnico per proteste, invece non è andata così: “Non sono stato cacciato fuori. — spiega il mister — Sono semplicemente uscito dal campo qualche minuto prima. Ho detto all'arbitro che avevo il treno e che dovevo andare via... Ho parlato con i miei giocatori, pare che il rigore fosse netto. Spero solo che quello che ci hanno tolto oggi ce lo ridiano indietro presto”.
Ma non è stata una giornata totalmente negativa: “Sono contento del fatto che la mia squadra abbia esercitato un dominio quasi completo: direi ottanta minuti, se escludiamo i dieci minuti dopo aver preso il gol. Ma non riesco ad essere soddisfatto, mi sento piuttosto deluso per la sconfitta. Sono ancora convinto che questa squadra, per fare bene, abbia bisogno ancora di qualche piccolo ritocco. I fatti sono fatti, quello che è successo l'anno scorso non lo guardo. Il Cesena? Mi aspettavo di più, l'ho visto timoroso. Però i tre punti se li sono presi loro...”.

MODENA / NEL DOPO PARTITA SI È DISCUSSO A LUNGO DELL'EPISODIO CHE POTEVA CAMBIARE IL RISULTATO – “Uno scandalo non concedere quel rigore” – Pellegrini: “In due mi hanno agganciato in area, poi ho visto Agostini arrabbiarsi con Serra che aveva commesso il fallo” – Gaudenzi: “Il Modena ha dominato la partita. Mi dispiace per i tifosi” – Grabbi: “Siamo stati presi in giro” – Brescia: “Ottima gara la nostra”
Servizio di Alberto Bombarda
CESENA — Gira e rigira, l'argomento che tiene banco nel dopo-partita è solo uno: il rigore non concesso nei minuti di recupero su Massimo Pellegrini. E allora, parola al protagonista che ci da il responso definitivo: “Penso ci sia poco da dire quando non uno ma due avversari ti agganciano in piena area... Quello che mi sorprende è che l'arbitro era lì a due metri, non può non aver visto un fallo così plateale. Pensate che, dopo quell'episodio, ho visto Agostini andare da Serra (uno dei due giocatori cesenati intervenuti da tergo su Pellegrini, ndr) e arrabbiarsi di brutto nei suoi confronti, dicendogli che avrebbe potuto rovinare la vittoria con un fallo evitabilissimo... Iniziamo come abbiamo finito l'anno scorso — commenta amaramente il centrocampista — speriamo che da adesso in avanti i rigori quando ci sono inizino a darceli”.
Eh sì, il rammarico nelle fila canarine è davvero tanto. È il filo comune di ogni dichiarazione. “Non so cosa abbiate visto voi dalla tribuna, — chiede ai cronisti Luca Gaudenzi — da parte mia ho potuto constatare che in campo c'è stata una sola squadra e quella si chiama Modena. Abbiamo giocato solo noi, il primo tempo poi è stato esemplare. Così purtroppo è il calcio e dobbiamo prenderne atto, anche se devo ribadire che sia su di me che, specialmente su Pellegrini, alla fine l'arbitro doveva fischiare il rigore. Sono dispiaciutissimo pure per tutta la nostra splendida tifoseria che ci ha seguito in massa fino qui, vorrà dire che domenica prossima daremo ancora di più per accontentarla”.
Passa poi Ciccio Grabbi, che fa intendere di non aver assolutamente digerito i torti subiti: “È un vero scandalo essere presi in giro in questa maniera. Una squadra si allena duramente per tutta la settimana poi in campo non ottiene quello che sarebbe giusto gli fosse dato. Non dico altro, sono troppo alterato...”.
Ma sentiamo anche il parere da chi la prende più con filosofia: “Io dico che recriminare per un rigore o più rigori non dati non è piacevole — afferma controcorrente Beppe Brescia — anche se è vero che avrebbero potuto essere fischiati. Piuttosto bisogna leggere una partita del genere con un'altra ottica: io dico che abbiamo disputato un'ottima gara e mi sono reso conto ancora di più che siamo una buona squadra, che può sicuramente centrare l'obiettivo minimo dei play-off. Certo, non siamo ancora al top della condizione, ma quando ci arriveremo per i nostri avversari non sarà molto facile batterci”.
Montagnani: “Fatale l'unica svista in difesa – Lancini: “Bravo il Cesena nell'azione del gol”
CESENA — Era al suo esordio in trasferta Gigi Montagnani, che, come ha sempre dichiarato, è restio a seguire la squadra fuori casa. Visto il risultato, c'è quindi da star sicuri che il Modena lo vedrà solo al Braglia. È comunque limitatamente soddisfatto, il patron giallo-blu, dopo la partita: “La squadra si è espressa abbastanza bene, soprattutto nel primo tempo. Peccato per i rigori non dati, l'ultimo clamoroso, e sono anche molto dispiaciuto perché alla prima svista difensiva siamo stati condannati a perdere una gara che potevamo sicuramente pareggiare”.
Breve ma incisivo, come sempre. E allora diamo la parola alla difesa, in tutti i sensi, ovvero chiamiamo in causa i protagonisti del pacchetto arretrato, che spiegano a modo loro l'episodio del gol subito.
Sergio Lancini, alla sua prima gara ufficiale è forse stato il migliore dei reparto e relativamente all'azione incriminata dice: “Io sono andato a raddoppiare sulla fascia dove c'era Di Bin, poi purtroppo dietro di me gli attaccanti bianconeri sono stati bravi a smarcarsi e c'è scappato il gol. Colpe mi sembra che alla difesa non ne vadano attribuite, bisogna riconoscere anche la bravura degli avversari, che in quell'occasione hanno saputo fare i movimenti giusti. Da parte mia devo riconoscere che mi sono subito inserito bene, ci rifaremo”.
Sentiamo anche Stefano Pellegrini, che ci dà altri particolari: “Secondo me è stata decisiva la loro mossa di inserire Salvetti. Lui è un trequartista che svaria molto e noi ci abbiamo messo un po' di tempo per prendergli le misure. In occasione del gol, infatti, io sono andato a chiudere su di lui e purtroppo, facendo così, ne abbiamo lasciato libero un altro che poi ha segnato. Penso, comunque, di poter dire che dare colpe alla difesa è sbagliato, quando si sbaglia è tutta la squadra da chiamare in causa, anche se sicuramente dietro dobbiamo ancora registrarci a dovere. Aggiungo anche che l'inserimento di Lancini e stato molto positivo. Ora dobbiamo proseguire su questa strada e se rimarremo umili miglioreremo senz'altro”.
Alberto Bombarda 

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